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Il kefir si è ambientato alla grande e, da circa 20 gr di grani, ora me ne sono ritrovata quasi 70/ 80 gr. Perciò devo metterli a bagno in ca. 700/800 ml di latte, quotidianamente e mi ritrovo una produzione che procede con progressione geometrica….

Inutile specificare che, in casi analoghi, come non pensare a….Fantasia di W. Disney: in particolare all’ Apprendista Stregone, con la moltiplicazione delle scope. Io già mi vedo i granuli impossessarsi dell’appartamento e cacciarci giù dalle scale…;-).
Ma non divaghiamo.
Ora c’è un ma.

Domani, all’alba, volo a Berlino, ufficialmente per far fare delle firme a Micol, firme che avrei potuto falsificare anch’io in privato ma che, per motivi di serietà, è meglio far fare in originale.
E poi….dove la trovo un’occasione migliore per fiondarmi lassù, ora che il gelo si è sciolto e dare un’occhiata sia alla città, che non conosco, sia alla location dove vivono figlia e moroso? 😉 Direi un’occasione di quelle da non perdere.
Il neo è la partenza all’alba: del resto da Orio è così. Il marito mi accompagna, con partenza alle 4.00/4.15. Poi lui tornerà a casa a dormire e io ciondolerò tutto il giorno.

E qui mi è sorto il problema dei grani di kefir, paragonabili davvero al cane o al gatto di casa….;-) Escluso di rifilare al consorte l’impegno di “accudirli”, mi sono documentata sul web. Fino a una, due settimane si può lasciarli in frigo, annegati nel latte: il freddo rallenta la produzione.
Al ritorno si buttano via le prime due secchiate e poi dovrebbero “ripigliarsi”.
Lo spero, perché erano proprio bellini: tutti accrocchiati a cavolfiore, come nelle foto di google e il kefir iniziava a diventare cremosetto e anche buono.
Pazienza…ricominceremo da capo il trattamento!

A presto con delle belle foto ( spero!).

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