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Prima o poi vi parlerò dei "grezzetti"….. Sono i miei alunni del Triennio di un ITIS, che spesso mi forniscono materia per interventi in un paio di Ml che frequento da alcuni anni ( per la precisione quattro!)

Sono inimitabili in certe loro performances…. Oggi, approfitto del discorso su Baudelaire e vi faccio entrare un attimo nella mia quinta dell’anno scorso! ;-)), verso la fine del primo qudrimestre ( circa a gennaio)…..

"Siamo entrati nel meccanismo feroce delle interrogazioni a mitraglia:

feroce per entrambi i contendenti. Scusate le metafore belliche, che mal si addicono ad un tipo fondamentalmente tranquillo comem me…ma, anche senza volerlo, si resta contagiati dalle strategie

messe in atto dai grezzetti e, anche solo per sopravvivenza, si finisce per emularli! 🙂

La sala prof, in questi giorni, sembra un accampamento napoleonico.

Entra il prof di meccanica , guata e sibilando chiede" Qualcuno è stato in quinta?, R. è presente? E’ entrato alla seconda ora..?

Allora devo beccarlo prima che chieda il permesso di uscita anticipato!"

E intanto la prof di matematica dà le coordinate di quelli di quarta:

C. è in riunione con la Consulta, M. sta saldando il debito di diritto, T. e F. sono stati pescati, dopo due settimane di "posta", dal prof di Sistemi che se li è portati in biblioteca per l’interrogazione.

Non è tempo di matrimoni…coi funerali non si può abusare e il vicepreside è di sentinella, con l’aria protesa a controllare che le firme sui permessi non puzzino di falso come Giuda, in modo troppo

sfacciato..Molti di loro hanno 20 anni: non so se è legale chiedere la firma dei genitori.  Noi la chiediamo lo stesso: loro tentano un minimo di resistenza..ma sono ragazzi di provincia, in fondo sul "legale" si fanno abbastanza "far su".! 🙂

Certi miei colleghi, finiti al Quartiere Comasina di Milano o al

Gallaratese, ci dicono sempre"Non sapete in quale Paradiso siete ancora immersi…" Tiziana a Roma [ la racconto sempre, lo so!!!!….] quando due anni fa, mentre eravamo in gita scolastica, ne ha conosciuti alcuni che sedevano tranquillamente nella hall..è rimasta allibita" Grezzetti? ma questi nun so’ truscidi come i nostri della Capitale, se vede che sono de n’antra pasta!" 🙂

Le cosiddette interrogazioni ormai sono una specie di farsa: spiccicano tre parole sugli autori, si dilungano allo spasmo sulla vita, condendola con date, collegi frequentati nell’infanzia , numero di fratelli e, nonostante i miei occhi dardeggino un eloquente " ma chissenefrega…", proseguono imperterriti , snocciolando tutta la selva delle opere, comprese le minori, sconosciute ai più. Sono anni che dico loro di bypassare tutti i pettegolezzi inutili e badare al sodo: contesto culturale, tematiche ecc. Ma niente: praticamente recidivi. In compenso, quando stanno attenti , rielaborano le informazioni in modo del tutto personale…e allora è quando ci si diverte. 🙂 Breve esempio e poi la pianto di stressarvi.

Stamattina interrogavo Matteo di 5^. Mi spiega in modo convincente la poesia "Ad una passante" di Baudelaire.[ Hanno una sorta di adorazione per questa poesia.] Allora , assume l’aria enfatica che non manca mai in questi casi e, roteando una erre moscia naturale, sintetizza " L’autore sta passando per le strade di una Parigi di fine Ottocento, caotica, affollata, che denuncia già l’oppressione dell’urbanizzazione devastante; persone anonime vanno e vengono. Lui viene colpito in modo particolare da una donna, una passante, appunto, che gli si para davanti, vestita di nero, forse a lutto, cioè con un vestito di pizzo e che lo guarda con

uno sguardo che colpisce in modo del tutto particolare. Lui la guarda e allora lei, con un gesto rapido, con il guanto nero smuove il pizzo

della gonna e scopre una coscia bianca come il marmo. Il poeta rimane così turbato da questo incontro e da questa visione."

Sulla "coscia" vi risparmio l’esplosione di risate sgangherate che si è sollevata dai compagni…

Io, sinceramente, ero quasi alle lacrime e lui, allora, un po’ stizzito, ribatte " Ma prof, l’aveva detto lei!"[ Preciso..il loro sport preferito è metterti in bocca quello che loro pensano di aver capito, ma sono sinceri, e soprattuto in buona fede, ve lo assicuro! :-)))"

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