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Francia

1. La sorpresa

La prima "sorpresa" si è rivelata la tenuta al volante del consorte.
Erano esattamente 16 anni che non si intraprendeva un "viaggio" degno di tal nome, e cioè dalla famosa infiltrata nel Montenegro, fino ai confini con l’ Albania, nel lontano 1989. prima della guerra nella ex- Jugoslavia, per capirci. Una vita fa.
Praticamente.

La previsione di impiegare due giorni e mezzo ad arrivare nel Perche, si è però rivelata del tutto drogata!
Infatti, superata a razzo una Milano – Torino deserta ( per quanto gli assillanti lavori possano permettere)  e arrivati al Fréjus, sotto una pioggia insistente e novembrina, ci siamo accorti, ben presto, che scendevamo allegramente per la Savoia ben prima del mezzogiorno del primo giorno!
Insomma, ce l’ avremmo fatta con un giorno in meno!!
Ma non avremmo visto Cabourg e l’ Oceano, per cui, meglio così! 😉
Neutralizzato, comunque,  il delirio del marito, che avrebbe voluto addirittura puntare su Brest.
Come no, già che c’ eravamo, perché non una toccatina in Irlanda…;-)))
E poi io volevo arrivare a Cabourg, per vedere il Grand Hotel di Proust!

E così è stato….ma non solo! Ma non anticipiamo .

 Io conosco abbastanza bene il Sud della Francia, ovvero la zona delle Saintes- Maries, di Montpellier, una parte della Provenza; ho avuto modo, nel passato, di bazzicare Grenoble e Chambéry anche per periodi sufficientemente lunghi; ma mai avrei immaginato di attraversare un polmone  così sterminatamente verde, nel momento in cui, dovendo scegliere come bypassare la  Lyon-Paris, ci siamo indirizzati sulla Lyon- Clermont Ferrand e abbiamo deciso di attraversare l’ Auvergne e puntare sulla Normandia.

Probabilmente scopro l’ acqua calda, ma in queste zone non c’ ero mai passata e devo dire che ti lasciano senza fiato! Dovendo fare dei paragoni ( che sono sempre riduttivi), sarebbe come prendere certe colline delle Marche e della Toscana aretino/ senese e fare un copiaeincolla all’ infinito, con l’ occhio che si perde in un orizzonte sterminato e, soprattutto a 360°!!
Già, la Francia è tozza, è larga; insomma, l’ Exagone è proprio dilatato!

E poi quelle strade lunghe e diritte, e lunghe e ancora diritte, con salite e discese !
Io ero abituata al genere "tornanti", ma là prevalgono proprio le ondulazioni. Incredibile.
Incredibile anche il mio tempismo: per vedere sparire in un batter d’ occhio un panorama étonnant, era sufficiente che decidessi di cavar la macchina dalla custodia!
E così mi son persa certe distese, che è difficile " rendere" solo a parole, se non si hanno i mezzi giusti.;-)

Soprattutto nel Perche.
Questa sconosciutissima Regione, che nessuno conosce e che non si sa se collocare nella Bassa Normandia, nell’ Orne, nell’ Eure….Non si sa se è un Dipartimento, una Rgione o che diamine. Fatto sta che all’ affermazione
"Andrò nel Perche !" avevano sempre fatto seguito facce prive di espressione, dei vari interlocutori.
Ma il Perche esiste ed esistono i cartelli
" Bienvenu dans le Perche. region d’ acceuil"
                                                      ( continua, non si sa quando, ma continua)

MUSICA: En revenant d’ Auvergne

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