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Capolinea.

[Recco ’07_foto di Lilas]

Il matrimonio del nipote, con relativa trasferta a Genova di sabato scorso ha sancito la fine di un mio periodo di gozzoviglie legalizzate ( vedi Cresima di un pronipote, vedi cena con i colleghi presso il ristorante di un ex-alunno di 8 anni fa, che ci ha rimpinzato come dei tacchini; vedi cenetta nell’ agritourist di un’ altra collega.)

Ha sancito anche ( semmai ce ne fosse stato ulteriore bisogno), che io devo perdere 15 chili e che così proprio non mi sopporto.

La ricerca di un vestito che non mi facesse urlare davanti allo specchio è stata penosa!

Mentre marito ( magro) e figlie ( snelle) andavano a colpo sicuro e tutt’ al più ( le figlie) indugiavano sul colore degli orecchini, io svuotavo in modo forsennato l’ armadio, cercando di abbinare pezzi che tentassero di ridurre il disastro estetico che mi si parava davanti! Avevo scelto una gonna animalier sui toni zebrati, bianco, grigio e nero, longuette…che avevo abbinato ad una casacca bianca, molto molle, quasi adagiata sui fianchi ( Bologna è una vecchia signora dai fianchi un po’ molli / col seno sul piano padano ed il culo sui colli...), sulla quale avevo appuntato una rosa di raso nero, tulle e perline, che faceva tanto cerimonia funebre, ma chissene, alla fine l’ espressione ridanciana e la massa scomposta di ricci rossi, lasciati "nature",  avrebbe fugato ogni dubbio, dandomi quell’aria da signora stravagante di mezza età che a tutto fa pensare, tranne che a qualcosa di funereo!

Le figlie me l’ hanno bocciata:

Inesorabilmente.

"Non se ne parla nemmeno: la casacca slarga!"

Alla fine ho scoperto che ( miracoli della fisica) rientravo agevolmente in un tailleur  di lino senape-dorata, con pantaloni alla pescatora e, brancando accessori più o meno in tinta e ficcandomi due pinze in testa, da cui i capelli debordavano ringalluzziti, me ne sono fregata e sono partita per il mare.

Consapevole.

Oramai sono arrivata al capolinea e da qui si deve  soltanto scendere. >:-(

Non che non ci avessi provato: ultimamente mi ero persino decisa a fissare un appuntamento con un Centro milanese che mi aveva consigliato una collega.

Basta con i fai-da-te; basta con le diete improvvisate ( anche se efficaci). Qua occorrevano  supervisione e  stimoli nuovi.

Colta dall’ entusismo dei novizi, avevo telefonato per un appuntamento: 27 novembre.

" Siamo matti?" avevo commentato " A ridosso di Natale!!!!!!"

Sì, lo so, non è lo spirito giusto per affrontare un regime che dovrebbe essere sì, dimagrante, ma soprattutto di educazione alimentare; ma questo passa il convento. Se io son fatta così, devo anche accettare questi miei pensieri. Altrimenti non se ne esce! ;-P

Insomma, attendendo i giorni futuri ho iniziato gli Esami. La collega ( che ha perso 18 kili da settembre ad adesso e che dovrà perderne altri 20 minimo) mi ha confortata, dicendo che, forse, in estate qualcuno avrebbe disdetto.

Io mi consolavo andando sul web a visitare il sito, osservando strani aggeggi, tipo una specie di uovo in cui uno si sarebbe dovuto sedere, per misurare la densità corporea. Già, la molla che mi ha spinto, è stata soprattutto che non si tratta del solito dietologo, ma di un Centro di studi della composizione corporea dell’ Università di Milano, piazzato a Città Studi e inaugurato da Formigoni nel 1998. Insomma, una novità.

Stringo i tempi: tre giorni fa telefono per eventuali disdette e becco un buco per il giorno successivo!

Detto, fatto! 😉

Allora, la visita è durata la bellezza di tre ore, con colloqui indagatori sulla storia della mia vita alimentare.

Ah ah ah, volevo dire alla dottoressa, le do l’ indirizzo del mio blog, così si fa un’ idea; ma la mia diet-story qui non è ancora finita, perciò le ho fatto un riassunto.

Poi sono arrivate le misurazioni di rito, laddove ( come da bisunto copione), mi sono ritrovata un chilo e mezzo più di quelli già sfoggiati dalla mia bilancia….. e mezzo cm in meno di altezza!!! Oddio, mi sto ringruncendo  AAARGHHHH….

