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Parlo sempre della Passante" di Baudelaire. Il testo è stato musicato anche da G. Brassens ( su parole di A. Paul) e poi ripreso da Fabrizio de Andrè..Io, a dire il vero, ho conosciuto prima la canzone "Le passanti" di De André, della poesia di Baudelaire!!! Anche perché noi, a scuola, non lo studiavamo di certo….:-)))!

"La vista di una donna (che neanche si è riusciti a sfiorare) è un’occasione per la piccola illusione di essere un perfetto amante, mancato.

[Matteo Borsani – Luca Maciacchini, Anima salva, p. 96] "

Certo…per Baudelaire, l ‘attimo perduto è perduto per sempre: lui sfiora la donna , ne coglie lo sguardo, il gesto di sollevare velocemente il pizzo nero della veste. Non rimarrà nulla se non un rimpianto, quasi una presa d’atto di quello che avrebbe potuto essere e non è stato…

Nelle canzoni, invece, di Brassens e De Andrè il discorso si allarga e la passante si trasforma nelle Passanti, da esperienza personale e unica si allarga a momenti molteplici della vita degli individui.

E il ricordo ricoprirà un ruolo quasi "consolatorio" per i momenti di solitudine….

Almeno, così sembra a me… :-))

Allora nei momenti di solitudine

quando l’incanto diventa abitudine,

una maniera di viversi insieme,

si piangono le labbra assenti

di tutte le belle passanti

che non siamo riusciti a trattenere

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