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Et maintenant…..à Paris !!

Si rivela subito il classico cafone; camicia azzurra, occhi cerulei sprofondati in un mare di rughe, voce rugginosa di chi vive a pane e sigarette. Per prima cosa non saluta e rimane lì a guardare il gruppo dei grezzetti che sale sul pullman, limitandosi a dire, minaccioso " Niente zaini di sopra, che se ve li trovo saranno guai!"

Da lì in poi pronuncerà pochissime parole, limitandosi ogni tot a litigare con il secondo autista ( a tratti meno scimmiesco), insultandolo a male parole e  ricevendone in cambio una buona dose di spazientiti sfanculamenti.
Si lamenterà se, quando la temperatura rasenterà il torrido, dal fondo del pullman qualcuno agonizzerà " Aria……";  si lamenterà se, sferzato da un gelo polare, dal fondo del pullman qualcuno rantolerà " Fa frècc, oh!"

Richiesto di sosta alla Tour Eiffel, guarderà male la guida allibita e brontolerà al compare che osservava l’ elemento svettante
" Ecché tti guardi! Che è tutta arrugginuta!!"

Litigherà al Trocadero, urlando ad un impavido che da destra tenta di infilarsi davanti a lui " E statti fèeeeeermo…che ti spacco ‘u cuuuuulu!"
Insomma, un imbecille, per farla breve.
Ma un imbecille con in mano il volante e la sicurezza di tutti noi, 45 grezzetti e 4 insegnanti. Per cui, zitti e mosca.
Io ripenso allibita al vecchio monzese matto che una volta ci chiuse il pullman, lasciando  me, la mia collega Marisa e una trentina di ragazzini di prima a Fénis, in Valle d’ Aosta, sotto il Castello ad arrugginurci le ossa sotto un diluvio universale, senza ombrelli, che erano rimasti sul pullman serrato e senza la benché minima possibilità di riparo, essendo il primo bar a circa 600 metri di diluvio e fanghiglia!!!
Se non fosse che esistono autisti come Pippo e Gianni  ( della Provenza), penserei che forse per fare l’ autista di pullman occorra una patente speciale….o forse, semplicemente, è un mestiere che stressa e non esistono, però, validi sistemi per pensionare chi ha i nervi ormai sfilacciati….

Il collega calabrese tenta a più riprese di instaurare un dialogo, per placarlo, ma risulta mission impossible.
Giò, il collega bergamasco, alla fine esploderà e, al ritorno, si piazzerà seduto sui gradini, con una cartina in mano a verificare perchè, da mezz’ora a quella parte, si continuava a girare in tondo, tra uscite dall’ autostrada e sopraelevate che nemmeno Los Angeles, imboccando allegramente la direzione…Bordeaux !!!
Il tutto in presenza di un Navigatore che, secondo me, a quel punto, di fronte all’ imbecillità  dell’ energumeno,  si era messo di punta per rompergli le balle.

Questo sarà il leit-motiv delle nostre 15 ore di viaggio in pullman all’ andata, unite alle 14 del ritorno.
E sull’ argomento taccio per sempre! >:-(

Eliminato subito l’ elemento fastidioso, dirò che si è andati davvero sul morbido in questa gita!
Che poi è un modo di dire, perchè ci siamo imbattuti nel pieno delle dimostrazioni parigine contro il CPE, assolutamente "fantasma" per noi,  che pure eravamo piazzati in zona Opera, in pieno centro, a due passi ( letteralmente) a piedi dal boulevard Montmartre, dall’ Haussemann e dalle Galleries Lafayettes!
Sinceramente io mi sono accorta di quanto succedeva, dalle telefonate dei genitori, intuite dalle risposte dei grezzetti
" Ma vàaaaa….ma che idranti, o ‘mà…piaaantala. ma non c’è una sega, dai….Tranqui, ma’…tranqui ma’TRANQUI, MA’ Non portar sfiga, oh!!! >:-((  "

Avevano perfettamente ragione. Non abbiamo avuto il sentore di nulla, pur percorrendo in lungo e in largo la città. Solo il primo giorno,arrivati intorno alle 19.00, ci siamo imbattuti nei resti di una manifestazione: cartacce, detriti e pezzi di striscioni appesi in Place de la Concorde ( nomen….OMEN !!!)
Dopo di che il nulla.
Traffico regolare, gente elegante, turisti in massa ma, la sera, sul Telegiornale francese, in camera,  scene di polizia che manganellava a destra e a manca e idranti che rinfrescavano i facinorosi.
Pareva di vivere in un universo parallelo…!

