Un conto aperto…

Ho un conto aperto con Torino..Sono anni che mi capita di andare in questa città, quasi sempre insieme agli studenti e in occasione di qualche Mostra. Mai che io ne ricavi un’ impressione positiva.
“Maddai? ma Torino è bella, ma Torino è elegante, si può sapere che cosa hai visto?” . Commentano di solito i colleghi..
Ieri l’ennesima delusione.
La Mostra è bella, tutte queste opere che provengono dal Museo di Budapest sono davvero interessanti. E’ a tema e mostra l’evoluzione del ritratto: notevole la differenza tra certi volti dell’area nordica, dall’espressione imperturbabile, dal dettaglio spinto ( addirittura su certi ritratti si distinguono i peli della pelliccia appoggiata al mantello), rispetto ad altri volti, che tradiscono espressioni maliziose o posture molto più disinvolte. La guida è brava e incisiva, i ragazzi attenti .
Non sono mancati soliti “parassiti”..cioè le solite tre o quattro persone che si accodano in modo esplicito e seguono la nostra carovana per tutte le sale, “sfruttando” la guida.. 😉 Nulla di male, se non fosse che, qualche volta, bisogna invitarli a situarsi almeno dietro il gruppo dei ragazzi….
Risparmio i commenti di questi ultimi, che sono sempre esilaranti..passato il primo momento di meraviglia ” Ma prooaaf, questi hanno pagato?” …
Al termine, abituali complimenti della guida ” Ma sono di un tecnico-industriale? Incredibile…Nemmeno da certi licei classici otteniamo una tale attenzione”

Il problema sorge all’uscita. Autista assolutamente ignaro di Torino. Dopo aver rischiato di farci arrivare in ritardo alla Mostra, facendoci girare a vuoto per un’ora in una Torino sbucazzata da lavori in corso con finalità Olimpiadi invernali, si è inchiodato nel punto estremo del Parco del Valentino e lì ci ha dato appuntamento per il pomeriggio. Tutti hanno fame, ormai è l’ una e trenta. Adocchiato un McDonald’s premono perché ci si ritrovi ritrovar lì alle 15.30.
Peccato che, sciamati d’incanto i ragazzi, ci siamo accorte di essere nei dintorni della stazione di porta Nuova con un entourage da suk.
La collega rischia uno scippo da parte di due rumene che poi, alle sue rimostranze, inveiscono con anatemi per fortuna incomprensibili….;-), cui lei, siciliana doc, reagisce sfoderando con ammirevole abilità, il proprio repertorio.
Dopo aver girato per mezz’ora alla ricerca dei bolliti piemontesi ( la collega ne aveva una fissa)..alla fine ci infiliamo in una trattoria, rivelatasi poi una specie di bettola, dove, per mangiare cibi quasi dozzinali, alla fine ci chiedono 32 euro a testa….
Avevamo l’indirizzo del Bicerìn, storia caffetteria dove Cavour soleva sostare; avevamo altri due o tre indirizzi di posti imperdibili. Ma erano tutti dall’altro capo della città e non potevamo rischiare ritardi.

In compenso il tempo è stato bellissimo e faceva addirittura caldo: solo una leggera nebbiolina impediva la vista spettacolare delle Alpi.
Mi rimane il conto aperto con Torino…;-)

Musica: Yesterday_ Beatles













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