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E quindi…..?

Come anticipavo, alla fine siamo andati a Edimburgo. La città, nei primi giorni, si è presentata completamente diversa da come l’avevo lasciata a febbraio: sole, qualche nuvoletta a batuffolo bianco ( tipo pecora di Aran), vento gradevole e CASTELLO ( sempre lui, onnipresente..) che si stagliava, sempre minaccioso, contro un cielo azzurro!

La Guest house era piazzata in pieno centro, che più centro non si può e la camera era al terzo piano, quindi andavo sicura col marito e le sue perplessità e i suoi timori che ci avessero ficcati in quei sotterfugi tipicamente english ( ma anche scottish) che si trovano sotto il livello stradale…( quello, insomma, per intenderci, dove eravamo finite io e Alice a Londra due anni fa…;-DDD).

Questo: ah ah ah ah

 

 

 

 

 

 

 

Perciò:

Niente “Ma non saremo mica topi, per alloggiare qui!”

Niente ” E poi, hai presente il radon che si respira a questo livello???

Niente ” Ora vado subito a chiedere che ci cambino la stanza!

Infatti, dalle tipiche sporgenze a vetrate ti godevi il panorama a sinistra del fiordo e a destra del Castello e svettavi sui tetti degli altri edifici…

 

 

 

 

 

 

 

Camera perfetta?

No. Ovvio! 😉

Pochi minuti dopo essere entrato il marito annusa l’aria e sentenzia: Ma cos’è questa…PUZZA DI CANTINA???????”
Devo ammetterlo: incredibilmente, al terzo piano, un odore penetrante di muffa cantinosa ci assale….
Azzardo “Magari è l’umidità di queste zone…siccome piove per tutto l’anno…”
Sì, vabbé, ma non è accettabile, ora scendo e dico alla signora che noi in cantina non ci stiamo!”

Ci provo ” Ma lascia perdere, scusa, tanto staremo qui dentro solo per dormire poche notti…..Proviamo ad aprire la finestra…
Vetri che traballano, timore che cadano dalle guide…

Insomma, decide comunque di scendere  dalla tipa, promettendomi che non dirà nulla “della cantina“……in effetti, una volta aperta la finestra, un vento prepotente invade la stanza e tarpa, al momento, la puzza!

Per il resto tutto bene. Mi ha stupito molto vedere i prati di Princess Street tappezzati di persone sdraiate  a prendere il sole come lucertole…

 

Rispetto all’inverno sono nati come funghi giovani con chitarra che, ad ogni angolo di strada  suonavano sia musiche celtiche che musiche rock. Non mancano neppure quelli in kilt e divisa che, per ore, pompavano nelle cornamuse a beneficio dei turisti: se non suona un piper, che Scozia è???

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A dire il vero il programma è stato un po’ monco, perché la prima sera avevo ipotizzato di andare in un pub, dove si ballava il ceilidh ( la danza popolare tipica scozzese), ma all’ultimo minuto ho temuto di infilarmi in qualche posto tipo disco, buio e affollato e ho lasciato perdere…Il marito sarebbe defunto!! ;-))
Purtroppo ho letto che ci sarebbe stata la serata con il maestro che insegnava i passi a tutti….ma era rimandata al venerdì sera e noi partivamo il giovedì….

L’ impressione generale del consorte, comunque, è stata di una città austera ( e in effetti un po’ lo è, con quel centro storico color fuliggine spinta e il Castello minaccioso che incombe ovunque, e proprio lì sta il suo fascino, secondo me…).
Non per niente ho letto che Edimburgo veniva chiamata Auld  Reekie…a causa dei camini e della fuliggine.

Siamo passati davanti all’Ostello dove la figlia ha alloggiato per sei mesi e vederlo irraggiato da un sole splendido, con le finestrelle della sua camera che riflettevano l’azzurro, lassù, sugli abbaini, mi ha commossa….;)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un po’ di rimpianto anche nel guardare il portone, da cui Micol non sarebbe uscita…comme d’habitude…essendo ormai piazzata nel sud dell’Europa…

Insomma, ho ripercorso tutti i luoghi già visti, tranne una puntata al fiordo.

Avrei dovuto vedere il Museo dei Ritratti e non l’ho visto, avrei dovuto ballare il ceilidh e non l’ho fatto, avrei dovuto rivedere la figlia…e non c’era!
Diciamo che, per me,  è stato un viaggio all’insegna del non fatto. Tipo un “buon non compleanno…a me a te a me! di lewiscarrolliana memoria! ;-DDDD

Ma ne è valsa sempre la pena.

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