Lo que cambió ayer
tendrá que cambiar mañana
así como cambio yo
en esta tierra lejana
Cambia todo cambia
Cambia todo cambia…..

Bene, sembra che questo blog non ce la faccia a rimanere senza cambi di scena, manco si fosse in una vaudeville di fin de siècle…
Chiaramente le prime attrici sono le figlie, che ci mettono proprio del loro per movimentare il tutto.
Io, poi, ci metto del mio a non tenere un filo un pochino più fluido e così, passano i giorni, le settimane e i mesi e mi ritrovo con montagne di “arretrati” e poi non trovo il modo di dipanare le matasse e così le trame si infittiscono e si intrecciano peggio che in un canto dell’Orlando Furioso.

Oddio, scomodare l’Ariosto è sicuramente eccessivo, perché qui siamo a livello di feuilleton, ma il succo è che io mi ritrovo invischiata e, per non saper come uscirne, taccio.

Ma stamattina ho deciso di riannodare….

Fondamentalmente io scrivo per poter a 90 anni, o a casa mia o nella casa di riposo attrezzata di computer, in caso di bisogno, rileggermi brani del passato e ricostruirlo, caso mai avanzasse un po’ di amnesia senile….;-).

Devo evitare che si creino buchi pericolosi ed eccomi qui! Stavolta mi focalizzo sulle figlie e lascio la casa e la dieta semi-fallita ad altri momenti…;-)

ALICE: “inaspettatamente” ha abbandonato Londra a dicembre scorso, nel senso che si è licenziata dal grand’hotel di Tower Bridge dove aveva iniziato una rapida carriera pseudo-manageriale, ed è ritornata in Italia senza avere assolutamente alcun contratto per le mani….

Lo so che sembra una pazzia, dati i tempi, e meriterebbe un maggior approfondimento, ma la ragazza, che aveva sempre adorato Londra,  erano mesi che stava diventando insofferente a troppi elementi.

Il cielo bigio che ha contraddistinto i mesi da novembre a marzo ha iniziato a insinuarle qualche dubbio.

Lavorando in pieno centro e vivendo in zona estremamente centrale, si è trovata a passare la vita tra fiumi ininterrotti di persone di tutte le età ed etnie: al mattino corse per infilarsi nella fiumana che veniva inghiottita dalla metropolitana. Fuori pioggia e freddo, sulle scale vento gelido, sotto terra e nei vagoni caldo afosissimo…..E palazzi e case e palazzi…

Una volta, in cam, mi disse ” Sai, penso alla via San Giuseppe ( la nostra via..), quando la imbocchi da via Milano che vedi il Resegone e il Palanzone con la neve o quando vai a Como che passi di fianco a prati e colline e poi non parliamo di quando sei a lago….e mi dico che questo skyline di metropoli non è il mio pane…!”

Ora, dato che se c’è una cosa che non ho mai potuto sopportare ( e le figlie credo altrettanto) è sempre stata la frazione anonima in cui abitiamo, che non ha nulla di attraente e nemmeno “estetico”, sentirgliela ricordare con questa patina di mito, mi ha fatto impressione…;-)
Sì, è vero, quando imbocchi la strada dalla rotonda spesso intravedi Resegone e Palanzone che, quando sono innevati contro il cielo azzurro sono un bel vedere, ma, Santi Numi, li “sbirci” tra tetti e case…Sì, ci sono anche dei prati, è vero…ma da lì a farne un’icona…
Insomma, aggiungi a questo il problema del CIBO…( atroce), aggiungi qualche screzio con alcuni coinquilini zozzi e trasandati ( tipo che si facevano la barba e lasciavano i peli nel lavandino…bleah!), aggiungi ( e secondo me questo è stato il CARICO da 90…) che il moroso si è stufato prima di lei e ha preso contatti con una ditta della sua zona, dalla quale è stato assunto…insomma, metti tutto insieme e scopri che a dicembre entrambi decidono di tornarsene a casa!

Peccato che abitino a 500 km di distanza, per cui lei è rientrata da noi e lui dai suoi ( per il momento!) 😉
Che questo sarebbe stato un problemino di non secondaria importanza appare subito chiaro. Il giorno di Natale lei lo festeggia qui, in casa nostra, noi tre, poi, alle 5 del pomeriggio, col buio incombente,  si mette in macchina e si trasferisce nelle colline del Centro Italia , arrivando a casa del moroso a mezzanotte!
Torna a metà  gennaio e inizia la trafila della ricerca del lavoro….
Spedisce una trentina di curricula a degli hotel di Barcellona ( evidentemente intende cambiare “clima”) e altri in Italia, prevalentemente zona Firenze ( vuole portarsi a metà strada…;P.
Parte dai 5 stelle lusso, ma si accorge ben presto che dalla Spagna non arriva assolutamente alcuna risposta, nonostante il suo curriculum sia di tutto rispetto.
La crisi è pesante e  forse anche la non conoscenza del catalano gioca contro.

Insomma passa circa un mese in cui inizia a “trempelare” perché le viene il sospetto che magari non sia così automatico, qua da noi, trovare qualche cosa di adeguato….
Agli inizi di febbraio si dà una scadenza: se non arriverà nulla di concreto, prenderà in esame anche l’ipotesi di ritornare a Londra, dove il General manager le ha promesso che, se dovesse avere dei problemi in Italia, il posto per lei ci sarà senz’altro.
Ma, nel momento di massima depressione, le arriva una telefonata inaspettata. Un grand’hotel lusso del nostro lago ( il più prestigioso) è interessato al suo curriculum.
Fa il colloquio e viene assunta.
La funzione è inferiore a quella di Londra ( là, dopo sei mesi, ti passano di grado, se ti ritengono all’altezza e diventi duty manager), qui è in recepiton, ma l’Hotel è di quelli che mette i brillantini nel curriculum …
Senza contare la location: esattamente sulle rive del lago, immerso nel verde di un  giardino secolare, con una clientela prevalentemente internazionale che ti vivacizza le giornate.

Per questa stagione è a posto, poi, ovviamente, si porrà il problema di risolvere la questione della distanza col moroso, ma quello si vedrà più avanti…

In mensa si mangia benissimo: pizzoccheri, brasati, arrosti, pesce grigliato, verdura, verdura, macedonie;  niente fritti, niente salse strane, niente bacon aggrinzito nell’olio, niente scorze di impanature di fish&chips….. 😉

Qui, poi, non mancano gli aneddoti gustosi, ma dato che la privacy di questo tipo di clientela è “sacra”, non sono autorizzata a parlarne nel blog…Vabbé, sarò una tomba!! Il che mi comporta, ovviamente un notevole sacrificio…;)

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