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Del Cineforum e di altre storie…

ovvero Il post delle fragole [ da un’ idea di Marassi ]

Ieri stavo preparando la locandina per il Cineforum scolastico di quest’ anno, oddio, chiamarlo "Cineforum" probabilmente è eccessivo ( e spiegherò in un altro momento il perché!) e così non ho potuto fare a meno di ritornare con la memoria a quello che, per la mia generazione è stato davvero un cult, come si direbbe ora.

La mia "iniziazione" risale ai 15 anni.

Detta così, sembra finta, ma ho dei riferimenti precisi. Sembra "finta" perchè adesso sembrerebbe sorprendente che un’ adolescente di 15 anni, spontaneamente si iscriva ad un Cineforum pomeridiano e lo frequenti, da sola, così…

Ma allora erano altri tempi e poteva capitare anche che un’ adolescente come me si infilasse in Biblioteca alle 16.00 per leggersi "in diretta" Tamburi nella notte di Brecht e ne uscisse alle 18.30, dopo averlo terminato, fendendo il buio. Poteva capitare.

Abitavo ancora a Lecco e frequentavo la seconda superiore. Non ricordo in che modo fossi venuta  a sapere che al cinema Impero avrebbero organizzato, di pomeriggio, un Cineforum per gli studenti. La parola mi era del tutto sconosciuta, ma capivo che avrei visto dei film.

Non avevo il televisore in casa, dato che mio padre si rifiutava di acquistarlo, convinto che poi " non avrei più studiato" ( mantenne la promessa, e acquistò il primo,  solo dopo la mia maturità!!!) 😉

Ma lui era stato un grande frequentatore di sale ciematografiche; lo avevo sentito spesso raccontare di quando, a Piazza Farini, a Carrara, si guardava al Marconi ( mi pare si chiamasse così) tre film in una giornata.

Ma anche noi non scherzavamo e la domenica pomeriggo, in inverno, con mia mamma e mio fratello, che mio padre in genere stava al bar a giocare a biliardo, si usciva e si finiva al cinema. Molto probabilmente il menu lo sceglieva mio fratello ( che aveva 5 anni più di me e più voce in capitolo), dato che mi ricordo una serie infinita di western, protagonista un tal Audrie Murphy ( che non oso nemmeno ricercare in Gùggol) , con qualche incursione in altri generi che sinceramente ho dimenticato.

Due film, però, restano indelebili:  " L’ Angelo bianco", con Amedeo Nazzari,  seguito del famoso " I figli di nessuno" che, ambientato alle cave di Carrara, veniva spesso citato  a tavola come straordinaria pellicola, soprattutto da mia mamma. 

" Quando lo rifaranno qui, vi porto  a vederlo!"

In effetti, credo di aver avuto anche l’ occasione di vederlo questo film, dato che ho vaghi ricordi di un bianco  e nero, di lacrime , di cave saltate per aria…

Insomma, a casa mia, bene o male si respiravano film.

Del primo Cineforum, comunque, ho qualche ricordo netto.  Probabilmente comprendeva cinque o sei film. Ne rammento tre.

Il posto delle fragole di Bergman;  Il porto delle nebbie di Carné e  il Quartiere dei lillà di René Clair.

Del Quartiere dei lillà non ricordo assolutamente nulla, ma nulla, che più nulla….

Ricordo solo che ero assolutamente affascinata dal titolo…

Per tutta la settimana assillai la compagna di banco

" Domani all’ Impero c’è Il quartiere dei lillà!!!"

" Ah sì? E di che tratta?"

" Non ho idea, è francese, ma mi piace dirlo!!!"

Non è un caso che, aprendo il blog, tre anni fa, la prima frase che mi sia venuta in mente sia stata proprio questa ( che  a ben vedere il titolo originale era La Porte des Lilas, ma mi era più simpatico le Quartier…) 😉

Ecco, Il quartiere dei Lillà è stato il mio primo film visto ad un Cineforum e, credo, ha segnato per me una sorta di passaggio.

Andavo e tornavo da sola, che ormai era sera; " tagliavo" dal Tribunale e, attraversando la strada, sbirciavo la Canottieri e vedevo tremolare le luci dei lampioni  sul lago. Il lago, per me, ha costituito sempre una vera sirena, ma questi rientri li facevo quasi di corsa.

Ripensandoci a posteriori, era stato davvero straordinario che mio padre mi permettesse questa libera uscita, che sforava nel buio…

Probabilmente la sua vena cinefila aveva potuto più della vena da gestapo!! ;-)))

Del Porto delle nebbie ho ricordi fumosi……Ricordo atmosfere che potrei definire " alla Simenon", ricordo, mi pare, Jean Gabin e la chiudo lì.

Ma il pezzo forte rimane "Il posto delle fragole"!

La prima sequenza, quella storica del carro da morto che trotterella e dell’ orologio senza lancette, praticamente fu in grado di terrorizzarmi. Mai avevo provato una paura simile. Che poi fosse un sogno del protagonista non servì affatto  a rassicurarmi.

Bene, a distanza di vari decenni, ancora ricordo la corsa a cuore in gola con cui tornai a casa, il muro del Tribunale che mi parve minaccioso e incombente come quello di un maniero e anche l’ occhiata lanciata verso la Canottieri, mi rimandò un buco nero di fronde tremule di alberi da cui avrebbe potuto sortire di tutto, compreso un cavallo da cocchio funebre, corredato di pennacchio!!

Una paura quasi arcaica.