L’ hotel, su Internet veniva descritto come " Rinnovato, con piccole camere, ridipinte in toni pastello e piccoli servizi, con una piccola sala colazioni", tanto che i grezzetti sopra l’ 1.90 facevano dello spirito
"Proaff, se con i piedi entriamo nelle vostre camere, non sarà colpa nostra …Ma che posto è??? La Casa dei puffi?? Colori pastello? Il cesso rosa?"

In realtà i piedi nella mia camera non li potranno mettere, perché io sarò piazzata, come  a Praga, lo scorso anno, in mansardina al 5^ piano…con il classico abbaino di Parigi sopra il letto ( carinissimo), le tendine verdi, la spalliera verde del letto…Un confettino di camera! 😉
Parte dei grezzetti verrà alloggiata al piano rialzato, dopo una serie infinita di corridoi e di porte comunicanti: un vero labirinto, degno dei romanzi di Sue!

Un mio tentativo di intrufolaggio per i suddetti meandri, così, giusto per capire dove era finito il gruppetto degli arzilli ( Palestrato, il Dreid, il Kekko), mi fa scoprire che, di fronte alla loro porta, c’ era la camera di quattro norvegesi che già, al mio arrivo, vedo intrallazzare con Palestrato, fermo sulla porta in atteggiamento colloquiale.
Saluto e mi ritiro perplessa…conscia che, comunque, qua non ci sarà bisogno di appostarsi per vederli uscire di sfroso.
Rimarranno inchiodati nelle camere per due serate e commenteranno il giorno successivo:
" Ma quella là che non se ne andava più!?? Che ciospa…"
" Sì, vabbeh, guarda che se solo volevo, l’ altra tipa me la dava, te lo dico io!"

Conto fino a dieci e fingo di non aver sentito.

Qua la guida era una signora ingessata in impermeabilini, che si ostinava a non utilizzare il microfono ( eravamo 49 persone!!!) e detestava camminare a piedi.
" Et bon? Avete un pulmànn e non lo utilizzate per la visita?" si scandalizza il primo giorno.
" Guardi, preferiremmo a piedi..visto che siamo in centro!" Dopo  alcune resistenze ci conduce a Notre Dame ( raggiungibile in un quarto d’ ora…) e poi Quartiere latino.
Sinceramente dice ovvietà ed è molto ripetitiva. Sembra più una guida da giapponesi in corsa, per essere sinceri…
Deludente.

A Saint Germain de Prés, nella fretta di spicciarci ( che il pomeriggio ci attende la Gare d’ Orsay ) ci imbattiamo nell’ unico locale scadente del Dipartimento.
Il prosciutto crudo è secco e verdastro. Alcune fettine rosa di non so che hanno un fondo fastidioso. Occorre protestare.
Normalmente quella &egrav
e; la parte di mio marito, quella che interpreta meglio e d’ istinto.
Ma qua non c’è il marito.
Uno dei colleghi è mite e sottomesso. L’ altro,il bergamasco, più battagliero, non conosce bene il francese, inoltre il prosciutto è solo mio e della collega .
Mi tocca.
Chiamo il cameriere maghrebino e scandisco:
 "Cette charcuterie n’ est pas fraiche!! Le jambon est vert!"…e solo a sentire il suono della mia voce che dice " charcuterie…" mi sento poco credibile e mi sprofonderei….

Risultato: il crudo era finito. Ci riportano una porzione di quelle fettine rosa nauseabonde. Vabbeh. Non siamo a Parigi per mangiare, ma   tracollare così nel Quartiere latino…..
Per fortuna ai grezzetti va molto meglio e ci comunicano di avere mangiato bene e speso pochissimo, ingolfandosi di uno squisito kebab con patate..! E una volta che sono a posto loro, siamo a posto tutti!!;-)

