Notizie spicce…

A scuola sono arrivate un sacco di facce nuove. E’ tornato Milton, l’ ingegnere di Palermo, chiamato così dai ragazzi, perchè è una specie di sosia di quel tizio cubano, dall’attività sconosciuta, che l’anno scorso, alla tele, spalava terra ne La fattoria, vestito da contadino dell’ Ottocento.
 Essendo per giunta simpatico , ovviamente, col suo arrivo, ha scatenato un boato nella classe.

Compare pallido, coi capelli un po’ più lunghi, ma sempre in gran forma. Gli chiedo il perché di quel colorito poco isolano e lui mi dice che in estate si è stressato e che poi , pur abitando a 10 km dal mare, non lo ama come elemento. Per poco svengo.
Poi è arrivato un tizio, ingegnere nucleare. Viene dal circondario di Napoli, ma pare un oxfordiano. Alto anche lui, capelli rasari, occhialini, viso puntuto. Pallidissimo, non dà “tra” a nessuno. Si aggira in grisaglia con l’aria seriosissima. E’ entrato in una terza meccanica e dopo due ore è filato dal preside a dire che questi “disconoscono i concetti d base della materia”!
Pare che abbia chiesto loro i vettori e altre amenità e che abbia ricevuto come risposta ” Booooh, mica li abbiamo fatti!”
😉
Bisognerà fargli un corso di aggiornamento sulla decodificazione delle informazioni in arrivo dagli studenti! ;-DD
Se la pianta di girare con un palo nel sedere, però; altrimenti si arrangerà e lo imparerà da solo.
Poi c’è l’ ingegner V. E’ di Milano ed è un quarantenne che ne dimostra dieci di meno. Alto, biondo, occhialini, simpatico, un po’ dinoccolato e svagato negli atteggiamenti. E’ qui dallo scorso anno. E’ sempre stato occupato nel privato, ma, per motivi familiari, ha dovuto, per il momento, ripiegare su un lavoro che gli permettesse alcune ore libere in orario diurno.
Nella grande azienda milanese, lui teneva stages per dirigenti.
Appena arrivato, lo scorso anno, entrò nella mia quinta, convinto di trovare 20 ragazzi esaltati all’idea di abbeverarsi a tanto sapere..
Ovviamente trovò 20 sciamannati che, per prima cosa, saggiarono fino a che punto sarebbero potuti arrivare nella loro opera di fankazzismo e di disturbo.
Al primo lancio di penna, lui disse loro ” Ragazzi, vi informo che lo scorso anno, fior di laureati, per seguire quello che voi avete l’ opportunità di ascoltare qui dentro ” a gratis”, pagavano fior di dobloni!”
La reazione è stata che lui ha continuato a far lezione come se niente fosse, con la filosofia del ” Io vado avanti imperterrito e chi vuole, mi segua” e loro hanno iniziato a fare baldoria infinita nelle sue ore, uscendo in 5 o 6 ai servizi, scattandogli foto col cellulare, mentre lui riempie la lavagna di fittissime formule e non capendo qusi nulla di quello che spiega.
Tanto, sostengono, se studiano sul libro a casa, fanno prima .
Impossibile mediare.
Io ho tentato di intervenire prima con loro e poi con lui, ma parlavano due lingue sconosciute e mi prospettavano due scenari agli antipodi.
Mi sono ritrovata pressoché impotente.

Con la quinta di quest’ anno le cose non vanno certo meglio.
Già ieri mattina i primi fermenti. Io ho tentato di convincerli che in quel modo non caveranno un ragno da un buco, che sapersi adattare è anche un segno di maturità e che, per poter far valere le tue ragioni, per prima cosa, non devi metterti dalla parte del torto…e tutto il repertorio delle friggitorie che da anni si sciorinano in questi casi.
Ma temo che non servirà a nulla.
Io, però, una cosa me la chiedo e me la chiedo spesso. Se questi venti seguono con discreto interesse, in questi giorni di Naturalismo francese, le vicende della povera Gervaise dei Rougon Macquart e di sua figlia Nanà o la verghiana teoria dell’ostrica , di cui, secondo me, a priori non importa loro un paracarro, come è possibile che si disinteressino degli argomenti del loro indirizzo di studi?
Lo so, è acqua calda, ma diamine, tutti gli anni ci si scontra con gli stessi problemi e non si fa un passo avanti.
A Novembre ho organizzato di portarli a Venezia, a vedere la mostra di Salvador Dalì. Lui mi ha chiesto di poterli accompagnare. Ho accettato al volo. 
Spero che una frequentazione fuori dall’ambito scolastico porti a qualche risultato.
Mi tocca anche fare la mezzana! 😉

Ovviamente ometto di parlare degli ingegneri “storici” per non dare la stura all’ira di dio. Ma basti sottolineare che il mio caro collega ( il solito di Pescara, quello detto “crisct” dai ragazzi, per una sua abituale imprecazione…) . è entrato in classe il primo giorno e, dopo essersi fregato le mani davanti ai ragazzi, sottolineando “Ragazzi, meno tre!” ( sottinteso anni che gli mancano alla pensione…..), ha proseguito dicendo che agli esami dello scorso anno, con quelle quattro fesserie su scrittori e pittori la Lilas e la sua amica (Paola, la prof di inglese) pretendevano di fare tutti fessi, ma che, per fortuna, c’era lui tenere a freno la situazione e a evitare che si regalassero voti….
Capirai le regalie: portare un ragazzo su cui lui si era incaponito, da 68 a 70!!!
Per fortuna, dato che sono passata sul corso Informatico, dal prossimo anno non sarà più mio collega! E che se ne andasse a farsi friggere!
Gli ingegneri informatici sono assolutamente folli, ma almeno mi sembrano meno paraocchiuti.
Ma avrò modo di sperimentarlo e riferirlo… 😉
Sono partita dai nuovi e mi son persa via con le vecchie tartarughe…
Beh, stamattina entro più tardi e, giornali alla mano, parleremo sicuramente delle due “Simone”!! Almeno una bella notizia, cavoli !!!!

Musica: Prospettiva Nevski _ F. Battiato































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