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Stamattina abbiamo accompagnato Alice in Centrale, a prendere il Venezia, meta ultima, la valle silenziosa, sotto Cortina.
Un occhio a lei e un occhio ad eventuali zainetti abbandonati…: è stato inevitabile. Ci si scrutava a vicenda ed era palpabile lo screening ad ogni occhiata. Purtroppo.

Domattina alle 8 vado a Viareggio e torno io in Centrale….

Sono sconvolta dall’ aver preparato un mini-trolley, nel quale stipare quelle supposte "quattro menatine".
Praticamente non ci stavano e io spingevo…Lo so, avrei dovuto utilizzare il trolley medio, ma mi sembrava ridicolo, per quattro giorni, arrivare in pompa magna. Morale , ho schiacciato tutto l’inverosomile e alla fine ho tolto una borsa e un paio di sabot. Tanto, è inutile che io infili tre borse di colore differente, dato che quella color ruggine,  sportiva, che porterò per il viaggio, sarà anche quella che porterò ovunque…persino quando avrò i tacchi neri e il vestito in tinta. Va sempre a finire così, ma non si impara mai la lezione.;-)

Ho odiato lo spugnone da spiaggia: da solo mi gonfiava mezza valigia! Chiaro che Paola ne avrà un’ infinità…ma nel dubbio l’ ho infilato!

A parte che sono previsti tempo brutto e temporali….ma io ombrello e scarpe non le porto.
Mentre bivaccavo in stazione, stamattina, con Alice, passa un’ indiana, in abito etnico.

Dico ad Alice " Sai come si chiama quel completo arancione?"
"
 Boh…sari?"
" Macché sari, si chiama salwar e quella cosa che spenzola è la dupatta"

" Maddai…dici davvero? Dupatta è un nome ridicolo e sembra inventato.."
Inevitabile raccontarle  i dettagli di Spin….

(Per inciso, poteva andarti peggio. L’ originale di questa mattina era arancio carico .;-P)

Indiscutibile la funzione didattica del blog. 😉


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