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Alice, in quel di Londra, cerca un lavoro .
Innanzitutto per poter contribuire maggiormente alle spese degli amici che la ospitano ( loro, gentilissimi, per ora le fanno pagare solo il vitto ), ma visto che lei pernotta al PC in loro assenza, è il caso che dia un contributo anche per il resto delle spese; e,  in seconda battuta, per parlare la lingua ( scopo del suo viaggio) e smetterla di ronzare per la città.
Non è abituata e due mesi a girare, per scambiare due frasi di rito col giornalaio o la commessa della libreria,  penso che la accoppino….!

Ha consegnato ovunque dei curricula quasi perfetti: il ragazzo della sua amica è inglese e avvocato e l’ ha aiutata a risistemarlo, ma tutto tace.
Alice inizia a farsi degli scrupoli ( quelli che mi sarei fatta io, OVVIAMENTE!!!) e, nonostante Paoletta e Victor la tranquillizzino, dicendole   mapperlacarità, che la smettesse di agitarsi, che a loro fa piacere averla in casa, che lei è discretissima, che è simpatica e che spesso fa loro trovare anche la pasta con la panna e le zucchine o il risotto, che era un secolo che non lo mangiavano, nonostante tutto questo,  lei inizia a sentirsi a disagio,  perché non sta davvero accettando TUTTI  i lavori che potrebbero offrirle.

A dire il vero scarta.
Scarta le friggitorie, scarta i pub ( a Londra si fuma ancora nei bar e lei, da sempre, non sopporta il fumo. )
Scarta di qua e scarta di là, aggirandosi solo per librerie, negozi di dischi e profumi, teme di apparire come quella che ha la puzza sotto il naso e che, sotto sotto, finge di cercare, ma se la sciala alla faccia degli amici!;-)
Conoscendola, so che un pensiero simile potrebbe crearle davvero un complesso e metterla in fibrillazione…

L’altro giorno mi chiama sul messenger " I GOT THE JOB!!!!!!!"
Naturalmente voglio i dettagli!
 Mi racconta che un teatro, Prince Edward Theatre, dove aveva lasciato il curriculum, l’ ha chiamata per una selezione ( fortuna vuole che cercassero 6 ragazzi/ ragazze per il ruolo di accoglienza/ maschera/ bar).
Il giorno del colloquio ( mercoledì) perde tempo a truccarsi, pettinarsi, a piazzarsi i tacchi ( lei è 1.70, ma vedi mai che ci sia pieno di svedesi o nordiche che le facciano fare la figura della  tappa?) e così emerge  trafelata dal Tube, lì a Soho, Old Compton Street, dove ha sede questo storico teatro, molto bello, a quanto pare.

Essendo figlia di sua madre, riesce comunque ad arrivare TRAFELATA…mezz’ora prima! [ Fosse stata solo figlia di suo padre, sarebbe arrivata sul filo dell’ appello e… del tutto tranquilla…;-)))].

Gli inglesi, che sono puntuali nel vero senso della parola, e cioè che né ritardano, ma nemmeno anticipano…la guardano straniti e le consigliano, dato l’ anticipo feroce,  di recarsi al bar di fronte a bere un caffé.
Lei, che ha avuto problemi di aritmia, non beve mai caffé e per giunta beve la Coca senza caffeina.
Detto fatto attraversa, entra nel bar e, come un automa, ordina ….un caffé!! ah ah ah ah Questo tanto per dire il suo livello di agitazione! ;-DD

Alla fine il colloquio inizia. Quel giorno sono in 15, ma le selezioni vanno avanti per un po’.
Sembra una cosa seria. Vengono divisi a coppie e lei capita con un 33enne spagnolo.
Mi scrive sul Messenger che, con gusto sadico, si accorge subito che lui sa l’ inglese meno bene di lei, nonostante sia a Londra da 4 mesi: probabilmente non lo ha studiato  molto!

Insomma, alla fine devono relazionare l’ uno dell’ altra, i gusti, le abitudini ecc ecc
" Ma apri la cam, a proposito!"
" Ah vabbeh…aspetta"
" No, perché voglio vedere che faccia fai a sentire le vaccate che ho raccontato…."
" ;-DDD"

Ecco, questa è mia figlia. A 25 anni, mi chiede di aprire la Cam, perché altrimenti si perde metà del divertimento!!!! ( Sinceramente io non sono da meno, intendiamoci!)

