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(http://www.sjsu.edu/depts/jwss/bath2004/paris2.html)

Il sabato del villaggio…

E così sono finalmente in part time. Part time previdenziale o pensionistico, come viene chiamato, con questa dicitura che ricorda le crocerossine di Addio alle armi.

Invece è una condizione davvero idilliaca e soprattutto al di sopra delle pur grandi aspettative!

Vado a scuola per tre giorni alla settimana e precisamente il lunedì, il mercoledì e il venerdì. Ovviamente sono a casa a giorni alternati.

Ecco, per descrivere lo stato d’ animo che mi pervade, dovrei aggiungere che mi sento in un "perenne sabato del Villaggio" e non è per niente male.;-)))

Si va il lunedì, ma si pensa "Beh, domani sarò a casa" e via andare per tutta la settimana.

Inoltre ho una classe e mezzo in meno ( e quindi il lavoro sarà alleggerito). Certo, proprio quest’ anno mi hanno accorpato le due terze e la mia quarta è "esplosa" a 30 studenti ( mi piacerebbe scrivere al buon Fioroni, quando in finanziaria si ipotizza di aumentare il numero degli alunni per classe, che dovrebbe passare dal parametro 10 e rotti studenti per ogni professore a 11 e rotti……)

Rido, ovvio, ma sono faccende di statistica.

Il dato è che io entro in una classe di 30 energumeni, molti dei quali sfiorano l’ 1.90 ( non lo dico per dire….)

Io, che non sono certo tappetta e che con un tacchetto medio supero 1.70, davanti a loro a volte mi sento bruscolo.

L’ aula che ci hanno assegnato, ovviamente, è una piazza d’ Armi, per cui l’ ultima fila sembra collocata in Emilia Romagna, oltre il Po: le battute si sprecano!

All’ inizio io ero anche andata al Mediaworld a informarmi su quegli aggeggini che hanno le guide, quando andiamo in Gita. Lo scorso anno, a Barcellona, la sciura pimpante ne sfoggiava uno, piccolo, leggero; una specie di scatoletta collegata ad un microfono. Parlava in sussurro, ma la sua voce si sentiva fin sulla Pedrera.

Io ero rimasta affascinata e allora ancora non supponevo nulla della truffaldina manovra estiva di accorpamento classi!!

Ma lì, al MW mi hanno presentato un aggeggio bianco, abnorme, se vogliamo persino un zinzino ridicolo…..E non è che adesso io mi possa mettere questa specie di marsupione bianco ( poi, andiamo…sul punto vita…), solo per risparmiare la voce….!

Eddai!

Per giunta, la realtà si è mostrata meno ossessionante del previsto ( ma non vorrei parlare troppo a voce alta, che poi ‘ste cose ti si ritorcono immediatamente!).

Per il momento…lì dentro si riesce anche a far lezione!

Sarà che i 15 "nuovi" non mi conoscono e un po’ si intimidiscono, sarà che i "miei" vecchi erano la parte crème di una classe già di per sé tranquillina, fatto sta che ieri si parlava di Seicento, di barroquo, di perle irregolari o sillogismi stravaganti…( ah ah ah, che sempre lì vanno a battere e solo quello si ricordano subito!! ;-DD) e alla fine sembravano anche attenti e interessati; insomma, diciamo che mi stavo preparando il terreno per far vedere, domani "La ragazza dall’ orecchino di perla" ( che ha un’ ambientazione e una scenografia che ti fanno balzare subito all’ occhio, più di mille parole, quale doveva essere la vita del Seicento in un villaggio del Nord Europa!

Quella che invece mi sta facendo "irritare" è la mia quinta.

Sono 22 e sono anche bravi!

Poiché, secondo alcuni di loro, ascoltare le lezioni di Letteratura è fruttuoso, dato che sei già a metà dell’ opera, però, diciamocelo, non è indispensabile, visto che, studiando poi sul Libro, tutto è comunque chiaro e puoi benissimo prepararti; e dato che io non sono mai stata una di quelle insegnanti che spiegano utilizzando un altro libro ( così poi chiedono quella determinata notizia che sul loro testo non esiste, giusto per beccarli in castagna!) che non sono sistemi che mi aggradano, qua dovrò escogitare qualcosa per renderli un po’ più attivi!

Ora, capisco che la descrizione del fatiscente caseggiato dei Lorilleux, alla periferia di Parigi e dell’ ingresso di Gervaise Macquart a casa dei futuri cognati e dei suoi palpiti interiori nulla possano contro la spinta del Fantacalcio, ma il Naturalismo francese è pietra miliare della letteratura dell’ Ottocento e allora lo si ascolta, per la miseria!

" Proaf, non c’è un film sulle opere di Zola?" chiedono speranzosi..

" Certo che c’è, ma la vita non è solo un film!" reagisco scocciata ".. "e a 19 anni, ci si potrebbe atteggiare anche in modo un po’ più serio…"

Inoltre se uno ascolta, magari scopre che determinati aspetti della Letteratura, non sono nemmeno male.

Io non mi dimenticherò mai di uno studente di circa 6 o 7 anni fa. Avevo spiegato "Spleen" di Baudelaire.

La lezione successiva l’ ho interrogato.

"Proaff…posso ripetere la poesia a memoria?"

"?? Certo! Ma non era da studiare a memoria, sai, Luca…;-D"

"Lo so, l’ ho studiata per conto mio, perché mi è piaciuta un casino!"

I compagni avevano ridacchiato, ma io mi ero detta che fare l’ insegnante a volte, dà proprio soddisfazione.

E stamattina sono a casa, che mi aspetta l’ acqua gym alle 11.30 e questa demicasalinghitudine, mi sembra proprio una bellezza!! ;-)))

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