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La neve è cessata! Allora posso proseguire con la mia kilo-story! ;-))

Di che cosa si parla, quando si parla di peso..

[cap. 4 ]

Bene, una mattina mi accorsi di essere 52.

 

A dire il vero mi stavo accorgendo di una certa anomala "ossutaggine" che iniziava a caratterizzare il mio corpo, ma il guaio era che, invece di allarmarmi, il dato anomalo mi piaceva.

Il viso ( che io ho sempre avuto piuttosto magro, anche nei momenti di sbonzo) era diventato emaciato: ormai ero solo occhi e naso ( e capelli, ma quelli pesano poco)!
Sui fianchi ormai emergevano solo le ossa del bacino, puntute…Quelle non potevano dimagrire, evidentemente ! Mi ero comperata un paio di jeans taglia 42 e cavalcavo felice in questa mia rinnovata figura.

Abitavo in un condominio, che aveva una portineria con vetrate fumée. Quando entravi e filavi verso l’ ascensore, eri accompagnata dalla tua immagine che si stagliava in controluce.
Un giorno mi sorpresi a osservare attentamente il mio riflesso: in mezzo alle cosce, strette nei jeans, si era formato un buco ovale. Le cosce non toccavano più. Io ho sempre avuto i polpacci abbastanza magri, ma le cosce, cavoli, si erano sempre unite, anche da snella.;-)
La visione di quell’ ovale mi diede un’ ebbrezza particolare: mi sentivo una cavallerizza e andai ondeggiando verso l’ ascensore.

Mia mamma aveva provato più volte  a frenarmi
" Ma sei diventata pelle e ossa, non ti vedi?"

Mi osservavo di profilo nello specchio, stretta nei jeans e dicevo " Ma va’…guarda qua, che c’è ancora della ciccia!"
In effetti la pelle dello stomaco usciva leggermente dalla cintura stretta del pantalone e di pelle si trattava….ma non ero più in grado di rendrmene conto.

" Farai la fine dell’ asino di Buridano…" sospirava mia mamma.

Ovviamente tralascio le vicissitudini della mia amica Tiziana che, più determinata di me in tutte le cose, otteneva "successi" anche superiori ai miei. Lei, un po’ più bassa di me, era arrivata a 48 chili.
Fortunatamente ci pensò il corpo stesso a farci ragionare.
Improvvisamente, e senza altri motivi, saltai per due mesi il ciclo.

Il ginecologo che mi visitò fu esplicito:
" Sai quale era il primo sintomo di denutrizione, nei lager nazisti?"
"…?"
" La cessazione del ciclo delle donne ebree. Il corpo, messo alle strette, risparmia dove non è necessario!
Ti sembra il caso?"

No, non mi sembrava proprio il caso. Mi spaventai e corsi ai ripari, ricominciando ad alimentarmi in modo più normale e riacquistando quei sette/ otto chili che mi mancavano.

Mi sono chiesta più volte se io sia stata anoressica, in quel periodo. Non so darmi ri sposta. Forse sì o forse no, di certo ho sfiorato il problema. Una cosa, però, che non ho mai fatto è stata quella di ingozzarmi e vomitare o di negare di stare mangiando poco.

Ero consapevole che mi trattenevo e lo facevo solo per non ingrassare e il cibo, comunque, manteneva inalterata la sua attrattiva, tanto che, se capitava l’ occasione sporadica, me lo gustavo senza ritegno.

( 4. continua)

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