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Francia

3. Sempre In viaggio…

 

E così ci siamo dati una meta: raggiungere l’ Oceano!
E, sempre inseguiti da bellicose  variazioni metereologiche, abbiamo puntato verso ovest ma, arrivati a Tours, dopo aver costeggiato i Castelli della Loira, a malincuore abbiamo lanciato un’ ultima nostalgica occhiata al cartello Nantes ( che avrebbe preluso ad un tour della Bretagna) e abbiamo puntato verso Le Mans, nome molto poco evocativo, a dire il vero…Mi ricordava la curva di Lesmo e robe di casa nostra.
Mi è costata fatica, lo ammetto, ma la ragione ha prevalso sul sentimento.
Il marito, per giunta, sembrava pervaso da un senso di onnipotenza da guida e macinava chilometri senza sosta. Ero perplessa!

Da una parte mi dicevo " Ma riusciremo mai a rifare il tutto fino alla Bretagna, in un prossimo futuro? Non sarebbe meglio acchiappare l’ occasione e fare comunque una puntata?"
Quei "rimandi" ad un prossimo futuro, sinceramente mi sono sempre stati sulle scatole.
Mi ballano in testa alcuni esempi: sono in Sardegna . La visito in lungo e in largo per tre estati consecutive. Tralascio la zona di Castelsardo e Santa Teresa, giusto per vedere qualche cosa l’ anno successivo.
Mai più stata in Sardegna. E fanno ormai 28 anni.

Siamo in Puglia, sullo Jonio. Visitiamo quasi tutto il visitabile, spingendoci a Lecce, a Castellana, a Ostuni ecc ecc.
Evitiamo Otranto e Santa Maria di Leuca e la zona a Sud di Gallipoli così ci lasciamo qualcosa, per il prossimo anno, visto che torneremo di sicurio in questa succursale dell’ Eden!
Ovviamente, mai più stati in Puglia, e sono passati 10 anni.

Siamo nella ex-Jugoslavia. la visitiamo abbastanza a tappeto. Ci lasciamo la zona dei laghi di Plitvice, con le cascate, di cui la guida diceva meraviglie,  perchè tanto è vicina e ci possiamo tornare.
Mai più stati, nemmeno in Croazia. E fanno 16 anni.
E l’ elenco sarebbe infinito….
Ma eravamo intorno al mezzogiorno e una pioggerella insistente, verso Le Mans, taglia corto ai nostri dubbi.  Si punta a Nord.
Intendo arrivare a Cabourg, la Balbec di Proust, ecchediamine !

Ed è stato così che, attraversando il Calvados, con sprazzi intensi di sole cocente, che ti obbligavano a far roteare il condizionatore a mille e scrosci improvvisi, proprio nel momento in cui scendevi dalla macchina per sgranchiolare gli arti ormai rattrappiti, alla fine siamo approdati a Caen.
Inutile negarlo, una fitta rete di cartelli ti calamitava verso il Memorial e le zone dello Sbarco…Ma erano le cinque del pomeriggio e non potevamo permettercelo.
Alle 11 del giorno successivo avevamo appuntamento con Sylvette, nel fantomatico Perche che, a questo punto, si trovava da tutt’ altra parte, per la misteriosa festa,  col Concorso cappelli che….ODDIO; il Concorso cappelli!! Me l’ ero completamente dimenticato…

" Ho lasciato a casa il cappello di paglia di Firenze!"
"Embeh? Un infescio in meno.."
E su questa rassicurante considerazione del marito, con i fumi in testa ho proseguito il  cammino.

Ma  mi aspettavano  Cabourg e i fantasmi di Proust! Mi preparavo ad un’ immersione nei primi del Novecento..

A sgombrare il campo da ogni dubbio e a farci calare pesantemente nel presente, ha provveduto un’ infelice virata in una rotonda europea, che ci ha portati dritti dritti all’ imbocco della Caen – Paris.

Certo che a studiarla sulla carta non sarebbe venuta così bene.

Era il venerdì  dopo Ferragosto, era tardo pomeriggio e pareva che, improvvisamente, un numero impressionante di macchine, praticamente superiore a tutte quelle che in due giorni avevamo incontrato su tutte le strade di Francia, si fossero date appuntamento, per andare da Caen a Paris.
Che fai questo week end
Vado da Caen a Paris , pareva essere stato il must di quei giorni nell’ Exagone!!
Spaventoso!!
Ricordava certe code sulla Valassina , quando  a  Seveso  si è già in fissa..Oppure i deliri della Tangenziale in quel di Cormano.
Siamo entrati nel panico e, pur di uscire, alla prima svolta a destra siamo andati, via, verso il nulla, via dalla pazza folla.

( continua )

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