Quando la pinza acchiappagrasso prendeva uno strato adiposo e l’ infermiera sentenziava la misura, avevo l’ impressione che si sentisse affannata…( la pinza)..

Con dei sensori collegati a dei tubi è stata calcolata l’ idratazione infra cellulare o qualcosa del genere…Lì c’ era la famosa cabina-uovo, ma non mi hanno permesso di entarrvi e io non ho osato chiedere…..;-)

Sono finita, invece, su un lettino; ho indossato un casco trasparente collegato con un tubo e da lì è partito il computo del mio metabolismo basale.

Venti minuti immobile a respirare nel tubo.

Mi raccomando, signora, immobile il più possibile, così l’ esame durerà meno…!"

Il giovanotto sorridente si è allontanato dietro un paravento e, alle sue raccomandazioni, io ho sentito l’ impulso di  saltare sul lettino, di muovere i fianchi, di battere i piedi, di cantare nel casco….

Per fortuna sono stata ferma come un baccalà. Roba da ceampi.

Al termine c’ è stato un altro colloquio di mezz’ ora con una simpaticissima dottoressa. L’ ennesima dottoressa snella. Lì sono tutti magri, tranne un signore brizzolato, con folte chiome, aria simpatica e sveglia e adipe prominente. Pensavo fosse un paziente, quando è entrato, ma , vedendolo col camice sbottonato, ho arguito essere un medico.

Ebbravo il sciur dutùr, si predica bene e si razzola male? Come la mettiamo coi trigliceridi? Come la mettiamo col giro vita e il grasso pericoloso? Perché le sue colleghe asciuttissime non la mettono a dieta? ;-PPP

Poi c’ è stata un’ ecografia addominale, per indagare lo strato adiposo viscerale. La paletta dell’ ecografo affondava e affondava e affondava…..Il giovanotto non sembrava atterrito ( come avrebbe dovuto essere). Ma io lo ero. Avrei fatto carte false per sbirciare sul monitor quello che lui vedeva…..

Non ho osato chiedere. Mi venivano in mente i disegni della Serie " Il corpo umano", che avevamo acquistato alle bimbe, quando erano piccole. Quello dove le cellule adipose erano dei botolini giallastri….E io mi immaginavo un esercito di quei mostriciattoli, tipo l’ esercito di terracotta cinese, a guardia del mio adipe!

Ma non ho esternato questi miei pensieri.

Poi è seguito un ulteriore e lungo colloquio e lì i nodi sono arrivati al pettine.

Il mio corpo risparmia!

Cioè, l’ esame del matabolismo basale ha rilevato che, rispetto al rapporto peso/altezza, il mio dispendio calorico ( a totale riposo, cioè, solo per le funzioni vitali) è di circa 200 calorie inferiore a quello che dovrebbe essere. ;-000

SIAMO MATTI?

La dottoressa-simpatica mi ha confortata " Vede, in periodo di guerra lei sarebbe sicuramente stata tra i sopravvissuti……ma adesso…non è necessario!" e lì un bel sorriso!

Insomma, quel balordo del mio corpo crede di essere ancora  sulla Marna….o sulla linea Gotica. Ma è scemo?????

Là c’ era mio nonno Emilio, che sfidava i tedeschi per passare la linea, andare a Massa  e acchiappare qualcosa da riportare a Carrara!!

Sono indignata.

Un corpo a scartamento ridotto; una specie di cremagliera nell’ era della tecnologia!! >:-(

C’è, forse, una spiegazione. Io ho subito un intervento alla tiroide, al Niguarda,  nel ’90. Da allora prendo pastiglie sostitutive, che mi vengono tarate ad ogni visita, più o meno annuale.

Ultimamente ho saltato i controlli e la taratura della pastiglia risale a quando ero dimagrita, tre o quattro anni fa. Potrebbe essere che i valori siano sballati per quello.

Conclusione.

La dieta non me l’ hanno data, dato che devo fare mille esami e poi faxarglieli.

Sono stata ( giustamente) cazziata perché non ho più fatto i controlli né per la tiroide, né, ancor peggio,  per l’ ipertensione e mi sono stati prescritti esami a manetta.

Insomma, adesso esami, poi Esami ( scolastici) e forse fra una ventina di giorni partirà la dieta.

Ah, la dott-simpa mi ha detto che, stando a tabelle ecc ecc, io dovrei perdere dai 12 ai 15 chili, per levarmi dalla fascia-rischio. Ovviamente, secondo me, attualmente io ne dovrei perdere 20, visto che tre anni fa ero 12 chili meno e mi sentivo bonza…Ma di questo ci occuperemo più avanti!!

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