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Il mar di Creta..

S. Dalì      "Destino"

A volte , leggendo i blog altrui, che sono vere e proprie "finestre" sulle persone, vengono in mente propri ricordi o situazioni personali analoghe. A volte è una sola frase a suggerirle e a far prendere corpo. Leggevo ieri sul blog della signorina Marietta

"L’ultima immagine della signorina e’ dall’aereo che si solleva: giu’ Colombo e le migliaia di lampade del Vesak, uno spettacolo che solo la bontà del Buddha poteva offrire alla signorina"

Nell’agosto di quattro anni fa, per motivazioni familiari che sarebbe lungo e noioso spiegare, avendo dovuto trascorrere l’estate a casa e vedendo incombere come uno spauracchio l’inizio dell’anno scolastico, dietro pressione di mio marito, ho prenotato una settimana da sola in Egitto. Meta: uno di quei complessi faraonici sorti nel nulla, a Urghada.

Offerta economicamente vantaggiosissima, dato che l’insieme era stato inaugurato a Pasqua e facevano quindi promozioni allettanti. Tutto ok, con un improvviso cambiamento in corso d’opera, in quanto il previsto trasferimento in macchina alla Malpensa si tramutò immediatamente in viaggio su due treni, visto che il frigo ( che in effetti stava collassando proprio da mesi) decise di dare forfait giusto il giorno della mia partenza e mio marito si trovò impegnato nell’opera di mettere celermente in salvo, presso parenti, tutto il contenuto dei cassetti del freezer . Era estate e straripava!

Tra trolley, beauty, borsa e altre fantasie, a mia volta io ero carica come un asino…. Entrata a Malpensa 2, dove era previsto il ceck-in del nostro Gruppo, mi aggiro con aria interrogativa da qualche minuto, quando vengo avvicinata da un anziano signore, piccolo e grasso che si presenta come "ex-qualcosa", lì in Aereoporto e si offre "spontaneamente" di agevolarmi l’imbarco.

Premessa: il consorte, dopo avere "spinto" la mia vacanza _ lui, ripeto, era impossibilitato, per cause familiari, a muoversi_ leggendomi il panico da inzio scuola nelle pupille [ cosa che io ho sempre sostenuto essere pura invenzione, ma vabbeh….in fondo può essere ;-)))], aveva passato gli ultimi giorni a raccomandarsi di non dar-tra-a-nessuno, che-in-quei-posti-non-si-sa-mai… eh eh.  Non eravamo "in quei posti", il circondario brulicava e così ho dato retta ( anche solo per educazione) all’anziano gentilone.

Questi, in pochi secondi, mi fa arrivare ad un banco e, presentandosi all’addetta di turno, chiede " Mi raccomando, la signora viaggia SOLA ( ??!!) Dalle un buon posto!" Dopo di che, saluta e va. Questa premessa per dire che il "buon posto" era quello di fianco al portello di emergenza, privo quindi di qualsiasi oblò. Constatato che, agendo da sola, avrei avuto una situazione sicuramente migliore, noto che quello era il posto riservato alle hostess , al momento del decollo. Vantaggio innegabile era, in compenso, lo spazio che separava dal sedile davanti, davvero ampio, rispetto alla norma, tanto da permettere comodi accavallamenti di gambe e anche provvidenziali scivolate in avanti, senza interferenze di ginocchia nelle costole dei vicini. Non ti sentivi, quanto meno, claustrofobicato.

L’hostess di fianco a me era una signorina del Cairo, molto graziosa e ciarliera. Io, quando viaggio sola, normalmente mi isolo ed evito accuratamente di fare conversazione con chicchessia, per evitare di trovarmi scotchata mio nolente. Da buona Acquario, mi piace comunicare, ma non subire alcunché….. 🙂 E’ stata dunque lei ad attaccare bottone, chiedendomi gentilmente dove andassi e perché viaggiassi sola! Devo dire che quello, poi, si sarebbe rivelato il "leit motive" di quella vacanza….Ma qui sorvolo.. ;-).

