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Arrieccolo! Puntuale come il bitto sui pizzoccheri anche quest’anno è arrivato l’invito per andare a fare lo spettacolo alla Casa di riposo di Como...
Oggi pomeriggio ci tocca! 😉
Tutto come da copione.
Ovviamente si cambia repertorio, che uno crede che per i vecchietti tutto faccia brodo, invece non è affatto così! Ce ne siamo resi conto in questi anni e, dato che ormai la nostra fama ci precede ( ahahaha), siamo stati invitati anche in altre Case e così quest’anno siamo andati due volte a Canzo ( in una bella struttura che un tempo era un Grand’Hotel per milanesi facoltosi che volevano andare a mezza montagna. (Canzo, infatti,  è molto comodo, perché da Milano hai una treno diretto che in un’ora e mezzo ti porta là, a circa 500 m di altitudine, ma in un paesino circondato dalle Prealpi lombarde, tanto che ti sembra di essere già in montagna!)
Poi siamo andati verso Milano, zona Affori, anche lì in una struttura modernissima, con un grande salone con tetto rotondeggiante a vetrata, una roba da Calatrava e infine, sempre in zona Milano, verso la Tangenziale Est…
Cambiando struttura, cambiano anche gli “stili di vita” dei vecchietti e ti rendi conto di quanto l’animazione possa essere importante per rendere un po’ più viva la loro giornata.

Ormai ci siamo fatti un po’ di esperienza e possediamo un repertorio nutrito …Oddio, come dicevo in altri post analoghi, occorre adeguarsi ai loro gusti, per cui è necessario attingere agli anni 60/70.
Già, perché l’età media si alza sempre di più, perciò, quando hai un “pubblico” tra gli 80/90 e anche 100 anni, devi pescare nel pozzo di 50 anni fa…Oppure scegliere pezzi anche più moderni, ma soprattutto allegri!
Questa volta  evito l’ennesimo Cielo d’Irlanda  e recupero “Les enfants du Pirée” che è sì in francese, però è molto allegra e poi mi piaceva da ragazzina e piaceva anche a mia mamma! Ho recuperato anche Lili Marlene e Quizas quizas quizas.
Poi, insieme a mia cognata canteremo “E qui comando io!” e “Come porti i capelli bella bionda” che qui non le abbiamo mai cantate, ma abbiamo visto che da altre parti sono state apprezzate.
Te ne accorgi, quando vedi che i vecchietti iniziano a cantare: i più spavaldi a gran voce, altri si alzano addirittura a ballare e quelli più impediti in carrozzella, che devo essere sincera, sono sempre più numerosi… battono però il tempo con le dita sui braccioli e accennano movimenti con le labbra ! 😉
Mia cognata è bravissima ( oltre che a cantare) anche nell’organizzare questi eventi.
In genere prepara la scaletta, presenta ecc ecc ma ha la “fissa” dei brani di chiusura! 😉
Ovvero vuole che lo spettacolo si concluda sempre con due o tre canzoni cantate insieme da tutti noi!
Mio marito ( che sarebbe poi suo fratello) non ama molto i Cori…e odia  questo finalino e cerca sempre di defilarsi 😉 …Anche perché, ormai è assodato, se una canzone viene impostata su una tonalità “femminile” l’uomo si strozza e se si fa l’inverso, le voci femminili vanno in cantina.
Ma gh’è nient de fà il finale ci vuole! Dopo anni di “Azzurro” coi preti all’oratorio e de “L’ Italiano”, col canarino nella mano destra e un partigiano come presidente, quest’anno si canterà la “Società dei magnaccioni” che, ve la raccomando, lunghissima e tutta in dialetto romanesco, sarà una bagarre…;-). Poi, per par candicio ( che la cognata, su questo, è molto precisa..) si finirà con l’Uva fogarina, ovviamente in lombardo…
E che dio ce la mandi buona, perché con questa solfa dei dialetti spesso ci cacciamo in un mare di guai!
( L’Italia resta quella dei campanili anche nelle Case di riposo!!! E’ incredibile…) 😉
Ma poi si commettono errori di valutazione: ad esempio i primi anni la cognata ( che è molto brava) cantava delle bellissime canzoni napoletane. La reazione talvolta “seccata” di alcuni vecchietti, che dopo le prime, ben accette, iniziavano a manifestare insofferenza, gliele ha fatte ridurre…
Oppure, andiamo, a settembre,  in quel di Milano e ci prepariamo con un repertorio meneghino…salvo scoprire che la maggior parte degli anziani era di origine meridionale! ( Cosa che qui a Como non ci era mai capitata…) 😉
Vabbé, anche questi intoppi fanno parte del gioco.
Dimenticavo, a proposito di “intoppi“: a luglio, su a Canzo, abbiamo fatto lo spettacolo all’aperto, dato che era una bella giornata di sole. Bene, il monitor del karaoke faceva un riflesso terrificante, per cui non si leggeva quasi nulla.
Passato il primo momento di puro panico, dato che io stavo berciando Guantanamera, mi sono inventata le parole in spagnolo, che tanto i vecchietti non se ne sarebbero accorti…E così è stato. Ok, c’erano le assistenti messicane o peruviane, ma hanno fatto finta di niente e battevano le mani !;-)
Oppure, nella struttura ipermoderna di Affori la grande volta vetrata alla Calatrava creava una dissipazione del suono incredibile, per cui non si sentivano le basi…e non potevi alzare le casse più di tanto, per non assordare i poveretti..
Anche lì, non dico che sudate, mentre si tentava di seguire dei suoni ovattatissimi e dispersi nell’aria. 😉
Insomma, uno crede che cantare nelle Case di riposo sia un’attività sì benefica, ma un po’ tristanzuola e noiosetta.
Ma quando mai, diciamo che è un vero thriller!!!!! 😉

Sorvolo che, mentre sto esercitandomi con Lili Marlene, mi dimentico di preparare l’Adeste Fideles per il Coro Serio di lunedì sera!!! 😉
Q

Lo scorso anno: ecco qua la figlia che canta Nora Jones …/E qui io sto imperversando…;)

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