Il tema sui jeans a vita bassa_ Parte seconda.

Sempre nei commenti, era emersa la curiosità di vedere corretto lo stesso tema da insegnanti diversi. Spin affermava [ più o meno] che aveva la netta sensazione che avremmo potuto imbatterci in valutazioni molto differenti, certo, non salti dal 5 all’ otto, ma dal 6 all’ 8, magari sì!

Beh, a questo proposito io posso confermare che questo “esperimento” è stato effettuato già in passato. Ricordo, mentre frequentavo il Corso abilitante, anni e anni fa, di essermi imbattuta in un libro di M.T. Serafini, che riportava un’ indagine svolta in una quarta Liceo milanese. Stessi cinque temi valutati da quattro o cinque proff diversi.

C’era da rimanere secchi. Le valutazioni andavano anche dal 4 all’ 8!!! Tra l’ altro venivano riportati i temi e i giudizi dei singoli docenti.

Purtroppo non sono riuscita a ritrovare il volumetto, altrimenti avrei ricopiato il paragrafo con svolgimento e tutto. Quello che ricordo particolarmente era che il tema in questione ( quello con la valutazione schizofrenica), era stato considerato ” sconclusionato, disomogeneo nello stile, impreciso nella punteggiatura” da uno dei proff, mentre era stato valutato “originalissimo, vivace ed estremamente personale” da un altro…Insomma, per farla breve, i difetti per l’ uno si erano rivelati elementi distintivi per l’ altro…..

Onestamente, io posso capire diffrenze di un voto….ma, di fronte ad un lavoro oggettivamente corretto ( e lo era, me lo ricordo!) mettere un quattro, solo perché lo stile esulava da certe regole canoniche, mi era parso eccessivo. Ovviamente io stavo dalla parte dell’ otto ( nemmeno a dirlo ); eh eh .

Ma, per tornare al tema ” sui jeans a vita bassa”, beh, se le ragazze di Maf si sono mostrate piuttosto critiche su tale moda ( e giustamente lei si è stupita di questa posizione, che sa di piaggeria nei confronti di una presunta posizione dell’ insegnante… ), i miei si sono mostrati molto più secchi.

Ma, si sa che i maschi sono meno contorti delle ragazze e vanno diritti alla meta ( soprattutto i “tecnici”, che possiedono questa caratteristica, in genere, proprio come abito mentale!!) 😉

Non ho molto tempo, ma non posso non postare un paio di battute, colte qua e là, appunto nei temi dei “terzini” informatici.

La mia generazione non si propone come fautrice di profonde rivoluzioni, ma per lo meno vuole “ vivere il mondo” al massimo delle proprie possibilità “( Francesco C. )

Personalmente credo che la scuola sia un luogo destinato. oltre che all’ insegnamento delle materie curricolari, anche alla formazione di individui che un giorno dovranno entrare a far parte della società […] Cercare di uniformare il loro modo di vestire o proibire alcuni abiti è una limitazione all’ espressione del pensiero degli studenti, che in questo modo non potrebbero avere una veritiera rappresentazione delle ideologie e degli stili di vita che li aspettano fuori dagli istituti”. [ Fabrizio S.]

Io penso che per la maggior parte dei giovani i “ pantaloni a vita bassa” siano soltanto una moda e che vengano portati solo per non apparire diversi dagli altri che la seguono, che non rappresentino, quindi, una vera e propria ideologia.
Dal mio punto di vista, se questo è il massimo raggiungibile, per trasgredire alle regole, non siamo poi così tanto trasgressivi, noi giovani
! ” ( Francesco C.)

Il mondo in cui viviamo è tutta una conseguenza di quello che sono riuscite a fare le precedenti generazioni, che adesso criticano tutto quello che facciamo. Noi giovani cerchiamo solo di “ sopravvivere” alla società in cui ci siamo trovati e non alla società in cui avremmo voluto trovarci “( Daniele L.)

Devo dire che spesso i ragazzi riescono ad affrontare i problemi in modo più serio di come non facciano determinati servizi televisi alla ricerca solo di inutili scoop.



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