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…e alla fine…

e alla fine ho poi deciso di seguire i consigli della Micol ( che ormai ha la mappa dell’ ATM di Milano incorporata nel DNA). Invece di effettuare il vecchio e collaudato percorso: discesa a Cadorna, volata con la Metro Verde per una fermata fino al Piccolo ; acchiappo veloce del tram 4 e letargo sul medesimo per circa 40′, sferragliando per Legnano, Arena, Cimitero Monumentale, cavalcavia Farini e Fulvio testi e Zara, su su fino alla Ca’ Granda  ( che poi è ben vero che il Niguarda è una città, ma chissà perché viene chiamato Ca’ Granda, con questa aura minacciosa e pseudo incombente, che ti mette un’ inquietudine infinita, triplicata dal fatto che, a mano a mano che il tram si avvicina alla zona, le varie pizzerie, i fruttivendoli, i ristoranti cinesi, le lavanderie che affollavano le vie precedenti, lasciano inesorabilmente il posto a esercizi di Onoranze funebri. Giuro, ne ho contate tre!); dicevo, invece di buttarmi sul noto, ho già dovuto arrabattarmi per recuperare un tram in una zona per me del tutto sconosciuta. Ne è arrivato uno avveniristico, con aria condizionata a palla e l’ andata è stata risolta.

Al Niguarda ho scoperto che, dopo tutti questi anni, nulla è cambiato. Fervono ovunque lavori in corso frenetici. Il reparto di Endocrinologia, per una di quelle logiche perverse che spesso affliggono le strutture pubbliche, è piazzato al piano terra del Padiglione Infettivi ( con tutto il rispetto, è una collocazione che un po’ inquieta…). Il tutto è collocato ( ovviamente) ai bordi dell’ impero e, per raggiungerlo, il povero pedone deve galoppare per viali semi-ombrosi, che dovrebbero ispirare pace e atarassia, se non fosse che sono devastati da ambulanze, camioncini, furgoni e auto private che sfrecciano in continuazione…

Se si decide di fare la furbata di bypassare lo stradone e arrivare lassù passando per i corridoi interni, superate varie diagnostiche ti trovi poi il passo sbarrato da pareti di plasticume e impedimenti metallici che ti obbligano a ritornare sui tuoi passi e rimboccare la Curva di Lesmo, testè abbandonata.

La visita, in compenso,  è stata fulminea.

" Signora, lei si cura? Bene. Vada avanti così che va tutto bene. Si è messa a dieta? Bene. Ci vediamo fra due anni, che le rinnovo l’ esenzione. Mi raccomando con la dieta: scenda un chilo al mese, non di più!!" e con un sorriso mi congeda.

Un chilo al mese: come diavolo si fa a scendere di un chilo al mese? Quando mi mettevo a dieta seria, io scendevo di 6 chili al mese…;-)

Il ritorno è stato diabolico.

Mentre stavo ingollando un succo senza zucchero, vedo arrivare il tram. Mi scaravento a prenderlo al volo. Dopo quattro fermate il guidatore tuona : "FINE CORSA! Questo è il 5 barrato."

E ci scodella in un assolato Piazzale Lagosta, davanti al Mercato Comunale….Sembrano quelle location dove i cittadini si organizzano in comitati per cacciare i viados.

Dopo mezz’ora arriva un tram diretto verso il centro.

Passano quattro fermate e il guidatore ;" FINE CORSA!" e vomita la sottoscritta, tre cinesi, una filippina e una sciura milanese all’ inizio di Carlo Farini, davanti a Paolo Sarpi.

Ecco, lì la sosta è durata 40′. Poi una specie di bus di collegamento ci ha portati, infine, in Cordusio.

Spero che tutto questo succeda perché è luglio.

Nota positiva della giornata: alle Messaggerie ho scoperto che è uscito in DVD Volver di Almodovar e me lo sono acchiappata al volo! Ho visto anche Harry Potter, che Alice mi aveva commissionato, ma € 27.50 mi sono sembrati eccessivi.

Ritornando verso casa mia, nel pomeriggio, all’ Ipercoop l’ ho beccato a € 20,63 e mi è parso un prezzo ingiustificato.

L’ addetta della Cassa centrale, cui mi sono rivolta per appurare l’ incredibile sconto che sortiva dal codice a barre, mi ha congedata con un sorriso " Sono proprio 20 euro, signora. Non chiediamoci né il percome, né il perché. Se lo metta nel carrello e lo prenda al volo…." ;-))

Per inciso, ieri era completamente scomparso dal reparto libri..Sarà stato un errore di prezzatura?

Insomma, nella medesima giornata sono riuscita a prendere una macchina, due treni, quattro tram, un bus e due linee di metro. Non ci si annoia a Milano.

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