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Francis Bacon    da  http://www.resmusica.com/actu_presse/article.php3?id_article=69

RUMORI 

Anch’ io mi accodo a  Stefanopz , che l’ ha ideato e a Maf che l’ ha riproposto e scrivo in successione i "rumori" più caratteristici del mio passato…Ho dovuto levarne tanti; sono andata di getto e ho scritto quelli incisi nella mente e nel cuore ( forse più nel secondo… eh eh).

Mi sono fermata agli anni ’70. Solo rumori del "passato"

 

Le lenzuola arrotolate sbattute sulla pietra del torrente, dalle donne che lavavano;
 le mosche che ronzavano sui crini della coda dei cavalli del Buba;
Gino dal sacco che entrava nell’ aia chiamando le donne e io che  scappavo sotto il letto;
 i vecchi ubriachi che cantavano l’ opera, mentre io ero nel lettino a dormire,
 il mestolo di rame della lattaia che metteva il latte nel bricco di mia nonna;
 il rumore della campana del carretto dei gelati a Marina di Carrara;
il rumore del mare,  da piccola, quando scendevamo dal tram con il panino con l’ uovo fritto;

 il rumore dei remi del “quattro senza” di mio fratello che battevano tutte le sere la superficie  del lago di Lecco;
 il fischio della Breva sul lungolago;
 mio padre che cantava “Il duetto delle ciliegie” dall’ Amico Fritz; 
mia mamma che lavava i piatti cantando “ Torna al tuo paesello che è tanto bello..”;
 il rumore incessante dei  telai che segavano marmi giorno e notte;
il pennino che batteva sul vetro del calamaio inserito nel banco;
 il pianoforte e il violino a casa dell’ Irene  Conti;

 il cigolio del treno della Nord che mi portava a Milano tutte le mattine;
 il suono dei tre squilli della  “carica” della polizia  a cavallo, il 25 marzo del ’68, durante il sit-in davanti alla Cattolica a Milano;
 lo stridio delle diomedèe nella notte, alla punta del Diamante alle Tremiti;
 il mare di Buggerru che mugghiava  e la tenda che sbatteva a picco, per tutta la notte;
 la voce  e la chitarra del Paolo che mi cantava “ Per i tuoi larghi occhi”;
 “Lunga  e diritta correva la strada” cantato a squarciagola in macchina, quando imboccavamo la statale 36 per l’ Aprica;
 “Contessa ” e la Nona di Beethoven suonate in successione e a tutto volume, al risveglio in una casa sepolta dalla neve a   Castelmagno, sopra  a Cuneo, in una mattina di domenica .
"La locomotiva" di Guido….

Mi fermo, ripeto,  agli anni ‘70

 

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