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Il documento del quindici maggio lo consegnerò il sedici.

Mi spiace, ma oggi non vado a scuola solo per quello. Nel frattempo sbircio affannosamente sul sito del Ministero, per vedere se si decidono a pubblicare l’ elenco delle Commissioni, per capire dove verrò inviata per la Maturità.

Come ho già detto più volte, mi spiace molto di non poter concludere l’ anno coi quintini: l’ esperienza dell’ esame di stato è sempre coinvolgente ed è un momento a sé.

Mi spiace perdermela…proprio con loro!

So già che, nel momento in cui aprirò la Busta plastificata, o davanti ad aspiranti geometri, o ragionieri o alle ragazze del Linguistico o dell’ istituto d’ Arte, non potrò fare a meno di pensare alla faccia che, in contemporanea, staranno facendo i miei!!!

Se poi uscisse la traccia su Fogazzaro, credo che potrei morire dal ridere…;-)

A questo proposito l’ esperienza più incredibile è stata quella del giugno 2000, l’ anno della prima maturità riformata.

Ero stata nominata, controvoglia,  Vicepresidente, dato che il presidente era un mio collega e non aveva voluto sentire ragioni  Dai, fallo tu, che così sono tranquillo…

La mattina dello scritto di Italiano, perciò, lui, cavallerescamente,  si tenne la sede principale ( nel mio Comune) e spedì me nella sede abbinata, che era una specie di diplomificio, piazzato esattamente a Lenno, sul Lago di Como, di fronte  a Bellagio……..

Al mattino, non volendo infilarmi in macchina sulle curve della Regina, pensai bene di parcheggiare  a Como e prendere il bus all’ alba…In pratica c’eravamo solo io e una serie di allegre badanti dell’est, che affrontavano impavide curve e controciurve, mentre, ad Argegno già io mi davo dell’ imbecille, per non aver proseguito in macchina, visto che lo stomaco ormai era comunque in bocca….

In compenso il panorama era mozzafiato: il lago di Como, percorso alle 6 del mattino di una splendida giornata un po’ ventosa di fine giugno è uno spettacolo per pochi eletti…

La scuola era una specie di scatola orrenda, piazzata proprio sulla strada; niente vista lago, niente di niente. Sembrava una filanda d’ antan..

Aule vecchie decrepite, con ragni pasciuti a vista e porte scrostate.

Entrai nella sala dove già i ragazzi erano seduti e quasi venni meno: una distesa di almeno 37 o 38 candidati era già solerte nei propri banchi.

Tutti privatisti  approdati in quel Regno del paghi uno e prendi cinque. Nel senso che molti di loro ( venimmo poi a scoprire)  praticamente avevano frequentato sì e no un mese su 10 e ora si accodavano allegramente per carpire il loro ( pagato!) diploma.

Di quella giornata da incubo ricordo soltanto queste persone di una certa età che si trovarono di fronte e bypassarono in massa il tema sui Fiumi di Ungaretti, scegliendo quelli più abbordabili sul volontariato o i cambiamenti della famiglia in Italia dal dopoguerra in poi.

Sicuramente ci furono dei passaggi di informazioni perchè, successivamente, durante la correzione, trovai intere  frasi simili….Il responsabile- proprietario  della scuola, che era anche il prof di italiano e Storia, spiegò l’ arcano dicendo che curiosamente gli studenti avevano fatto una ricerca sull’argomento che, miracolosamente, era uscito come traccia….

Non credetti ad una sola delle sue parole. >:->

Verso l’ una uscii da quell’ antro per il pranzo e lì, scesa al porticciolo, mi riconciliai col mondo, perché scoprii di esser di fianco alla punta del Balbianello, un posto da favola, scelto persino da Lucas per la location di un qualche Gerre Stellari..

Dopodiché il nulla.

Ricordo solo che  stravolta, alle 5/ 6 del pomeriggio, mi diressi all’ imbarcadero, pregustando un ritorno a Como lento e placido via battello.

Nel mio ultimo ricordo mi vedo spaparanzata su una panca di  prua che, inforcati gli occhiali da sole, scruto, con orrore, la fermata  dell’ isola Comacina ( prima sosta del viaggio) sulla quale un brulichio di bambini ululanti di un non ben precisato Oratorio estivo del milanese, si apprestava a dare l’ assalto al battello.

Dopodiché il diluvio e il rimpianto di non avere portato con me l’ mp3 a piena carica!

Quest’ anno vedremo…

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