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Stelle cadenti 

E’ passato San Lorenzo e sono passati i tre giorni utili per vedere stelle cadenti. Qui c’ era un tempo pessimo, la sera, perciò nulla da fare. Rimandiamo all’ anno prossimo! 😉

Ho un conto in sospeso con le stelle cadenti: inizio ad attribuire responsabilità all’ odio con cui ho sempre accolto la poesia "X agosto"  di Pascoli che, probabilmente, mi è stata propinata in un’ età in cui non ero ancora in grado di apprezzarla!
Ero bambina e l’ immagine di quella rondine in croce, con nel becco la " cena dei suoi rondinini" mi angosciava! Ma che diamine, le storie dovevano avere il lieto fine: se la rondine era andata ad acchiappar cibo, poi il verme doveva arrivare nei becchi dei rondinotti paffuti e imbelli.

No, beffardamente viene colpita prima e rimane lì, ad ali aperte ( in croce…brrr..che ossessione quell’ immagine!), per giunta infilzata negli spini…nemmeno su un letto d’ erba…E il nido là, con i piccoli  destinati a morire di fame ( " che pigola sempre più piano"…..)  😦
Altro che Poe e le sue sepolte vive, Lovercraft e i suoi mostri…Qua c’è anche del sadismo. Questa storia mi indispettiva.

E poi, per completare,  non bastava che tutto questo orrore riguardasse la rondine; no, occorreva  esplicitare che si trattava di una metafora, che anche a loro , piccoli Pascoli,  era toccata una sorte del genere e che il povero padre aveva addirittura con sé due bambole, da portare alle piccole Mariù e Ida, suppongo, le due piccole, con cui Giovanni avrebbe un domani infantilmente tentato di ricostruire il "nido" infranto.

E queste bambole vengono "additate al cielo lontano" dal padre ormai stecchito. Un’ immagine terribile nella sua  crudezza…

Non che  la Cavallina storna, che invece godeva dei miei favori, fosse paciosa, ma era indubbiamente più narrativa, più  " raccontata", ti permetteva, in fondo,  di entrare nella storia, di ripercorrerla come un film; partiva con un’ ambientazione bucolica ( La Torre e il rio Salto ) e poi era costruita a mo’ di ballata, di leggenda e tu, sebbene bambina, "entravi nella storia" e lì anche  la tragedia veniva comunque elaborata.
In fondo la mia genrazione era  cresciuta a lupi che divoravano bambine, a giovinette stecchite sotto bare di cristallo, a Corradini di Svevia, biondi, belli e sotto l’ arco di un tempio, sepolti….una certa strutturazione l’ aveva.
Ma questa, però, ti colpiva a tradimento, senza una trama vera e propria e con un’ agghiacciante ricostruzione del fattaccio, fatta di sequenze crude e in successione, una più devastante dell’ altra!

Mi ci è voluto del bello e del buono, per recuperare San Lorenzo pascoliano…

Musica: Nikita_Elton John

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