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Pit stop…

Oggi "riposo" prima dell’inizio degli orali.

Il calendario di questi esami è stato definito da mio marito "un bollettino di guerra". In effetti siamo di corvée fino al 9 luglio con un impressionante crescendo.

Credo di aver raggiunto il top nella giornata di venerdì scorso, quando mi sono trovata nella scuola dell’ Alta Brianza di verde ingemmata, sotto i monti a dover correggere 34 temi tutti in una botta sola!

L’ analisi del testo di Montale non era stata "sfiorata" da nessuno, così come la traccia artistico letteraria. Mi sono però spupazzata temi sulla Costituzione ( tutti uguali), temi-collage-di documenti sul lavoro e la sicurezza e una serie infinita di chiacchierate sugli sms e le email.

Alla fine ero scorticata.

Nonostante mi ripetessi a mantra  è l’ ultima tornata di temi che correggi, è l’ ultima tornata in assoluto, sono arrivata alle 5 con il cervello in pappa. Tra l’ altro nel frattempo era sbottato il caldo infernale che a memoria d’ uomo accompagna come un lacché le correzioni e così ci si sentiva degli automi alla catena di montaggio.

Ma è acqua passata.

Logisticamente vado alla scuola "lontana" coi mezzi pubblici: alias un bus che traversa un vallone freschissimo e boscoso e in 25 minuti mi porta là, ai piè del monte. Peccato che abbia orari infernali e parta alle 6.30 da casa mia.

Ovviamente questo comporta che io mi alzi alle 5.30. Anzi, poiché mi si è sviluppata un’ ansia da sveglia, finisco per balzare a occhi aperti almeno 5 volte per notte.

Negli ultimi due giorni, alle 5.15, SPAZIENTITA,  mi sono alzata a farmi il caffé…Notare che, oltre alla radiosveglia, punto anche un cellulare, nel caso si staccasse la corrente.

Insomma, va bene che io non ho problemi ad alzarmi presto, ma così è senza dubbio esagerato.

Ovviamente, partendo all’ alba, il bus arriva anche all’ alba….nel  senso che io mi presento là esattamente un’ ora prima dell’ inizio delle operazioni di esame.

L’ edificio scolastico è serrato:

Così mi rifugio dentro la Stazione dei treni e mi siedo sulle panche di marmo insieme a mille africani in attesa dei vari mezzi e lì leggo il libro di Vargas Llosa che stava languendo sul mio comodino.

Inutile dire che in tre giorni ho già fatto fare un balzo impressionante alle pagine lette e prossimamente potrò iniziare Denny l’ eletto di Chaim Potok che attende fiducioso da mesi.

Ovviamente ci sarebbe una commissaria che abita a circa un kilometro da casa mia e viene in macchina. Mio marito è allibito.

"Si può sapere perché non vai con lei?"

"In realtà mi ha chiesto di andare insieme, ma mi ha specificato di farmi trovare davanti a casa sua…perché lei fa una fatica del diavolo ad alzarsi al mattino…A ‘sto punto se devo sciropparmi un km e mezzo a piedi, preferisco partire col bus e soggiornare sulle panche di marmo, nella stazione sotto i monti dell’ Alta Brianza…”.

Tra l’altro ieri riflettevo curiosamente.

Mi si vede scendere da un bus, sedermi su una panca a leggere per 45′. Arrivano mezzi per ogni destinazione e io, lì, immobile  e immersa nella lettura. Passa il treno per Milano e io non faccio ua piega. Poi, improvvisamnete, mi alzo, esco e mi dirigo per una strada secondaria.

Apparentemente senza un motivo…..;-)

Per fortuna che al mattino la gente bada a se stessa, altrimenti darei adito a interpretazioni le più fantasiose!

Oggettivandomi, sembro inserita in un film di Kieslowski…

Ma perché non vado in macchina?

Anche volendo, non potrei.

Micol si è involata con quella grande il 20 per Spoleto, con altre tre compagne di corso. Sono al Festival dei Due Mondi a truccare coro e figuranti di un’ opera indiana ( !!)per uno Stage.

Sbirciando sul sito, in Internet, devo dire che curiosamente l’ ho pescata nel cartellone e la vista del suo nome mi ha molto divertita.

L’ altra macchina, fra 2 giorni diventa appannaggio di Alice, visto che arriveranno i futuri suoceri per una permanenza a casa sua. Occorre andarli a prendere a Malpensa e portarli un po’ in giro, ovviamente.

Io sarò impegnata con gli esami, la patente del moroso non è abilitata alla guida italiana; quindi tocca a lei, nel poco tempo libero che ha a disposizione.

Insomma, a noi rimane il piccolo catorcio della 112…..Sì, proprio lei, senza condizionatore e che io non sono nemmeno più in grado di guidare. Quando ho provato, ha iniziato a ruggire e a procedere a balzi come una cavallo imbizzarrito. Mi sono rifiutata di domarla.

Così vado col bus e la chiudo lì.

Ho ricevuto notizie fresche e dettagliate da Simone sull’ esito delle varie prove scritte. Insomma, i commenti del blog sono preziosi…;-))

I grezzetti, fortunatamente,  sembrano essersela cavata piuttosto bene. Ma aspettiamo gli esiti….;-)

In ultima analisi sono talmente ingolfata che poi, quando alla fine di tutto  realizzerò che non ho più niente da fare, in senso stretto e lato...mi si aprirà un piacevole baratro!! 😉

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