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Lunedì scorso, a Como, io e il marito abbiamo iniziato le prove del…Coro e stasera c’è la seconda serata.
Sì, ho detto Coro.
Andiamo con ordine. Ho  sempre  nutrito il desiderio di cantare in un coro. (Lui no!)
Probabilmente tutto risale a quando, all’incirca in seconda media, a Lecco, dove abitavo allora, partecipai con le compagne ad un Coro scolastico e ci esibimmo con alcuni brani all’epoca doc, tipo “La leggenda del Piave” e il coro del “Nabucco”.
Ricordo ancora con orgoglio l’Arpa d’or a pieni polmoni, cantata in seconda voce….;)
Poi, sui quindici anni, sempre a Lecco, feci un tentativo di entrare nel Coro della Chiesa Grande ( San Nicolò) , che si trovava a metà del Lungolago, circa a 10′ a piedi-passo-svelto da casa mia.
Venni ingaggiata subito, ma il pater familias tarpò l’esperimento, dato che le prove si facevano verso sera e lui non gradiva questo ritorno notturno “da sola” della figlia.
Per decenni il coro rimase uno dei sogni interrotti…
A dire il vero, una volta trasferitami nella “bigotta” Brianza, di occasioni ce ne sarebbero anche state diverse, ma scartato il coro in chiesa, che, sinceramente, non mi attraeva più di tanto ( avrei preferito un bel coro di canti di montagna o folk ), alla fine mi accontentai di cantare in macchina con gli amici di Università o all’Aprica, a casa della mia amica, dove andavamo a passare il Capodanno con i compagni di Milano.
E lì andavano per la maggiore Contessa, La locomotiva o Rimmel ecc ecc, inframmezzate, talvolta ( a seconda del vin brulé ingollato) da qualche Ponte di Perati o  Donna Lombarda.
Ma niente di serio.
Bene. Lo scorso giugno vengo invitata, come sempre, dagli ex-colleghi per il pranzo di fine anno. Vengo a scoprire che tre di loro hanno partecipato a delle audizioni che il Teatro Sociale di Como ha organizzato per costituire un Coro cittadino che si esibisca nei Carmina Burana, in occasione del Bicentenario del Teatro stesso.
Oh, rabbia, averlo saputo…!!
Magari, però, a ottobre avrebbero potuto riaprire le audizioni.

Arriva Ottobre e figuriamoci se io mi ricordo, tutta intenta a organizzare il mio viaggio dalla figlia ! “People from Ibiza, people from Ibiza...”.
E le audizioni vengono fatte e io non ne so nulla!!! >:-(

Al ritorno una compagna di acqua gym ( che sa che, insieme al marito e a  mia cognata, andiamo da anni a cantare nelle Case di riposo della zona, ma non divago…), mi avvisa che lei ha fatto le audizioni ed è stata presa per Cavalleria Rusticana!
No! Qui bisogna agire e sfoderare l’artiglieria pesante.
Mi rivolgo al consorte che, in questi casi, diventa un panzer da combattimento.
Ci intrufoliamo nella serata di presentazione del progetto, lui si attarda con la Maestra del Coro e chiede se  sia possibile rifare le audizioni.
Lei vede un Uomo e subito si ringalluzzisce ( pare che gli uomini scarseggino nel Coro, mentre le donne sovrabbondino..).
Insomma, scopriamo comunque che sono fioccate decine di altre richieste e che il lunedì successivo si terranno nuove audizioni.
Veniamo iscritti e, a questo punto, mi viene il panico di non essere presa…

Non ti preoccupare” mi dice la collega della piscina, tra una sciacquata e l’altra..”l’audizione è una cavolata…Ti batte una nota sul pianoforte e tu devi riprodurla..Se uno è intonato, non c’è alcun problema!
Ci presentiamo, ovviamente, con un’ora di anticipo…e, per fortuna, siamo i primi e da soli nella sala!
Il Maestro non è quello che batte con un dito la nota, bensì un simpaticissimo tipetto, tutto nervoso che si mette al piano e, ovviamente, con dieci dita (…e  se le avesse avute, ne avrebbe usate quindici!) fa partire una serie di armonie in crescendo, dicendomi gentilmente di riprodurle…
Ci provo!
Il crescendo è micidiale, lui se ne va anche sui diesis, tanto che la maestra presente gli sussurra sorridendo “Stasera lei è un po’ cattivello...”. Io tento alla meno peggio di riprodurre il tutto, con una voce che prima è normale, poi diventa sempre più fessa e alla fine conclude in uno strozzo osceno.
Se fosse stato presente qualcun altro, sarei morta!
Lui toglie le mani dalla tastiera e sentenzia.
Bene, un contralto perfetto! ”
Stessa scena col marito che viene bollato come Tenore.
E si inizia con le prove.
Nel frattempo si scopre che le prove per Cavalleria rusticana inizieranno a GENNAIO e che al momento si prova il Concerto di Natale..
Che detto così non dice nulla.
Il Libretto che ci vien dato, praticamente una serie di spartiti musicali in piena regola ( alias arabo per chi, come noi, non conosce le note), contiene Canti della serie Canon del Libro de Vermel de Montserrat, con rincorse successive ( presente Fra Martino Campanaro, per intenderci….;-) ) solo che qui il testo è in latino e, via via, pezzi di difficoltà crescente.
Il Maestro fila alla velocità della luce 1) perché il tempo è oggettivamente poco 2) perché ho scoperto che gran parte del Coro è formato da gente preparata che legge la musica  e conosce già i pezzi…
Bene.
Io li ho trovati ( fortunatamente) su youtube  e spero, in prova, di non farmi atterrare dalla voce dei Soprani che hanno una melodia differente e impazzano acutissimi !!
I Bassi e i Tenori seguono anch’essi una linea melodica differente ( altrimenti dove sarebbe la polifonia??) ma sono più distanti.
Da una settimana in casa nostra si sibila, si canticchia e si tuona. Col marito si cerca di non finire l’una nella melodia dell’altro, ma è tragico…
I vicini di sotto non si sono ancora attivati… ;).
Stasera c’è la prova col “Ré-so- nét in làu-di-bù-u-us“……
Ovviamente piove. Che non c’entra nulla, ma serve a creare un’atmosfera.

Il marito sta già snicchiando , ma che non si azzardi a sganciarsi!!! >:-(

 

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