Gli incontri im-possibili * [ un gioco, nato qui ]

Agliè: la sera è scura su queste case di contadini che odorano di cena.
Dolci colline torinesi creano conche tranquille.
Dimora di campagna con pretese signorili

Due giovani si attardano in giardino, seduti sotto un pergolato di ciliegi. Una fanciulla bionda e paffuta porta loro due bicchieri di rosso frizzante (***): occhi di porcellana, sopracciglia quasi inesistenti, efelidi sparse, aria fiamminga. pare uscita da un quadro di Vermeer,
Guarda di sottecchi il giovane più esile, col volto puntuto .

“Grazie, Felicita. Un pensiero gentile”
” Di nulla, avvocato” e arrossisce all’istante.

L’ altro, camicia bianca aperta selvaggiamente sul collo, riccioli ribelli e sguardo de fuego, non le toglie gli occhi di dosso. All’ improvviso sale sul tavolo e, levando il bicchiere…:

” Guido
i’ vorrei
che tu, e Esenin e io,
fossimo presi
da un incantamento..

.
opps, scusate, ma ho sbagliato stile!

Di fuoco, di polvere, di rabbia e di vento
di cielo rifulgono i tetti di queste magioni
e lacrimano gocce di stelle come farina dal setaccio.
Mi ascolti tu, Sergej
In questa vita non è difficile morire
è di gran lunga più difficile
vivere!”

. La fanciulla è scossa da tremori, di fronte alla veemenza delle parole vibrate. fa cenno di andarsene.
Guido la trattiene:

“Ah! Con te forse, piccola consorte
vivace trasprente come l’ aria,
rinnegherei la fede letteraria
che fa la vita simile alla morte…..”

Vladja brinda alla luna e un Loreto impagliato ammicca lontano. “

[ * Guido Gozzano e Vladimir Majakovskij ad un happy hours nel torinese…]

*** Devo correggere  l’ aperitivo: vermut liscio, non troppo freddo. Un intenditore sabaudo in un commento qui sopra,  mi ha giustamente corretto il tiro!! ;-DD

Musica: Ой не свiти, мiсяченьку

























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