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Ricordo.

Ieri era il 12 febbraio. Tre anni fa è morto Claudio.
Aveva frequentato la terza insieme ai grezzetti di quell’ annata. Era molto bravo, silenzioso, un po’ timido.
A settembre dell’ anno successivo, dopo qualche giorno, iniziò la sua assenza.
Faceva analisi, dicevano. Non stava ancora bene. Un virus, della febbre…
Era leucemia.

Da lì iniziò, per lui, una lunga degenza al San Gerardo di Monza: cure, riprese, altre cure; alti e bassi.
A ridosso di Natale i compagni decisero di portargli un regalo: siccome giocava a basket ed era tifoso della Virtus Bologna, pensarono di fargli avere una maglia della squadra, autografata da tutti i giocatori.

Mi sembra ancora di sentirli quella mattina:
“Prof, faremo in tempo? Potremmo andare domattina, io, Gerry e qualcun altro, andiamo in macchina, così facciamo prima..”
E c’ era voluto del bello e del buono a convincerli che bisognava chiedere dei permessi a scuola, avvisare telefonicamente la Società bolognese, seguire, insomma, una prassi.
Alla fine tutto filò liscio e, se non a Natale, con un po’ di ritardo, la maglietta gli venne recapitata…

Intanto Claudio seguiva, nei momenti di ripresa, le lezioni in Ospedale e noi avevamo contatti con i docenti preposti. Era felice, perché si stava preparando a sostenere gli integrativi per passare poi direttamente in quinta, con i suoi compagni.
Mi scriveva mail dal suo letto e mi chiedeva di fargli avere i titoli dei temi che avevo dato ai compagni, per poterli svolgere lì a Monza.
Mi raccontava delle sue difficoltà in Matematica.
Si presentò a scuola con cappellino e mascherina, più alto, pallido. Fece gli esami e li superò, acquisendo l’ idoneità alla quinta. Era maggio.

In estate fece l’ ultimo ciclo di chemio. Poi in autunno di nuovo alti e bassi. L’ ultima sua mail era datata Novembre ’05.
Dico “era” perchè, dopo una formattazione del PC, non sono più riuscita a ritrovarla!
Mi spiegava che erano sorte alcune complicazione e che “forse” a gennaio non sarebbe riuscito a rientrare subito a scuola e che, forse, ce l’avrebbe fatta dopo il primo quadrimestre…

Ma il 12 febbraio del 2006 Claudio è morto.
Di tangibile mi resta un suo sms, datato 20/10/04, scritto alle 12.03
“Io ieri mi sono fatto spiegare il barocco da una prof dell’ ospedale per non rimanere troppo indietro….Mi saluti tutti e non li faccia chiacchierare troppo 😉 _Claudio”

Al funerale c’era tutto il paese, ovviamente. Uno strazio infinito.

Il cimitero era piccolo, posto sopra un’ altura, con un lato che dava sulla vallata della Brianza e si vedeva il lago di Pusiano, laggiù, tra cumuli di neve e alberi scarni.
I grezzetti erano straniti, compattati tra le tombe; io avvertivo quel non sapere che cosa fare, cosa dire e dove guardare tipico delle situazioni che ti sembrano assurde.
Ad un certo punto, mentre stavamo schiacciati contro una colonna di marmo, con il prete a benedire la bara appoggiata su un cavalletto, avverto un movimento fra di loro che culmina con Andrea che mi si avvicina e mi mostra imbarazzato una foto che teneva in mano. Era la foto di classe della quinta, con tutte le loro firme.

“ Proaf” mi sibila” noi volevamo appoggiarla sulla bara….Gliela mette lei?”

Eravamo un po’ distaccati e già i becchini stavano agendo.

I genitori erano in prima fila stralunati, insieme al fratello maggiore.

I ragazzi erano incerti sul da farsi, io non lo ero da meno. Ero rimasta “impressionata” da questo loro desiderio di scender così, in massa, anche solo idealmente, insieme a lui, quasi a fargli compagnia là sotto.

Mi sono sentita per un attimo spiazzata e poi, visto che la bara era ormai in basso ho suggerito loro l’ unica cosa che mi pareva al momento fattibile, ovvero regalare la foto, con tutte le firme e la dedica, alla mamma.

E così è stato.

Ma io non dimenticherò mai quel passarsi di mano la foto plastificata con un imbarazzo più grande di loro e quel desiderio così prepotente di stargli vicino.

Io non sono mai riuscita a parlare di lui qui nel blog, sebbene in quei giorni, ci pensassi più volte. Mi sembrava persino inadeguato.

Ieri, sul facebook, mi è arrivato un messaggio, da parte di Francesco,.
Scriveva a me e ai suoi compagni ( più o meno tutti iscritti)


12 febbraio 2009
Ciao!
…. fermiamoci un momento, lasciamo i nostri impegni un attimo da parte e ricordiamo per un minuto il nostro amico Claudio…

…. buona giornata a tutti…
F@


Nel giro di pochi minuti gli abbiamo risposto tutti, e sinceramente da alcuni di loro sono uscite delle parole davvero sorprendenti, come se Claudio ci avesse lasciato ieri.


Copio solo le parole di Andrea
cari amici…
non penso ci sia molto altro da aggiungere..
ogni anno, questo periodo per ognuno di noi è molto strano…
ci si chiede del perchè sia accaduto, perchè proprio lui, perchè in quel modo…..
la realtà è che non lo sapremo mai..
Ma mi piace pensare che lui dall’alto ci guardi, che sorrida, che continui a fare quello che gli piaceva.. e si compiaccia del fatto che nonostante la sua timidezza.. la sua grande timidezza.. sia stato in grado a distanza di qualche anno dal diploma.. di riunirci ancora tutti insieme per pensare a quanto grande sia stato il nostro rapporto…e a quanto grande sia il vuoto che la sua scomparsa ci ha lasciato…..


Non posso, inoltre, evitare di pensare a Francesco, in Erasmus di Ingegneria a Segovia e che, pur lontano e immerso in un ambiente che sappiamo godereccio, ha avuto un pensiero forte per il suo “vecchio” compagno di terza “Magistri”…

I Giovani di oggi sono anche questo.

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La gita di classe in Provenza della Terza, l’ unica a cui Claudio abbia mai potuto partecipare.
Claudio sorride alla mia sinistra e Francesco è l’ ultimo, a dx, col cappellino blu.
Dietro di noi il Rodano e il Ponte di Avignone…

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