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La vita davanti a sé di Romain Gary_Biblioteca Neri Pozza-

Ho avuto fortuna.
Nella mia incursione prenatalizia a Milano ho acquistato alcuni romanzi.
Siccome il mio comodino deborda di libri non ancora letti, mi sono gingillata per pochi minuti, con in mano uno, di un autore per me sconosciuto, che mi attirava non poco.
E’ davvero stupendo.

Un libro da consigliare assolutamente.  Coinvolgente, profondo, dipinge rapporti umani di una realtà spesso evitata, quella dei quartieri malfamati e sudici degli immigrati, in questo caso arabi ed ebrei parigini, collocati nello storico quartiere di Belleville, tra prostitute, prosseneti, come vengono chiamati i magnaccia e travestiti; ma lo fa dall’ interno, attraverso le parole ingenue, innocenti e  prive di fronzoli di un ragazzo arabo, Momò, figlio di una prostituta morta ammazzata e allevato da una vecchia ebrea, ex battona di Les Halles.
Mai pesante, mai retorico, scritto con un linguaggio davvero innovativo: asciutto, efficace, a volte disarmante.
 In alcuni momenti mi ha riportato alla Agota Kristof della indimenticabile Trilogia della città di K. con
lo stesso modo semplice e spontaneo, a volte persino "leggero",  di  rappresentare un mondo squallido e agghiacciante!

Tra l’altro non sapevo nulla dell’ autore, tale Romain Gary, ex marito dell’ attrice Jean Séberg. Leggo nelle note di copertina, che si è ucciso la notte del 3 dicembre dell’80, sparandosi un colpo di pistola.
Aveva ricevuto il premio Goncourt con Les racines du ciel, nel 1956,  ma  sembrava ormai arrivato alla frutta. La societò parigina non si stupì molto del suo gesto.

Ma successivamente ci fu un vero colpo di scena. Venne, infatti, scoperto che tale Emile Ajart, un promettente scrittore, autore di un romanzo pubblicato negli anni ’70, La via davanti a  sé, che aveva vinto nel 1975 il Goncourt, era, inaspettatamente, lo stesso Gary!

Sono contenta di essermi imbattuta in un libro dichiaratamente da consigliare, e sono contenta di avere il tempo, in questi giorni, di poterlo fare.

Ho un certo "arretrato" a dire il vero, ma qualche giorno farò un breve sunto delle letture dell’ anno!!
Questo meritava qualche riga in più di una semplice citazione.

Ora riprenderò in mano l’ ultimo Huellebecq,  La possibilità di un’ isola, che ho interrotto per precipitarmi sul Gary, ma che, sinceramente, mi sta un po’ deludendo.
Mi pare una rifrittura dei precedenti, senza lo spessore  delle Particelle elementari, né la spinta  autodistruttiva di Piattaforma…Uhmm…ma giudicherò quando lo avrò terminato.

Nel frantunque  i 39 temi….dormono beati. >;.(

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