La Gare d’ Orsay mi ha incantata. Io ero ferma al Jeu de Pomme ( mancavo da Parigi dal 1973….) e mai mi sarei aspettata una struttura simile!
Intanto da sottolineare con ammirazione  che in Francia tutti i Musei sono gratuiti per i minorenni: noi avevamo 16 ripetenti di quarta maggiorenni.
E’ bastato parlare un attimo con il personale, spiegando che appartenevano alla medesima classe, mais hélas….ils avaient redoublé la classe…( non ho la più pallida idea di come si dica in francese, dato che io improvviso spesso e volentieri…), ma l’ effetto ottenuto è stato un’ alzata di sopracciglio, un sospiro e una frettoloso cenno di entrata con la mano " Entrez, entrez tous. VITE!!"
Io avevo al mio seguito quattro o cinque grezzetti che non mi hanno mai abbandonata, quindi, piuttosto che gustarmi i quadri, mi è toccato scandagliare nella memoria notizie varie sugli impressionisti e su qualche opera in particolare, giusto, così…per darmi un tono!! 🙂
 Evidentemente li ho ben impressionati, dato che il giorno successivo, al Louvre, me li sono ritrovata in accodo.
" Proaf..noi veniamo con lei, così ci spiega!"
" Ehmmm..ragazzi, dai, un conto sono gli Impressionisti ( per i quali ho sempre avuto un debole..), ma qua al Louvre, avete presente che si abbraccia l’ intera Storia dell’ Arte? Sono ignorante come una bestia…"

Ma a loro basta poco. Cresciuti alla cultura del Milionario, è stato sufficiente che io, da lontano, riconoscessi " La fanciulla allo specchio" di Tiziano ( vista a Mantova, alla Celeste Galleria), che ritrovassi La vergine delle Rocce, che dicessi, prima che si potesse leggere " Ah, la zattera di Géricault" e " Ma dove  è La libertà che guida il popolo, di Delacroix????" che loro sbottassero compiaciuti:
"Ma qua, proaf..ma vede che lei sa tutto????"

Hanno proprio detto così. "Proaf…lei sa tutto.….." ( ah ah ah ah)
.Quando  fanno così sono quasi commoventi, perchè capisci che sono sinceri! Allora li ho un po’ presi in giro
" Ma vi rendete conto che significa " sapere" in campo artistico? Mica uno se la può cavare con due titoli? Maddai…;-)"

Sono rimasta incantata, quando qualcuno ha chiesto interessato: Ma qua non ci sono opere di Caravaggio?"
Caravaggio lo abbiamo visitato a Milano a Novembre a Palazzo Reale.
Qualcosa rimane, allora…( tra le pagine chiare e le pagine scure!! ;-DDD)

Eccerto che c’ erano le opere di Caravaggio e, guardando La morte della Vergine, si sono ricordati che la guida milanese l’ aveva citato ( facendolo vedere su un libro, dato che a Milano non era presente) e si sono ricordati la diceria che Caravaggio, per dipingere il volto della Madonna, si fosse ispirato al viso del cadavere di una prostituta affogata nel Naviglio e che ciò aveva destato, al tempo, molto scandalo.

Al termine della visita io avevo in serbo di seminarli per una puntata personale alla Merlettaia di Vermeer…ma un grezzetto mi ha chiesto " Ma La Venere di Milo" non la vediamo?"
E così la scelta è stata obbligata….

Insomma, penso che a Parigi ci ritornerò presto e mi domando come io abbia potuto mancarvi da così tanti anni!
Le giornate sono state talmente dense che la sera eravamo scoppiati e così non mi sono nemmeno potuta mettere in contatto con la mia amica Sylvette, e questo mi è seccato tantissimo.
Ma quando arrivavo sotto l’ abbaino, dopo la doccia, praticamente l’ idea di rimettermi in pista da sola, per andare al Boulevard a telefonare, mi repelleva.
Stanchissima.

Lo so che farà fatica a crederlo…Dopo che le avevo telefonato due volte per preannunciarle il mio arrivo, dopo che avevo contattato anche l’ex-marito, per chiedergli il numero esatto di lei, ricevendone in cambio la promessa che avrei telefonato anche a lui….e una sfilza di numeri di telefono, quello dell’ ufficio, di casa, il suo cellulare…
Ohibò, penso di aver fatto una figuraccia. Ma ero stroncata.

Impressionanti il quartiere della Défense e la visione della Tour, di notte, dal Bateau Mouche!
Alla Défense mi sono fatta kazziare, dentro un negozio Séphora dalla responsabile, dato che mi ha beccato a fare una foto. In realtà io stavo fotografando due mie grezzetti di terza, Niccolò e Federico, che facevano vistosi acquisti di profumi…..( che nemmeno io ho avuto il tempo di fare!!!:-0 )
Evidentemente c’è qualche diritto d’ autore all’ interno dei negozi.

