Tag

Quasi sul filo di lana…

Qua ormai si è monotematici.
Non c’è scampo: ho appena inserito online, provando la solita ridicola ebbrezza, i voti nel tabellone  elettronico del sito della scuola e anche le assenze. Vabbeh, manca una settimana, semmai aggiornerò, tanto non corrispondono mai!
Sfido qualsiasi collega ad avere le assenze identiche e soprattutto realistiche !;-)
Ho in sospeso la quinta, ma quelli sono a cottimo con l’ Esame.

Prendo spunto da una frase di un’ amica di ML che, avendo due figli al Liceo, spinta evidentemente da legittime  paure materne, proietta su di me timori reconditi e scrive in un post, rivolgendosi chiaramente a me

<eh, insomma! dedicati piuttosto alle interrogazioni "di recupero", in modo che anche gli asinelli raggiungano la riva >
 
 Allora, qua bisognerebbe davvero sapere in quali acque si ristagna. Qua bisognerebbe rendersi conto che, non dico gli asinelli, che quelli sono già a scorrazzare lontani e al sicuro, ma gli asinoni  bisogna tirarli per la cavezza, se si vuole rituffarli in acqua, visto che stanno piantati sulla riva con tutti e quattro gli zoccoli e non c’è santo di farli affogare!!!!!!!  😉
 
E parlo degli asini incalliti…

Riferisco, per essere più chiara e documentata, quello che mi è successo ieri in quarta.
Allora, Federico non ha fatto una cippa per tutto l’ anno. Si risveglia dal torpore più o meno a metà maggio.
 Ecco i suoi voti di Italiano. Temi:  5 e 5 meno meno (…sì, lo so, è un voto ridicolo, ma ogni tanto scappa…)
Orale: 4 e mezzo  _  3 _  5  e mezzo nell’ interrogazione ( appunto) di recupero.
 
Ieri mi si avvicina con l’ aria compresa e mi fa "Proaf…ma non è che io posso tirar su italiano se mi faccio interrogare?"
 
Stavo per rispondergli male. Poi  ho contato fino a dieci e gli ho risposto "Beh, se vuoi, ti interrogo. Ti chiedo, però, tutto il programma del secondo quadrimestre e mi sembra il minimo, dati i tuoi voti!"
 
Al che va al posto, bofonchiando "Speriamo che Cristo guardi un po’ giù in terra, il giorno degli scrutini…."
"Veramente_ suggerisco io _ fossi in te mi augurerei un Cristo distratto, caro mio, che se c’è una giustizia divina, dovrebbe, come minimo, lanciarti un fulmine e incenerirti! ;-))"
 
Eccoli qua: Sono convinti che, pur non avendo aperto un libro, non si sa perché, si dovrebbero aprir loro le porte del Paradiso…..

Quell’ altro, alla prof di Inglese che gli domandava come mai quest’ anno si fosse ritrovato in una situazione così devastata, risponde con aria da strafotto " Proaf, sono quattro anni che io faccio così, se mi avete sempre promosso….." lasciando intendere "Colpa vostra, che mi avete fatto credere di potermela sfangare, senza muovere muscolo, oppure iniziando a darmi un po’ da fare a maggio!"

In realtà questo è un ragazzo molto sveglio e pronto. Il punto è che, a parte informatica e sistemi ( le materie di indirizzo ) fa poco o niente. In matematica è bravo di suo.
Rimangono a terra chimica, fisica, filosofia, italiano e storia.

Ovviamente ha fatto un ragionamento: fisica e chimica in quinta non ci saranno più, e quindi potrebbero chiudere un occhio.
Italiano, storia e filosofia le si sbologna  con un’ interrogazioncina dell’ ultima ora, di quelle finali, con le proaf stremate:  un occhio allo schemino di qua, un orecchio a 360° di là; cogli un segnale da tizio, sovrapponi la tua voce a quella dell’ insegnante che ti corregge, asserendo deciso " Sì, appunto, era quello che intendevo dire io, perché e bla e bla e bla…" e les jeux sont faits.
No, mi dispiace, lo scorso anno ha funzionato, dato che non lo conoscevo e, avendo saputo che alle spalle c’era anche una situazione familiare che definire scalcinata è un eufemismo, speravo, dandogli una mano, di ottenere comportamenti differenti.
Per carità, non dico altro, nessuna trasformnazione miracolistica, ma così, solo una messa a punto del procedere. Solo quello.
Dato che, una volta ti può andar bene, ma rischiare una seconda non rientra nelle mosse opportune.
Non rientra. Punto.
Così non è stato; il signorino, avendo ripetuto una classe al biennio,  è maggiorenne e non me la sento di avallare un sistema del genere.

Certo, solo all’ idea di ritrovarmelo insieme a quelli di quarta del prossimo anno mi viene da star male. Ma, mi spiace, si viene a scuola anche per imparare a entrare in orario, e non quando caspita ci gira; a non mettersi gli auricolari dell’ Ipod durante le lezioni; a non chiedere di andare ai servizi, per poi star fuori venti minuti ed essere sgamato a fumare, appollaiato a sbalzo sulla ringhiera del terrazzino del secondo piano, facendo  rischiare un infarto a me che ero uscita a cercarlo; a  non togliersi le scarpe nelle ore di filosofia, a non sbadigliare, stiracchiandosi platealmente gli arti.
Sì, si viene a scuola non solo per imparare il pensiero dell’abate Parini.
Tanto per dire.

E così, per tornare alle parole dell’ amica virtuale, altro che pescarli dall’ acqua , qua bisognerebbe  fare come i diavoli delle Malebolge: correre sulla  riva e forconare nel  sedere, ricacciandoli sotto il pelo dell’ acqua,  quelli che osano cavare la testa!!!

Quel s’ attuffò, e tornò sù convolto;
ma i demon che del ponte avean coperchio,
gridar "Qui non ha loco il Santo Volto:
qui si nnuota altrimenti che nel Serchio!
Però, se tu non vuo’ di nostri graffi,
non far sopra la pegola soverchio. [Inf. canto XXI, 46-51]

;-DDDDDDDDD
 

Annunci