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Le temperature si sono abbassate in modo impressionante. Nel senso che questa mattina, ad esempio, fuori dalla mia cucina scintillavano 3 ° !!!
Guarda caso, pochi giorni fa mi era balzato all’ occhio un post di Vesnuccia nel quale si accennava al terrificante cambio- armadi…..Due giorni dopo ritrovo lo stesso tema in un post del Caporale. Urge tenersi al passo!

Ora, in molte case normali, il cambio-armadi è un’ operazione faticosa il giusto e fastidiosa l’ eguale. A casa mia, invece, si trasforma in una operazione di alta strategia e indicibile fatica, per cui viene regolarmente fatta slittare, fino al giorno in cui, appunto, con tre o quattro gradi sopra lo zero e con una serie di top di cotone e camicioni a vista, decidi che è il caso di intervenire.

Il problema principale è che, sempre nelle case normali, credo che l’ armadio sia diviso in due parti ( ho in mente gli armadi di mia cognata!), anzi, spesso la parte superiore possiede un trabiccolo semplice, ma utilissimo, per cui non devi nemmeno infilzare gli ometti del piano sopra, con quella specie di asta uncinata ( che peraltro anch’ io possiedo) e che ti dovrebbe facilitare l’ aggancio di un cappotto, tipo cavedano, e la sua discesa ai piani bassi. No, questo trabiccolo, appositamente azionato, ti fa scendere d’ un botto tutto il piano superiore con risparmio di tempo e fatica.

A casa mia l’ armadio non ha la doppia stagione perché il piano alto è stato occupato da mensole che, a loro volta sono occupate da pigne di varia natura ( lenzuola, federe, asciugamani non utilizzati, ma che non si buttano via ecc ecc). Una serie di diavolerie che non vedono la luce da almeno tre lustri!
I vestiti ( intesi come camicie, maglioncini, gonne ecc ecc) sono stipati nelle scatole.
Le scatole, a loro volta, sono allineate su una serie di altre mensole che arrivano fino al soffitto.
L’ idea primigenia, quando il marito creò le mensole, decenni fa, era quella di allineare in bellosgurado una serie di scatole di colori intonati, tutte precise e organizzate, in modo da poter acchiappare al volo e una camicetta leggera, e un maglioncino pesante e un cappello di paglia ecc ecc
Praticamente come quelle che campeggiano nelle riviste di arredamento o, più umilmente, nei cataloghi Ikea: in genere bianche, o blu, o a righe marinare. bellissime e invitanti.

Nella realtà le scatole sono state acquistate in tempi diversi e in posti diversi, per cui hanno colori differenti.
Peggio di Picasso. Nel mio periodo blu ho acquistato quelle rigatine, color marina, ovviamente con nuances molto differenti anche fra di loro.
Nel periodo vittoriano, quelle con roselline pastello. Nel periodo di magra, quelle in offerta all’ Ipercoop o al Bennet, di colori vari, cercando di evitare gli obbrobri arancioni o a campo di girasoli….ma sempre un po’ stonate.
Ho fatto anche un tentativo di "uniformare" il tutto, qualche anno fa, recandomi all’ IKEA e cercando le famose scatole bianche, così accattivanti e razionali.
Praticamente erano di cartone e già si sfasciavano in mano…… >:-(. Cassate!

Poi, al di là dell’ estetica, sorge il secondo problema. Le scatole hanno un contenuto estremamente eterogeneo, quindi, perdono già metà della loro funzione primigenia.
Uno potrebbe chiedersi " E perché non le omogeneizzi?"
Già, si tratterebbe di prendere circa 12/ 14 scatolone, zeppe all’ inverosimile, che si sono allargate come una megera disfatta e fanno pena solo a vederle, cavarne il contenuto, fare delle pigne sul letto o non si sa bene dove e procedere allo "smistamento".
Solo l’ idea mi terrorizza, ma so che dovrò farlo.
Quando andavo a scuola non esisteva il tempo, perché le pigne dei compiti in classe superavano in importanza e ubi maior….Ma adesso?
In estate non si può fare perché il caldo stronca, ora sarebbe il momento giusto e prima o poi lo farò.
Ah, poi esiste un ulteriore problema: io, con le mie diete, cambio spsso dimensioni, per cui non mi posso permettere di gettare capi che al momento mi vanno larghi, dicendo"Io così, mai più!", perché ormai ho capito che il nunca màs non esiste.
Per cui, sulla mensola più alta, quella a tre metri di altezza, dove a malapena riesco ad arrivare, dato che soffro di vertigini, ho collocato tre scatole, una con dentro delle orrendità larghissime, che tengo come memento; le altre due con una serie di gonne e giacchine almeno tre taglie meno della mia, che non dispero di poter di nuovo mettere.
Ma saranno fuori moda? Macché, avevo un completo di lino viola-lilla, risalente ad almeno dodici anni fa, che sarebbe stato perfetto questa estate. Peccato che ero sfalzata sui tempi!!
Ok, ma adesso andiamo a controllare il  brasato al barolo, che è la prima volta che viene fatto in casa mia. Oggi vengono Alice e mooso a pranzo e, dato il freddo ho in programma pizzoccheri e brasato.
Tanto la dieta mi dà il giorno libero.


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