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Torta di riso

Perché una come me, che da sempre è abbastanza negata per la cucina, si intrufoli in una specie di Festival della cucina, non è molto chiaro, ma cercherò di darmi da fare, nei limiti delle possibilità.

Tra l’altro è curioso che chi viene ( raramente) invitato a casa mia, si trovi poi sinceramente soddisfatto; forse do l’impressione di essere ancora più imbranata di quanto io sia ;-DD. Poi, diciamo che in quei casi ci do dentro e sfodero quelle tre o quattro cose collaudate….per cui tutto funziona e il teatrino riesce!!

In realtà a me non dispiace cucinare, quello che non sopporto sono gli inevitabili sbrodolamenti di frullatori gocciolosi, di mestoli che non sai dove appoggiare; le impiastricciate collaterali, con lavastoviglie piena ( che nessuno si è degnato, ovviamente, di svuotare) e lavandino conseguentemente debordante, al punto che, se ti devi sciacquare le mani ( e devi farlo!!!) non riesci a infilarle tra la pigna e il getto…A questo proposito emblematiche sono le polpettine di melanzane, che ho mutuato da mia suocera, che era originaria di Palermo, che sono squisite, ma hanno un "pre" da brivido!!! Ad un certo punto ti ritrovi le mani completamente intruppate da una biacca spessa, formata da acqua, farina e polpa attaccaticcia di melanzana bollita, che tu devi sagomare a pallina e friggere nell’olio…e ti sfido a prendere in mano il manico della padella, con quello che è rimasto di una normale "presa manuale"..Qualche volta le posterò. ;-D

Probabilmente la mia imperizia deriva anche dal non aver avuto validi modelli in casa. Mio padre non ha mai alzato un dito in cucina e mia madre, anche ai tempi in cui cucinava, non aveva quel che si dice il dono. A parte il coniglio con le olive, il ragù , le frittelle di mele e quelle di riso a San Giuseppe e i cappelletti col ripieno, che per farli, alla vigilia di Natale, stava sveglia fino all’una, per il resto andava di lungo… Veramente la sua specialità era il piatto fisso, nel senso che a casa mia potevi trovarti per 5 o 6 giorni consecutivi riso o pasta al burro, prosciutto cotto, insalata e zucchine bollite. Io filavo alla Mensa dell’università, a dimagrire con Yogourth e arancia [ bei tempi!!!;-)] ma a casa nessuno protestava. Non ricordo, infatti, particolari questioni sorte sull’argomento…evidentemente si adattavano bene!

Un piatto, però, le veniva benissimo, ed era la Torta di riso. Naturalmente parlo di quella carrarina, quella DOC, per intenderci, come il lardo che si produce lì sopra ….. a Colonnata, di fianco alle Cave.

Qui si parla di Dolci estivi e questa è una torta che va cotta in forno, ma, siccome deve necessariamente finire in frigo ( data la dovizia di latte e uova !) credo che possa entrare di diritto nella categoria.

Tra l’altro a Marina di Carrara viene servita nei bar degli stabilimenti balneari…; anzi, se penso al cappuccino del mattino con la focaccina salata e unta e alla fetta di torta di riso, mangiata dopo il bagno, quando, coi piedi scalzi e insabbiati, si passava da quella rena chiara e sottilissima, vanto della Versilia, particolarmente ustionante, al marmo del bar, lì al Morgana o alla Tenda rossa…quasi quasi mi viene un po’ di magone…. Cavoli, il potere evocativo dei cibi, è sempre all’erta in modo estremamente subdolo!!

Ma passiamo alla ricetta!

La torta di riso dolce, è tipica di Carrara. In rete se ne trovano diverse versioni. Abolite subito quelle con molto riso: diventa pagnottosa e non ha nulla a che spartire con la torta carrarina, che deve essere formata da un pugno di riso bollito, zucchero, latte, scorza di limone e uova; cuocendo, il riso si deposita sul fondo della teglia e forma una base su cui si insedia uno strato cremoso morbidissimo, che, in superficie, dà origine ad una pellicola, che, in forno, acquisisce macchie leopardate. Squisita!!!

Torta di riso

Ingredienti:

1 l di latte
1 hg di riso
250-300 gr di zucchero
8 uova
Scorza grattugiata di un limone
Un pizzico di sale
Un po’ di liquore a scelta
Burro quanto basta per ungere la teglia.
Preparazione:

Lessate il riso e passatelo sotto l’acqua fredda. Sbattete le uova aggiungetevi lo zucchero, il latte, la scorza del limone grattugiata, il liquore a scelta, il pizzico di sale e il riso che avete lessato in precedenza. Ungete la teglia e versatevi il composto. Considerate che il composto è molto liquido e durante la cottura si riduce. Cuocete in forno molto caldo 250° per la prima mezz’ora o fino a quando la torta si sarà dorata, continuate la cottura con forno a 150° per un’altra ora.

Avrei voluto prepararla e fotografarla, ma la mia minore si è involata qualche giorno con la mia digitale. " La prendo, tanto tu stai a casa e che te ne fai? Io devo documentare il calco, man mano che procede.." Potevo io rispondere " Lasciamela, che se devo burloneggiare in rete…" Ovvio che no! E così ho cercato un’ immagine adeguata, anche se non è la stessa cosa.. 😉

Musica : Diamante_Zucchero

 

 

 

 

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