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Un tranquillo w.e. dde paura!!!

Micol sta preparando l’ ultimo esame di Brera, che sosterrà domani mattina e, siccome qui non ci facciamo mancare nulla, in quanto a suspence, ovviamente ha pensato bene di dare la tesi nella stessa sessione.

Data ultima di consegna materiale della copia per la Segreteria: ieri mattina entro le 12.00.

Già, perché lì, chi c’è, c’è e se la coda alle 12.00 non è ancora smaltita, la porta ti si chiude inesorabilmente davanti al naso e slitti a giugno…..!

Con questi presupposti thriller, Micol si è approntata a bruciare le tappe.

Ovviamente inseguita dalla solita legge di Murphy a mille, se qualcosa può andar male, lo farà  e nel peggiore dei modi. 🙂

In questo frangente attore principale è risultato il suo portatile Toshiba, costato un occhio di due teste ( dato che doveva supportare pesanti programmi di grafica) che ha pensato bene di "dare un po’ i numeri".

 Prima ha messo fuori uso il mouse, obbligandola in estrema lentezza a utilizzare la tastiera; poi ha messo in vacanza la porta Usb, che non riconosceva più i dati inseriti nella chiavetta ( dove, praticamente, stava contenuta tutta al tesi!!)

Fortunatamente anch’ io ho avuto una settimana densa, con Consigli di classe affollati di genitori inferociti verso i figli, dopo l’ arrivo delle pagelle e delle successive lettere al napalm, per cui non ho seguito in progress tutti i numeri della figlia.

Grazie a Dio non sono ancora una casalinga, che ne sarei uscita pazza…!:-DDD

Insomma, dopo tentativi di rianimazione del Toshi, il tutto è stato trasferito nel PC fisso e le innumerevoli scansioni dei quadri di Magritte, Delvaux e di tutta la teoria dei Surrealisti possibili e immaginabili, hanno iniziato a materializzarsi.

"Micol sembra posseduta…" commentava Alice esterrefatta nel vedere la sorella, notoriamente pacata, balzare dal PC alla pigna di libri, interrompersi un attimo per telefonare alla compagna di corso, nelle sue stesse peste e poi chiamare a raffica una certa Copisteria di via Rovelli a Milano, che le aveva assicurato ( se lei fosse riuscita a sopedire il tutto entro giovedì sera) di prepararle la copia per il venerdì.

Il sabato  ( ultimo giorno di consegna) ovviamente loro erano chiusi.

Manco a dirlo….;-)

Nel frattempo, mentre la tesi prendeva corpo, assemblata  nei byte del PC, la copisteria richiedeva in tempo utile almeno il Frontespizio.

Giovedì rientro da scuola alle 14.00 con tanto di spesa al seguito.

" Io sono colei che mi si crede" La voce di Micol mi arriva come una stilettata " Cosa dici, può andar bene messo così, in evidenza, a mo’ di apertura…Poi ovviamente un sottotitolo che riprenda il discorso della mia scenografia…"

"Parli della Ponza, suppongo.."

"Sì, per il frontespizio che devo spedire entro le 14.30 alla Copisteria, altrimenti non ce la fanno per domani…ah, devo scegliere il materiale…!"

Tempo zero sono piazzata davanti ad un sito che sciorina  similpelle, carta-riso, cartoncini, cartavelluto. Le tinte sono sempre più o meno quelle dei miei tempi: il nero-oro, il blu-argento….il rosso-oro…

Non faccio nemmeno in tempo a partire per la tangente con i ricordi della mia scelta…la famosa telina rossa con caratteri oro ( ma di quello e di tutti i guai che ne seguirono, parlerò in altro momento..) che vengo sollecitata.

" Che te ne pare? Escluderei nero, che fa lapide…"

"Già, poi con quella frase..Io sono colei…pietà!"

L’ occhio cade su una specie di mix bianco e azzurro che sembra la nuvolaglia del desktop della Microsoft.

Si decide per quello.

Mentre io cavo dalle borse del supermercato le puntarelle romane ( già, le ho trovate!!) e una teglia di lasagne con radicchio e gorgonzola e caccio in forno, lei elabora un sottotitolo convincente.