Ovviamente, dopo quello "storico" seguirono quelli dei vent’ anni. Qui ci trasferiamo a Milano, al cinema Orchidea, collocato lì, nella strettoia della via Terraggio, vicino a Corso Magenta.

Era la meta preferita di chi saltava le lezioni all’ Università. Non era il mio caso. Poiché mi divertivo molto, preferivo di gran lunga vagare e socializzare nei Chiostri.

Venni attratta solo dal Cineforum su Theodor Dreyer ; e allora vai di Giovanna d’ Arco, Ordet, Dies Irae…

Sinceramente non apprezzai molto, a parte lo splendido bianco e nero.

Alla fine rimanevamo in quattro gatti, il conduttore faceva il suo spiegone, io non osavo mai aprire il becco e mi rincantucciavo nel sedile di vellutino, sperando che qualche logorroico di turno rompesse il disagio del silenzio…Fortunatamente la tipologia  in questione non mancava mai, così si tirava sera. Certo, inutile non fu, perché servì a mettermi al corrente dell’ esistenza di Dreyer, che avrei apprezzato successivamente.

E qui arriva il primo Cineforum in Brianza. Cinema dell’ oratorio di paese. Utenza: giovani intellettualmente brillanti, quasi tutto rotanti nella sfera della sinistra; si andava dai gruppi appartenenti al Movimento Studentesco, quasi tutti Statale e Politecnico, molte ACLI-Manifesto, più una serie di persone "neutre", che si aggregavano all’ amico o cugino o compagno di turno.

Qui i ricordi si fanno più vaghi, perché il Cineforum venne organizzato per molti anni di fila, quindi ricordo Zabrinsky Point, I giorni del vino e delle rose, Fragole e sangue, Non si uccidono così anche i cavalli, Amarcord, Roma e poi tutta la serie dei film sulla rivalutazione dell’ Indiano, da Corvo rosso non avrai il mio scalpo a Soldato blu ( &nbsp
;un mito!! ), Piccolo grande uomo e, insomma, è quasi inutile citarli, che tanto, di lì, ci siam passati tutti….;-DD

Insomma, qua si va nel mescolone, visto che, probabilmente le pellicole appartengono ad annate differenti…

Ovviamente il momento del dibattito era il clou. C’ era un gruppo specializzato nel fare l’ intervento e li si sgamava già dalla postura. Leggermente sdraiati sulle sedie in legno, con la gamba accavallata e l’ aria svagata.

Finito il film, appena l’ animatore poneva il suo quesito iniziale, lo svagato di turno aveva già il braccio alzato e partiva con le sue dissertazioni.

Io avevo un vero e proprio blocco. A volte, mentre guardavo il film, mi soffermavo su una sensazione e inziavo a pensare che avrei potuto su quella fare l’ intervento.

E lì era l’ inizio della fine: da quel momento in poi perdevo al concentrazione sulla pellicola e mi fissavo solo sull’ attimo in cui sarei intervenuta.

All’ accendersi delle luci le tempie iniziavano a battermi e il fiato a diventare corto e… tacevo.

In più occasioni la mia amica Tiziana, con cui seguivo regolarmente i film, alzava la mano con fare tranquillo e parlava; e parlando diceva esattamente quello che io avrei voluto dire e che non ero riuscita ad "emettere".

Irritante.

Altre volte esordiva " vabbeh, io qui farei un  distinguo."

Bene, per anni ho ascoltato i suoi  distinguo , finché alla fine mi sono decisa anch’ io a emettere suono.

Ma mi è sempre comunque costato.

Poi, ad un Cineforum nella città dove attualmente risiedo, ho incontrato mio marito ( altro patito di cinema)…Il film era "Scene di caccia in Bassa Baviera", io ero andata con un ragazzo del mio paese che mi faceva il filo, ma verso il quale io provavo esclusivamente sentimenti di amicizia. Più che altro ci si incrociava in sezione, dato che lui era il Segretario di uno dei partiti della sinistra locale.

Durante l’ intervallo, al Bar, un tizio alto, snello, coi capelli lunghi e  il cappotto sulle spalle si avvicinò a noi due, che bevevamo il caffé e in modo un po’ sfacciato gli disse:

" Ciao, M….sono A., mi presenti la tua amica?"

" Ah…..ciao A.! Lei è L….Ma tu frequenti ancora il teatro?!

Fu così che persi un amico, conobbi il mio futuro marito e fu così che pensai erroneamente che facesse l’ attore. E tutto nella stessa serata.

;-DDDD

Devo dire che per anni, quando le bambine non erano più piccolissime, abbiamo vagheggiato di fare la serata Cineforum a casa nostra, noleggiando un film e aprendo poi un dibattito con qualche amico.

Ma all’ atto pratico ci si accorgeva sempre che sorgevano mille difficoltà, anche perchè, nel frattempo, gli amici si erano persi per strada, presi anche loro da problemi di fasciatoi e affini…Peccato, forse avrebbe potuto essere una bella idea….;-D

Adesso i Cineforum non esistono più. Qui, la sera del mercoledì, fanno il Cinema di Qualità: vengono riproposte le pellicole migliori della precedente stagione,  a prezzo ridotto e in abbonamento. Ma non esiste più il dibattito, e così è del tutto snaturato lo spirito.

A questo punto mi noleggio un DVD, che sto più comoda!

Oppure posso sempre sperare di riorganizzare un Cineforum, quando sarò definitivamente in pensione e avremo l’ Home Theatre…

Con che cosa potrei partire? Col Quartiere dei lillà?

Uhmm…ma con Il posto delle fragole, sicuramente!

😉

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