Inizia facendo la spiritosa "Ehy, mi chiamo Alice  e vi parlerò del mio partner TEMPORANEO, David!"
Risatine da parte degli esaminatori.
Alla fine tocca a David, che parla di lei, dell’ hockey su ghiaccio, del fatto che è laureata in svedese ma, oh toh,   è bionda, ha gli occhi azzurri,  MA è italiana.
Ohibò, si chiede Alice, ma non girerà ancora lo stereotipo della riccia, baffuta e col culo basso?
Insomma David termina dicendo  " Che altro dirvi, che è molto carina lo vedete anche voi!"
Risatine.
" Il pooooovero mi ha fatto anche pubblicità e magari io gli ho soffiato il lavoro!!" commenta Alice.
Seguono lettura  e domande di listening.
Seguono esercizi di calcolo e matematica.  Alice è nel panico, dato che ormai fa tutti i calcoli col telefonino. ma la base di liceo scientifico si fa strada e completa esattamente tutti gli esercizi.
Segue una chiacchierata di gruppo,  sul senso dell’ accoglienza in un teatro.
Seguono relazioni verbali sulla chiacchierata.

Ma il pezzo forte arriva alla fine.
Quando i relatori hanno terminato di riferire,  lei si affretta ad intervenire ( conoscendola, capisco quanto deve esserle costato).
Ma faccio prima a copiare il pezzo di messenger che ho salvato. Sì, perché, alla fine, dimenticandoci completamente di skype, che ho scaricato per lei…..non abbiamo fatto altro che digitare..;-DDDD

A. scrive:
.."e me ne sono uscita con altre vaccate, tipo..
si’ certo…perche’ fondamentalmente il pubblico non paga solo per avere un biglietto e vedere uno spettacolo…….il pubblico paga anche per un servizio!!!"
hahahahahah
Lilas scrive:
"Vero!! rivalutando alla grande il …….servizio bar….!! ;-DDDDD"
A. scrive:
"e noi dobbiamo assolutamente trasmettere al cliente che siamo li’ a sua disposizione per aiutarlo a vivere al meglio la sua serata speciale!"
A. scrive:
"ahahhahahahah
sembravo alla Notte degli Oscar!!!"
Lilas scrive:
Ti faranno direttrice ( dice il papà…)
A. scrive:
"e il tipo tutto compreso….che annuiva e diceva "esattamente"!

A. scrive:
"insomma..alla fine ero contenta..anche se non mi avessero preso,sarebbe stata comunque una bella esperienza, perche’ quando sono partita da casa ero tutta nervosa e non mi davo mezza lira..
invece poi me la sono giocata bene
ed ero soddisfatta"

Ecco, al di là di tutto, penso che il succo stia proprio in questa sua frase finale. Trovarti in una città straniera, a dover agire in prima persona e capire che magari hai anche i numeri per poter dimostrare quello che sei, anche se, al momento, ti servirà per accogliere spettatori in un Prince Edward Theatre qualsiasi!

Ah, lo spettacolo che dovrà sorbirsi per due mesi, che è in cartellone dal gennaio dell’ anno scorso fino al maggio del 2006……è MARY POPPINS ( ah ah ah ah).
Praticamente la pedantissima e squinternata bambinaia che io ho sempre detestato….( e lei e la sorella di conserva!!! ;-DD)

Ma ha un orario comodissimo ( solo la sera, dalle 18.30 alle 23) e un paio di pomeriggi. La domenica libera. E la pagano anche molto bene. Direi che sulla carta è stata anche fortunata.

Inutile aggiungere che la sorella frigge eh eh

Ora aspetto i commenti, ma da sabato è arrivato a Londra  il moroso, per cui la tampinerò la settimana prossima, per i vari dettagli.
Mica voglio fare la madre rompina, via, non lo sono mai stata! 
😉
 
Musica: sempre Sorry seems to be the hardest word ( mancava una parola, come mi ha fatto notare il collega che legge il mio blog!!! Ecco perché non capivo il senso del titolo…) di Elton John

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