Insomma, dopo ore ed ore di viaggio, ci trovavamo sul Mar di Creta. Sotto, il buio inchiostro dell’acqua e qualche luce tremula. Urghada ci attendeva verso le due di notte. Nottata tranquilla e sonnacchiosa. Ad un certo punto, guardando il video, dove comparivano le altezze, vedo che 12.000 era calato a 11.700. Non presto molta attenzione alla cosa. Ma in capo a pochi minuti, mi accorgo che l’hostess di fianco a me era stata chiamata nella parte anteriore dell’aereo, da dove, nel giro di altri cinque minuti, hostess e steward iniziano a entrare e uscire, percorrendo l’aereo a passi svelti. Chi arrivava, chi entrava, chi ne usciva. Molti passeggeri, dormendo, non davano cenni, ma noi che eravamo svegli, iniziamo a guardarci in viso e intanto l’altezza segnalata non accenna a ritornare normale, ma scende, lentamente, ma scende, fino ad arrivare a quota 7.000. Arrivano, infine, delle comunicazioni "tranquillizzanti". L’ultima ci avvisa che, causa motivi tecnici, l’aereo sarà costretto ad atterrare all’Aereoporto del Cairo per una verifica. L’hostess mi si siede nuovamente di fianco, ma tace. Io vorrei chiederle qualcosa di più specifico, ma mi freno, perché penso: a) se davvero siamo in pericolo, non me lo dirà di sicuro, b) se anche comunque potesse dirmelo, preferirei non saperlo prima.

Mentre penso a queste cose e medito, mi accorgo che la ragazza ha cavato un libriccino e lo sfoglia bisbigliando. Con la coda dell’occhio lumo immediatamente e vedo che è scritto in arabo. E qui scatta il PENSIERO. Inizio a credere che siano versetti del Corano !! Ora, chiaro che poteva essere benissimo un libretto di istruzioni per atterraggi di emergenza, ma scritto in arabo?? Ok, la Compagnia era egiziana….ma la sensazione che lei stia salmodiando si fa sempre più forte. E in quell’esatto momento prendo coscienza che, forse, siamo in reale pericolo. A questo punto, invece di entrare in un legittimo panico, mi ritrovo a pensare a due cose in contemporanea: primo, che per fortuna sto viaggiando DA SOLA ( e il resto della famiglia è a casa o, per lo meno, non su quel maledetto carcassone) e, secondo, che, inabissarsi nel Mar di Creta sarebbe stata una fine ammantata di aura classica.

Io penso seriamente che una vena di pazzia effettivamente alberghi in tutti noi, anche quelli ritenuti più "equilibrati" ;-)) , altrimenti non riuscirei a spiegarmi, a tutt’oggi, la natura di quel pensiero, nitido, scolpito, che davvero mi è passato per la testa e che mai , tra l’altro, avrebbe dovuto sorgere in una come me che, ad onta degli studi effettuati, non ha mai provato troppi trasporti per il mondo classico. Spesso, anzi, mi sono annoiata a certe mostre nelle quali, viste un’urna , un’anfora, una fibula, avrei potuto fare a meno di vedere le altre 100 che, con cura maniacale, venivano sottoposte ai visitatori…Mi sono sempre riconosciuta maggiormente, sia dal punto di vista artistico, che letterario, in tutto il periodo che, dalla seconda metà dell’Ottocento, arriva ai primi decenni del Novecento..Che mai ci avrei dovuto trovare di così affascinante in quel maledetto e inchiostrato "Mar di Creta". 😉

Alla fine, comunque, l’aereo è atterrato al Cairo, ma, prima di ottenere l’ok, ha dovuto sorvolare per un breve periodo la città di notte. Ed è lì che, spicollandomi all’indietro, ormai senza più nessuna remora, dall’oblò della fila posteriore, al quale si accalcavano in tre, sono riuscita a vedere uno spettacolo a dir poco ipnotizzante. Una superficie di una vastità incredibile, illuminata da una fila regolare di luci, che si estendeva verso un orizzonte lontanissimo: enorme, dilatata, assolutamente inaspettata e sicuramente mozzafiato, che ha posto termine ai miei pensieri. Siamo atterrati e lì è iniziata un’altra odissea. Ma avevamo, almeno, i piedi per terra. Era l’una di notte del 23 agosto del 2000. Non dimenticherò quella data …;-)

Musica: Kalimera ilie_Manos Loizos

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