Ovviamente, come da copione, non ce la fa a finire per il giovedì notte e la mattina del venerdì, alle 6.00, quando mi alzo, me la vedo comparire lesta e solerte.

Allora, la progressione della follia è stata questa:

Al mattino il mouse e la porta del portatile si sono rianimate e, se non altro, ha iniziato a procedere più spedita. Si è però accorta che tutte le immagini scansite la sera prima, fino a notte fonda non risultavano sulla chiave.

Semplice: la chiave era piena e non le aveva segnalato nulla……

Velocemente, prima di uscire, le lascio la mia da 2 giga e vaja con diòs…Temo per le mie  foto di Barcellona ’06 che vi sono salvate, ma non ho tempo di stare a pensarci. Filo a scuola, che poi, alle 14.00  ho il consiglio della quarta e sono coordinatrice…

Spero nelle stelle.

Alle 13.50 sono lì in attesa con una collega e mi suona il cellulare.

Micol.

Con voce strana, ma calma.

" Senti, quanto è il massimo spedibile di un allegato?"

Intuisco il problema. Lei prosegue:

" Senti, non so come fare…sto spedendo tutto alla copisteria, mi dà la striscia verde, ma non mi dice che l’ allegato è partito…."

"Ma quanto è ‘sto allegato?"

" 100 megabyte…credo..!"

"??????!!!!!!ma sei matta?"

"…è pieno di immagini…"

Insomma, io insegno in un Informatico, per cui velocemente chiedo aiuto a colleghi e assistenti di Laboratorio, che, ovviamente, sogghignano…

"100 megabyte??? ah ah ah, da spedire in pdf?? ah ah ah ah ah"

Tra una risata omerica e l’ altra mi viene in mente di farglielo masterizzare su CD.

Insomma il disco viene preparato, si pensa di spedire il padre  a Milano a fulmine a ritirare il frontespizio, per utilizzare una copisteria vicina.

Manovra fallita perché le copisterie sono chiuse, dato che casualmente è la festa del patrono!!!

Micol chiama il negozio di Milano e , con voce affranta spiega il problema. Il commesso giovane le passa il titolare che si commuove e le promette che,  non appena arriverà  il dichetto , preparerà il tutto in velocità e riconsegnerà nel giro di un’ ora la tesi pronta.

Io, a scuola, sono ignara di tutte queste manovre e mi gestisco il consiglio con i sudori freddi, che temo il peggio.

Finale:

la copisteria ha preparato la copia e il marito torna la sera con il bottino in salvo.

Micol, intanto  sta trafficando come una forsennata per finire e impaginare tutti i disegni per l’ esame di lunedì e non riesce quasi a fiatare.

Ieri mattina parto io con il treno e vado a Brera a consegnare la tesi. Arrivo in tempo per evitare una fila chilometrica che si va  via via formando. La segreteria sembra uno di quegli antri da mezzemaniche dell’ Ottocento. Un bugigattolo stretto e polveroso, con un bancone di legno vecchio , privo di uscita, per cui le segretarie devono passare sotto il bancone ( GIURO !!!!!!!!!!!!!!!!!!!) per uscire..

Ma la 626 non alberga da queste parti???

Risparmio i commenti imbufaliti degli studenti, per tutta una serie di magagne che andavano via via evidenziandosi…o mancava un documento, o mancava il libretto…

Inso
mma, bene o male riesco a consegnare il malloppo. Ovviamente anch’ io non ho il libretto, dato che lunedì la Micol deve dare ‘sto benedetto e ultimo esame…

Insomma e a questo punto me ne sono uscita alla svelta, con nelle orecchie l’ ultima frase  dell’ addetta

"E dica a sua figlia lunedì mattina di passare col libretto, altrimenti la tesi salta!"

E a  questo punto me ne sono uscita col cielo un po’ nuvoloso e la sensazione di missione compiuta e, mentre galoppavo in via Verdi, direzione Piazza Scala, mi sono imbattita in Vittorio Sgarbi, che insieme ad un tizio alto, lodenato e candido di capelli, avanzava con piglio ardito, scuotendo il suo ciuffo. Ho notato che di persona è meglio che in televisione. 😉

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