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OLIMPIADI INVERNALI

Ho assistito alla Cerimonia inaugurale delle Olimpiadi al Palavela.

Suggestiva, direi…

Alice era a Lugano, ad allenarsi con la squadra zvizzera, che ha richiesto due giocatrici comasche  per un torneo confederale…

“ Ricordati di registrarmi la sfilata!” ha iniziato a suggerire qualche giorno  prima.

“Sì…”

“ Ci sono le cassette VHS?” mi ricorda ieri pomeriggio…

“ Sì…;-) “

Dalla macchina, ieri sera, mentre arrivava alla dogana di Pontechiasso “ Senti, è alle 17.00 o alle 19.00 ??? Controlla!”

“ E’ alle 19.00, vai tranquilla, che è tutto approntato…;-DDD”

Alice rosica, lo so. E la capisco. Lei è il Capitano della squadra e, avendo  messo i pattini in vita sua, per la prima volta, a 15 anni…è già un successo insperato essere arrivata a tanto e aver fatto negli anni scorsi,  una serie di raduni come terzino della Nazionale.

Conserva come oro le foto in  tuta con scudetto tricolore e la scritta ITALIA campeggiante sull’ azzurro…

Ma nel suo percorso è arrivato un intoppo, circa tre anni fa, un problema di salute  al momento inspiegabile, che le ha fatto saltare alcuni raduni e, insieme ad altre questioni, l’ ha messa fuori  dai giochi.

Una semplice e banale faccenda, che, per mesi, l’ ha condotta  a fare esami dalle unghie ai capelli ( nel vero senso della parola), per veder chiaro in una febbriciattola fastidiosa, seguita da episodi di aritmia che la  perseguitava e le impediva di essere al meglio.

 

Insomma, passata una miriade di specialisti, che arrivavano tutti al verdetto “ che non aveva niente!”, ma mantenendo inalterati tutti i suoi sintomi…alla fine siamo approdati a quel tal professore che, mettendosi contro tutto il mondo sportivo di quegli anni, aveva rifiutato l’ idoneità sportiva al calciatore Kanu dell’ Inter…obbligandolo ad andare a giocare all’ estero, dove le soglie di idoneità, evidentemente erano più basse e dove, purtroppo, fece la fine che sappiamo….

L’ esperto, zona San Siro, ( tra l’ altro, per inciso, molto meno caro di certi altri sconosciuti luminari….)  visto il malloppone di esami, referti, visite che la ragazza gli aveva portato, dopo un’ accurata perlustrazione e misura di tutto il possibile, le disse
“Alice, hai a casa un camino…?”
"
Sì…”
“ Bene, butta tutta questa carta e dalle fuoco! Tu hai una piccola slabbratura congenita, che ti ha creato alcuni sintomi. Il panico e lo stress hanno fatto il resto. Puoi fare sport agonistico e…. vai pure alle Olimpiadi!”
I sintomi sono passati, ma Alice ha immediatamente colto che a quel punto alle Olimpiadi non ci sarebbe più potuta andare. Ma ne ha preso atto con estrema felicità. L’ idea di dover abbandonare l’ hockey l’ aveva depressa, anche se, per un certo periodo, se ne stava davvero convincendo.

 Ma adesso rosica e, ripeto, non tanto per non poter essere presente come atleta,  quanto per non essere entrata nel numero delle “volontarie”!
Purtroppo la domanda andava fatta fino   a luglio e lei, allora, era piazzata a Londra da tre mesi, a schivare le bombe… >:-((

Insomma, la vita è fatta di scelte  🙂 . Lo so che piacerebbe poter fare tutto, ma si sa che non funziona così!
Però rosica..
Agli ultimi mondiali lei era stata chiamata, come volontaria, per fare l’ interprete…C’ erano quelle ufficiali, ma non è  facile trovare una ragazza che conosca benissimo l’ inglese , che conosca lo svedese e che, soprattutto…conosca l’ hockey e la terminologia inerente!!
Se un allenatore svedese, o norvegese, o danese, o inglese… ha certe esigenze tecniche, una semplice interprete, seppur brava, non saprà sempre interpretarlo, se non conosce il campo di azione.
Alice aveva egregiamente svolto proprio questo tipo di lavoro. E si era divertita tantissimo…
A Torino si sarebbe trovata proprio a suo agio.
E dato che al momento non ha ancora trovato lavoro ( e qui si aprirebbero altri dieci post eh eh eh) avrebbe anche avuto la disponibilità per farlo.

Niente, adesso devo mettermi in mente che per queste due settimane la vedrò incollata alle partite, a gambe incrociate sul divano, a seguire Canadà, Germania, maschi, femmine…sentirò il rumore del puck sulla balaustra farmi da leit-motiv o il colpo della stecca o di uno slap, tirato con la forza di certi calibri!

Le squadre italiane non hanno molte chance… La maschile è formata da  quasi tutti oriundi o pseudo…specie di italo-canadesi o italo qualcosa…che non spiccicano una parola di italiano, ma risultano avere ascendenti nazionali…
Lo scorso anno il moroso di Alice giocava in una squadra che era formata prevalentemente  da questi, che oggi sono lì.. Lei andava alle cene e mi diceva che praticamente non spiccicavano una parola di italiano, ma costituivano  la squadra nazionale !!!!!
;-DDDD

Ma lo sappiamo che l’ hockey da noi  è uno sport pseudo-sconosciuto.
Quello maschile, intendo.
Di quello femminile non parliamone nemmeno… ;-DDDD e di come noi ci siamo approdati, parlerò comunque in altri momenti. Il discorso si farebbe lungo. 😉
Nella squadra nazionale femminile c’è praticamente più di ”mezzo Bolzano” . Lo stesso allenatore della Nazionale è lo stesso allenatore delle Eagles ( del Bolzano, appunto).
Le “nostre”, sinceramente, hanno ben poche possibilità, ma le seguiremo con interesse. 
 Della nostra squadra sono presenti in due e ieri ne ho vista una, alla tele, che passava salutando, con quel piumone argentato che costituisce la nostra divisa!!
E’ stata una sensazione strana…;-))

Mi ha molto divertita veder passare il Kenia…con un unico atleta  al  seguito della bandiera!
Da oggi, sport a gogò chez moi !! ;-))

E Alice non potrà scivolare sul ghiaccio del Palavela in maglia azzurra, ma io la faccio scivolare sul mio blog !! ( a sua insaputa, ovvio..;-))), beh, se si vedesse…si farebbe una risata…;-DDDD

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