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Diciamocelo francamente .

"Diciamocelo francamente, di Italiano e Storia non sanno un caxxo!"

Questo è stato il lapidario commento della mia abitualmente misurata ed elegante Presidente ( senza ironia), che, ieri mattina, mentre stavamo cercando aiuto in una tazzina di caffé, si è lasciata andare sibilando a questo commento spiccio, tagliente, ma estremamente adeguato, sulla preparazione umanistica di questi ragazzi!

Siamo allibiti.

Che non aprissero il becco su Matematica era già previsto, anche di fronte ad una serie ripetitiva di domande, di fronte alle quali solo i primi candidati, secondo me, avrebbero dovuto far scena muta. Gli altri, solo col tam tam della suorina che, quotidianamente, verga su un foglio tutte le domande di noi prof esterni, a questo punto qualche cosa avrebbero dovuto saper spiccicare….

Invece niente. Nada de nada.

"Che cos’è il limite di una funzione? Che si intende per derivata? Che è un asintoto? ( Che tra l’ altro non so se si scriva così o sia l’ asindoto espresso con accento avellinese….Ma questa è matematica, non retorica, per cui io colgo asintoto..!!)

Insomma o sono muuuuuti, o dicono qualcosa di rigorosamente sbagliato.

In fondo i miei grezzetti dello scorso anno erano stati una vera frana ( dopo aver cambiato tre insegnanti in tre anni, con metodi assolutamente antitetici).

Ma, in Italiano, dico…in Italiano, di fronte alle MIE DOMANDE, non è accettabile che facciano scena muta!

Primo: per agevolarli mi sono stampata i testi delle poesie che avevano  in programma su dei fogli A4 che ho inserito in buste plastificate.

Su un foglio, ad esempio, campeggiano "A zacinto" " Il passero solitario" ( sì, hanno un programma antidiluviano che parte dal Neoclassicismo!!!! ( Ma se è dal vecchio Berlinguer che il programma delle quinte ITIS/ITC inizia dal Naturalismo francese…..bah! ), "Veglia", " Meriggiare pallido e assorto".

Io chiedo, partendo dal testo e GLIELO PIAZZO DAVANTI PER AIUTARLI, che mi dicano le tematiche principali della poesia, dell’ autore, che mi contestualizzino il tutto, che ciancino, insomma, su qualcosa, ma che ciancino.

Osservano il foglio con aria spaurita, come se fosse un trucco per fregarli. E dire che io utilizzo un’ aria sorridente e rilassata e non riesco nemmeno a dar loro del "lei", come fanno altri colleghi…

Insomma, un vero buco nell’acqua.

"Prof, rassegnamoci_ commenta la Presidente_ qui siamo in presenza evidentemente di uno studio "Vita-e-opere" ad andar bene!! "

Io non mi capacito, visto che anche il vecchio Bignami tanto bistrattato, ormai di ogni autore sintetizza in modo chiarissimo la poetica, evidenziando per ogni poesia principale le tematiche, le parole chiave ecc

Quando poi  ho osato chiedere ( per salvare il candidato dall’ impasse) di parlarmi di un libro che aveva letto e che gli era particolarmente piaciuto…il candidato, anzi, la candidata di turno ( era una ragazza) mi ha risposto " Le ultime lettere di Jacopo Ortis" ( !!!!!!!! )

A questo punto mi sono sentita totalmente disarmata….

Siamo su piani totalmente diversi.

Il primo giorno, ad un tizio che mi parlocchiava della Guerra di Spagna, ho chiesto se per caso si ricordava di quella splendida opera pittorica di quel grandissimo artista del ‘900 che era stata proprio ispirata dalla caduta di una cittadina basca…Dato che lui scuoteva la testa, la prof interna di Inglese è balzata, punta da una tarantola" Ma loro non FANNO ARTE!!"

Il prof di Diritto, che mi sembra l’ unica persona saggia del gruppo interni , ha avuto il buongusto di zittirla, dicendo " Sì, vabbeh, ma qui non si tratta di FARE arte…questa è cultura spiccia!"

Nel frattempo, quei due o tre che si sono mostrati leggermente superiori agli altri, sono sembrati manna.

In particolare un ragazzo, davvero brillante e personale ( oltre che bello, ha aggiunto la Presidente_ ma questo non fa media!! ;-))).

Chiaramente nessuno è in bilico, visto che sono stati provvidenzialmente presentati con crediti altissimi…Però, che squallore!

Allora, non conoscono le poesie degli autori in programma; non hanno letto libri di narrativa negli ultimi 10 anni; non hanno mai visto una mostra di quadri ( era nel Programma…io ho provato ad indagare e mi è stato detto che loro, i Ragionieri, non sono stati portati. Solo le ragazze dello Psico-peda qualcosa…Ma dai!):

Stendiamo lenzuola su Storia: tu chiedi una cosa e loro si attaccano all’ unico termine noto, per partire dall’ inizio del capitolo.

Esempio: chiedi come era organizzata la propaganda al tempo del Fascismo e loro partono dicendo " Nel 1919….." al che ti verrebbe voglia di completare " vestita di voile e di chiffon/ io t’ ho incontrata non ricordo dove…"

Non è escluso che, per sollevarmi lo spirito, lunedì non mi lasci andare anch’ io a qualche divagazione….

Insomma, qua ce ne mancano due.

Poi, martedì,  si inizierà nella scuola sotto i monti….con i trentacinque del Serale ( tremo all’ idea!!!)

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