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Seggio….

Oggi e domani sono al Seggio. E’ arrivato a casa l’altro giorno il Messo, mentre ero agli scrutini e mi ha lasciato il foglio. Bah, sarò scrutatrice, il che significa non avere alcuna responsabilità, se non la palla di dover passare lunghe ore in quell’aula a volte polverosa, che sa di mezzemaniche, di passato, di vecchie maestre, di polvere, polvere e polvere…a vedere entrare facce conosciute e no, a sbirciare le date di nascita delle persone, a guardare i ragazzi al primo voto, che sembrano sempre di più neonati….a vedere entrare arrancando vecchi decrepiti, accompagnati da un parente, col Presidente che controlla con aria seriosissima il foglio di accompagnmento, per vedere se tutto è in regola…, a scandire con voce chiara "Mauri Giuseppe ha votato", mentre si rende la carta d’identità…

Nel passato per quattro volte sono stata nominata Presidente di seggio, senza averne mai fatto esplicita richiesta. Ho ancora gli incubi di quella esperienza non voluta. Venni a sapere che aveva fornito il mio nome il partito cui allora ero ancora iscritta. Un bel giorno mi vedo arrivare a casa un foglio, che veniva dal Tribunale di Milano. "Lei è stata nominata Presidente del Seggio ecc ecc" Non l’avevo mai fatto, né ci tenevo affatto ..Prendo il telefono e chiamo l’Ufficio Anagrafe.

" Guardi " ( sorrido con la voce)" mi è arrivata una "strana" nomina e telefono per rifiutare!"

"Scusi, "strana nomina"…, abbia pazienza, lei deve avere dato il suo nome! Ma senza certificato medico lei non può rifiutarsi!"

Morale: mi sono ritrovata al Seggio, senza sapere nemmeno quanti ne avevo in tasca, tra libretti di istruzione capaci di complicarti anche la chiusura di una busta; tra descrizioni apocalittiche di quello che avresti dovuto fare minuto per minuto; tra azioni in successione deterministica per cui, se ne sbagliavi una , eri fritta a vita e poi sarebbero stati cazzi tuoi riprendere il bandolo della matassa! Il tutto condito da note e notarelle dove venivi edotto sulle pene e sanzioni a carico del Presidente, che andavano dalla multa al carcere ec ecc. Insomma…crepavo!

Uno degli scrutatori era un vecchio del PCI, che sembrava nato tra le urne e agiva di conseguenza…e così, mentre io leggevo ed evidenziavo in giallo i passaggi fondamentali delle operazioni, quello mi guardava con la sigaretta in bocca, le maniche arrotolate e già apriva buste e sbolognava schede da firmare. Io ero innevosita , ma non sapevo bloccarlo e lui agiva a suon di " Nèmm, nèmmm sciura, che chi vegnum pü a caàa, se sütem a légg i cart"; in realtà la mia incompetenza era palpabile quasi quanto la mia incapacità di farmi valere in quel seggio. Due giovanissime scrutatrici dark, con le labbra nere erano perennemente fuori a cincischiare coi militari di Vipiteno…Io, che già di mio non mi presento molto con l’aria seriosa, complici i capelli da ex frikkettona, che domo pochissimo, le gonne lunghe che mi sono rimaste nel Dna..insomma, in capo a poche ore avevo ceduto le armi e il vecchio compagno era già padrone della situazione, mentre ci sottolineava come una volta erano dovuti ricorrere all’incendio di una scheda in un angolo del cortile, dato che "cresceva" ed era necessario far tornare i conti.

Io vedevo spalancarsi le porte del Bassone o di Opera ( visto che San Vittore non sapevo se fosse ancora agibile). Insomma, OVVIO che alla quarta conta eravamo nelle peste anche noi e non se ne veniva a capo. Il factotum allora fu provvidenziale perché, abitando nei dintorni, andò a prelevare la vecchia madre novantenne, che non era intenzionata a votare e con un espediente i conti tornarono. Io, nel frattempo, avevo perso tre chili.

Alla chiusura dei sacchi pensai di esser finita nel più classico dei romanzi di Franz da Praga. Toccai con mano l’assurdità e la macchinosità delle procedure…

Arrivata a casa, alle due e mezzo di notte della domenica…mi tolsi le lenti a contatto e mi misi con i piedi sul divano, ferma come in un limbo…Dopo nemmeno dieci minuti mi squillò il telefono di casa ( allora non c’erano i cell). "E’ il Comune, mi scusi, dovrebbe venire con la sua Segretaria per un problema .Click"

Ricordo come ora il frenetico rimettermi le lenti, la telefonata a Caterina, una studentessa di Medicina che, poverina, aveva avuto tutte le incombenze delle trascrizioni eterne ( Descizione del simbolo: quattro mori appoggiati ecc ecc ecc il tutto ripetuto per 24 simboli e non so per quale numero di volte..), la corsa in macchina in una cittadina notturna e per l’occasione sotto un diluvio universale, con il terrore di aver combinato chissà che guaio; l’ingresso nel Comune, dove ferveva un lavorio incredibile, dove sembrava fosse pieno giorno…Pochi secondi: "Scusate, ma qui non è stato riportato un dato nel riepilogo generale. Ecco fatto. grazie!" ………………………..

Ecco perchè oggi che andrò a fare la scrutatrice, pur senza i capelli dark o le labbra nere, mi sento tranquillissima e rilassata. anzi, prenderò un libro e sento che me lo leggerò senza problemi, dato che dubito che ci sarà un grande afflusso……..;-)

Musica: Equinox di Jean Michel Jarre

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