Versailles ha impressionato molto i grezzetti, sebbene la Sala degli specchi fosse parzialmente in restauro.
" Ma proaf…i letti erano così corti?" è stata la domanda ricorrente…cui venivano date da parte mia risposte di pura fantasia..;-)
Il pezzo forte dei giardini ( un po’ spelacchiati in questa stagione), è stato arrivare al Canal de Louis Quatorze e scoprire che si potevano noleggiare delle barchette per mezz’ora…
Palestrato ha aperto le danze…e in men che non si dica lo specchio d’acqua pullulava di imbarcazioni! A parte che, dopo manovre intense, le barche andavano sistematicamente a infognarsi nell’ angolo del molo e l’ addetto doveva ripescarle con un rampino e spingerle al largo urlando " Ramez, ramez, il faut ramer!!!! ", ma alla fine si sono librate…;-))
E io a fotografare….

A Parigi, impressionanti la cupola Liberty delle Galleries Lafayette e il ferro battuto fiorito delle ringhierine dei vari piani. Lì non mi sono azzardata a fare foto…..

Le abbiamo visitate di tardo pomeriggio con leggero e inatteso fuoriprogramma….;-)
Io e Marisa, la mia abituale collega di gite, prima di sfociare nel boulevard abbiamo deciso che non si poteva lasciare Parigi senza mangiare una
crêpe
Per non incorrere in colamenti vari, ho abdicato alla mia
crêpe Grand Marnier per una  confiture. Erano più larghe e spesse del dovuto, tanto che, dopo le abituali plissettature in otto, si trasformavano in specie di bistecconi, difficili da gestire ( e piene di marmellata…).

Essendo infilate in carta impermeabile, si stava tranquille…già, ma al primo morso ci siamo accorte che la confiture, non potendo espandersi, guadagnava l’ uscita dall’alto, debordando sulle dita e le mani…
Noi eravamo un po’ in ritardo, per cui, azzannando le nostre
crêpes, con aria fintamante indifferente, cavalcavamo sul boulevard …La collega, piccolina e minuta, con completino verde foglia di velluto, camicetta di seta in tinta e crêpes esplodente confettura, quasi più spessa di lei; io, più alta, con completo pantalone di lino senape e foularino in tinta e crêpe esplosiva che tentavo di addentare tenendo un contegno elegante….terrorizzata dagli spruzzi di marmellata, che arrivavano alla falange…

Arriviamo a tiro di un bar elegante, con i tavolini esterni riscaldati. Un signore sui 65, brizzolato, elegante, un bel signore, insomma, che stava eretto di fianco ad un gruppetto di occhiuti coetanei seduti, fa due passi avanti, ci si para di fronte, sorride e dice
" Mais, bon apetit, les belles dames!"
Lo guardo divertita e rispondo
" Mais merci bien, le monsieur!"
( penso Au revoir les enfants….)
E lì parte l’ abbordaggio!
Con ampio gesto del braccio ci invita a bere un caffè al tavolo e io, mentre gesticolo per rifiutare elegantemente e far segno che saremmo lusingate, ma siamo soprattutto pressate dal tempo, mi accorgo che la confettura, tra le varie roteate di polso, che nemmeno un flamenco, mi sta scivolando verso la camicetta!!!
Si liquida il vecchio elegante con un dernier souris e si cavalca rimpiangendo disperatamente le fontane di Roma!

Insomma, a Parigi non si incontrano fontane.
Per liberarmi dell’ appiccico della confiture non mi resterà che entrare alle Galleries che, a parte la cupola mozzafiato, sono praticamente La Rinascente, catapultarmi sul dispenser di Miss Dior Cherie, irrorarmi e lavare le tracce marmeladeuses e riprendere a lasciar scia di mandarino verde, fragola in foglie, viola,gelsomino rosa, fragole di bosco, pop corn , patchouli e musk cristallino  come mio solito.
Comprerò presto Miss Dior Cherie, che mi è parso fantastico!
Insomma, alla fine, tornare da Parigi con il desiderio di acquistare un profumo mi sembra la conclusione più legittima e naturale cui si potesse arrivare.
Sul come io sia arrivata a tale essenza, mi pare che non ci sia più nulla da aggiungere…;-DD

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