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DISCOTECHE

Ribadisco, per me Ibiza ha sempre rappresentato un nome, ascoltato di sfuggita in qualche notizia di gossip, legato prevalentemente all’immancabile puntata estiva di qualche vip. Del resto è indubbio che un grande fetta del suo turismo sia creata proprio dal mondo notturno delle discoteche più famose! Dico “notturno”, ma dovrei dire anche “diurno”, visto che spesso le feste si trascinano fino a giorno inoltrato!!
Parlo di Feste, perché, da quello che mi è parso di capire, in piena estate non si tratta solo di balli, ma di veri e propri spettacoli a tema: con la schiuma, in costume ecc ecc. Ovviamente con grande diffusione di alcool e droghe.
Fortunatamente in Ottobre di tutto questo can-can rimanevano soltanto i numerosissimi cartelloni pubblicitari che pubblicizzano i locali più “in”, vedi Pacha, Amnesia, Space… e i loro negozi nel centro-città, presi letteralmente d’assalto dai turisti, nonostante i prezzi proibitivi!

Al Porto, ad esempio, c’era la boutique di Pacha, divisa in due, reparto adulti e….reparto bambini. T-short con il classico logo delle ciliegie rosse che costavano dai 50 euro in su….Astuccini scolastici, zainetti, tutti col logo…..
Ma chi è che manda  il figlio a scuola col marchio  della discoteca più “in” di Ibiza?????????????

Eppure il locale, tutto trendy e neon, era ben affollato di turisti in acquisto!

Comunque, sebbene fosse ottobre, sono riuscita a “imbattermi” nelle cosiddette “chiusure delle discoteche”.
Cioè, ai primi di Ottobre, questi sacri luoghi del divertimento a tutti i costi, fanno la cosiddetta “chiusura”, che consiste nel solito festone che attira moltissimi turisti, soprattutto da Inghilterra, Germania e, manco a dirlo,  Italia…
Gente che prende un aereo e si reca là, per un w.e., solo per partecipare all’ennesimo delirio!

Ovviamente a prezzi esagerati.
Già, perché lì, per entrare in discoteca ( senza la consumazione), pare che ci vogliano in media dagli 80 ai 100 euro….
Ora, mi dice mia figlia che  a Milano puoi entrare con 15 / 20 euro. Lì, o hai a disposizione un rifornimento adeguato, o la vita notturna te la puoi scordare!
Ma pare che siano sempre al pieno; e anche quest’anno la stagione è andata alla grande!
Ci sono giovani che, per passare tre giorni “da leoni” ( mettiamola così…anche se verrebbe spontaneo usare l’altro termine, in assonanza perfetta!!! ;-DDD), sono disposti a sprecare i soldi che servirebbero per passare due settimane altrove….

Bah!

HIPPIES E PERROFLAUTAS.

Ecco, delle discoteche avrei tranquillamente evitato di parlare, ma fanno parte integrante di un certo spirito dell’Isola; quello, invece, che mi ha davvero sorpresa, è stato scoprire l’altro lato, quello un tempo hippie e oggi non si sa bene cosa, che rappresenta un altro aspetto tipico!

Intanto io del trascorso hippies non sapevo proprio nulla! Mi stupisce, perché tra la metà degli anni ’60 e ’70 io ero iscritta all’Università a Milano, frequentavo gruppi anche cosiddetti “alternativi“, di gente che voleva viaggiare all’estero ( e molti lo facevano)! Chi parlava dell’India, chi organizzava viaggi avventurosi in R4 o Due Cavalli verso la Grecia ( passando attraverso le strade allora impervie della ex-Jugoslavia) ecc ecc.

Mai ho saputo di questa caratteristica di Ibiza, come meta degli hippies degli anni ’60!
Certo, doveva essere un vero paradiso, allora…Insomma, pare che un numero imprecisato di artistoidi, figli dei fiori, mistici alla ricerca di se stessi…in quegli anni avessero scoperto l’Isola.

Fecero qualche viaggio anche per curiosità e poi divennero stanziali. Acquistarono a pochissimo prezzo le fincas da qualche contadino o si piazzarono in quelle abbandonate e pian piano aprirono qualche laboratorio artigianale e diedero vita ad una attività che oggi, a distanza di 50 anni, ormai è consolidata. Esistono 3 o 4 mercatini hippies in tutta l’isola.
Noi ne abbiamo visto uno, non tra i più belli: quello di El Canar. Chiaramente ora è una ridda di bancarelle con prodotti, secondo me, per lo più cinesi….Ma qualcuno più artigianale lo trovi.
Certo, solo al parcheggio ti chiedono 3.5 euro e questo fa imbufalire Alex..”lo spirito hippie…..” ;-).

IBIZA_ Mercato hippies di El Canar

Del resto la loro presenza  è ancora molto evidente: soprattutto in alcuni centri più piccoli, vedi San Carlos de Peralta, ti capita di vedere passare questi tizi, età media sopra i 70, con capelli lunghi ( tra il grigio e il bianco, ancora ben incolti) e abiti adeguati: pantaloni trasparenti e colorati, casacche indiane…fascia in testa. annodata e pencolante  sulla schiena! Personalmente uno strano balzo nel mio passato remoto! 😉

La cosa, però che mi ha lasciata davvero senza fiato è stato entrare in un bar, appunto a San Carlos, il Bar Anita e scoprire, sotto un bersò ombroso e affollatissimo di turisti, una antica cabina del telefono, di legno scuro, affiancata da una serie di caselle della posta, disposte in 5 o 6 file, tutte con una targhetta o un numero….

San Carlos de Peralta _ Bar Anita: le caselle della posta degli hippies!

” Ma che diamine sono? Sembrano  colombari…” ho chiesto ad Alex.

” No, no..sono le caselle dove gli hippies si facevano spedire la posta, visto che spesso non avevano fissa dimora e dormivano in tende piazzate ovunque….!”

Ecco, quell’immagine l’ho trovata autentica e abbastanza forte!

Ormai i vecchi hippies o girano vendendo le loro cose, oppure (quelli che hanno fatto fortuna) possiedono dei negozietti molto carini nel centro; vendono abbigliamento e le vedi, soprattutto donne, che stanno sedute sul gradino, coi loro capelli grigi, vestiti di lino bianchi, che chiacchierano fra loro, mentre i clienti scelgono e affollano..

Già, perché lì la gente compera. E la crisi? Saranno stati tutti tedeschi?
Oddio, di tedeschi ce n’era davvero un’enorme quantità.

Altra categoria che circolava nel centro erano i cosiddetti “perroflauta” ( i nostri punkabbestia!). In genere stavano su una panchina sotto le palme e suonavano , oppure facevano giocoleria  davanti ai ristoranti….Nulla di nuovo sotto il sole!

Insomma, un mondo variegato.
In agosto non sarei riuscita a resistere…

Micol  diceva che uscire la sera corrispondeva a farti largo in un vero muro umano. Una ressa impressionante che ti ritrovavi ovunque!
Dopo 4 anni, questa volta ho davvero potuto sperimentare il vantaggio di essere in pensione!  Insomma, invecchiare servirà anche a qualcosa, no???? ;-DDDD (Continua-2)

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