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[dal balcone del residence]

Dall’oblò dell’aereo vedo avvicinarsi Las Salinas e intravedo l’acqua di smeraldo.
Ci siamo.
Usciamo dalla porta “SALIDA/ SORTIDA“, io con jeans, stivali, un golfone legato in vita e un piumino senza maniche. Dimenticavo, il cappello ( che il trolley scoppiava!). Il marito idem, con l’aggiunta di un giaccone imbottito a manica lunga: lui è più freddoloso.

I due arrivano in infradito, la figlia è in shorts e top rosa. Ridono.

Ma….ORSI POLARI ?????!!!“E giù a ridere…
Che a casa nostra non esistono le scene strappalacrime quando i figli partono o quando li si rincontra.
L’affetto viene manifestato con un abbraccio e delle grandi risate. Forse il marito sarebbe stato “di suo” un po’ più espansivo e teatrale, ma con me si è abituato ad un certo tipo di approccio e si contiene…
Lo so, poi in privato mi faccio anch’io trascinare a volte dal sentimentalismo, ma all’esterno la maschera è sempre più o meno “ridens“….;-)

Non c’entra nulla, ma mi torna in mente quando l’altra figlia stava co l’ex- moroso argentino. Quella volta in cui li abbiamo accompagnati a Malpensa, perché lei andava per la prima volta oltreoceano a passare due mesi ( agosto e settembre) a casa di lui che, avendo terminato il Master, si era preso una vacanza; un attimo prima che entrassero nella zona Gate, vedo lui che,  improvvisamente, dopo un veloce saluto, si infila per le scale, piantandoci in asso con la figlia.

Ma…che diamine fa F.?” le avevo chiesto con grande meraviglia..

Boh, forse vuole evitarsi le scene-madri….” aveva ipotizzato lei, ovviamente ridendo.

Quando successivamente, al ritorno, all’aeroporto di Cordoba, mentre loro due ripigliavano l’aereo per l’ Italia, si è accorta che la partenza veniva accompagnata da uno stuolo di parenti ( non solo i genitori, ma gran parte degli zii e dei cugini) tutti rigorosamente in lacrime, con abbracci, soste, sospiri…allora si è resa conto che lui si era allontanato, per discrezione o per non assistere a scene strappalacrime…

Insomma, non sto a descrivere l’alito caldo della terra che ci ha investiti, non appena usciti dall’aeroporto!
Ovviamente tempo splendido, ovviamente caldo quasi estivo, ovviamente gente ovunque in costume da bagno a farsi vacanze estive.
Quasi a fine ottobre.
E noi, a casa, col riscaldamento già acceso da una settimana.

Il Residence aveva i controfiocchi, soprattutto come posizione. Oddio, devo dire che, per sceglierlo su Google Map, avevo usato anche l’omino giallo della Street View, che di solito io piazzo in un posto e poi si rivela rivoltato rigorosamente verso il senso contrario e faccio una gran fatica a “domarlo”…>:-(
Ma mi era servito per capire che tra l’Hotel e il mare non esistevano strade, ma solo un Passeig pedonale!
Anche la solfa della vista-mare è stata risolta felicemente, perché la tipa della reception ( non molto socievole, peraltro) si è premurata di dirci che ci era stata assegnata la camera “frontale” per una gentilezza dell’hotel e non perché ne avessimo diritto!

In effetti era spettacolare! Credo di aver fotografato anche l’aria che respiravo, da quel balcone…Alba, sole che sorge, sole che tramonta, sera, luci del faro, nave all’orizzonte, gruppo di vecchi e corpulenti bagnanti che alle 7.20 del mattino erano già in acqua…Insomma, uno spettacolo!

[sorgere del sole dal balcone ]
I “ragazzi” si erano fatti prestare la macchina dalla mamma di lui e avevano organizzato delle puntate per l’isola, giusto per far vedere anche al marito alcune punte di diamante.

Una per tutte l’Isola misteriosa di Es Vedrà che suscita sempre delle emozioni particolari.

I locali erano in gran parte chiusi, ma i bar del barrio marino o della piazzetta del Parque avevano sempre il loro crocchio di gente in pista con l’aperitivo o le tapas. Insomma, qualcuno ancora circolava nell’isola.

Il residence, ad esempio, era abbastanza pieno: al mattino vedevo moltissimi terrazzi “abitati”. Sempre quasi a fine ottobre…

Figlia e moroso sono comunque in fase di “attesa”, perché a fine mese, cioè domani, ri-traslocano nell’ appartamento di lui, così lei potrà ricominciare a organizzarsi le sue attività e a cercare con più calma qualche lavoro magari part-time.

La vedo grigia.

Secondo me, in un posto così, probabilmente ti si apre qualcosa da aprile in avanti.

Nel frattempo l’amico/inquilino, che ha abitato l’appartamento fino ad adesso, è stato convinto a traslocare al piano superiore e non so loro che intenzioni avranno. Probabilmente cercheranno di affittare una camera a qualcun altro, ad un prezzo meno di favore…
Lui, nel frattempo, è tornato nell’Ufficio dello zio avvocato, col quale sta ingaggiando una specie di “lotta psicologica” ( così dice la figlia).

Cioè. Lui è avvocato e lo zio, che non è sposato e non ha figli, ha sempre pensato di farlo lavorare con lui nel suo studio. Ma, dopo alcuni mesi di prova, il chico si è accorto che, pur amando molto il Diritto, vorrebbe applicarlo ad altri campi, che non separazioni, divorzi con annessi problemi di piazzamento figli ecc ecc, tutte situazioni in cui lui si muove a disagio. Preferirebbe un campo meno coinvolgente, tipo l’Immobiliare che, peraltro, sull’Isola è uno dei settori ovviamente più diffusi.

Basti pensare al devasto urbanistico che negli anni ’70 hanno compiuto in tutta la parte ovest della città, pullulante di casermoni e residence che nemmeno il quartiere Comasina!! >:-( E per fortuna si sono salvati  Dalt Vila ( la città vecchia) e il barrio della Marina!
Ma lo zio non ci sente, per cui vedremo alla fine chi la spunterà!

E quindi, tra un “vedremo” che cosa combinerà Micol e un “vedremo” come finirà il braccio di ferro con lo zio, siamo tornati all’ Aeropuerto de Ibiza, San José o meglio, in catalan Aeroport de Evissa San Josep e, con un abbraccio e una bella risata ci siamo salutati!

Tanto, non credere, fra non molto torniamo…!!!” è stata la frase che credo di aver pronunciato più spesso: lo so, aveva forse un vago sentore di minaccia…? 😉
In realtà, nonostante le moderne e insostituibili tecnologie, nonostante il vedersi su skype…insomma, un contatto fisico ogni tot ci vuole e una risata de visu con la figlia è tutta un’altra cosa, ecchediamine!!? 😉

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