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Gironzolando in attesa del caffé, tra un blog e un altro, tutti rigorosamente di "perfetti sconosciuti", tramite quelle curiose associazioni di tipo quasi ipertestuale..( oh, toh..questa ha messo tra i preferiti questo Blog, un motivo ci sarà…vediamo..), sono approdata ad associazioni anche di stati d’animo e da un angolo mi è uscito il problema della "correzione".

Problema…oddio, diciamo piuttosto "disagio". Ho messo a fuoco da tempo immemorabile che io ho sempre avuto una sorta di pudore nel valutare insufficiente un tema personale. Antefatto: io ho sempre avuto una sorta di disagio nel mettere un voto insufficiente ( massì, dai, buonismo sessantottino…mammismo galoppante ecc ecc, me le sono già sentite dire tutte!!), ma alla fine ho piazzato e piazzo i miei 3, all’occorrenza.

Ma mai su un tema personale…Ho sempre la stupida convinzione di dare un 3 a quello che uno scrive ( Lo so, lo so…razionalmente il discorso fa acqua da tutte le parti; lo so, al ragazzo uno dice chiaramente che…guarda, il votazzo non è certo per quello che sei, per quello che scrivi, ma per "come" lo scrivi….Eppure, niente mi leva dalla testa che in quel momento lui si sente giudicato nei propri sentimenti e nei pensieri più intimi che, magari a fatica, è riuscito a mettere nero su bianco…

Circa quattro anni fa mi è arrivato un alunno albanese. Aveva frequentato il Biennio a Tirana e, a suon di trasmissioni di varietà, aveva imparato a parlare in italiano. Non vi dico come scriveva… beh, al primo tema mi sono "inventata" un doppio voto…e così ho potuto dargli l’insufficienza "esclusivamente" sulla forma!! 😉

beh, poi nel Triennio ( leggendo come un pazzo e di tutto, da J. Donne ad Alberoni, da articoli di musica a testi di Freud) ha migliorato in modo incredibile il suo italiano, tanto che in quinta potevo valutare tranquillmente con 7 oppure 8 i suoi temi, senza regalargli nulla.

Ora è al Politecnico ( Ingegneria). Due settimane fa  l’ho incrociato in Cadorna e mi ha detto " Sa, prof, io certi temi personali, anche quello d’esame sulla funzione dell poesia, li ho scelti, perché sapevo che me li avrebbe corretti lei, che d’accordo o no, ha sempre rispettato quello che io pensavo. "

Sì, va beh… ovvio; comunque a me il dubbio …se sia giusto o no farsi prendere dal disagio, riaffiora!

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