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Dopo una settimana di ripassi intensivi, con simulazioni al computer che probabilmente hanno bombardato non solo il marito, ma anche i vicini, che per ore avranno sentito musichette orientali introducenti strani suoni, intervallati da altre musichette, tanto inutili quanto noiose, è arrivato il giorno dell’esame.
Eravamo in tre a sostenerlo nella mia gloriosa Università Cattolica di Milano, perché altri tre avevano scelto la Statale, che aveva come sede, però, Sesto San Giovanni.

A me tornava più comodo filare in Cattolica. La sede dell’Istituto Confucio era dislocata in via Carducci a quattro passi dalla Stazione Nord, per cui una pacchia.…anche logisticamente parlando. Erano davvero decenni che non transitavo per quelle zone e devo dire che, arrivata a metà via, mi sono imbattuta in una galleria che da lì porta direttamente in piazza Gemelli, sede dell’Università.

Ho percorso quella galleria, che adesso ospita bar e negozi una sola volta nella mia vita e mi è balzata nella mente come se fosse ieri…Era il 1968, anno della prima occupazione.
Il 25 marzo era stato organizzato un sit-in di tutte e quattro le Università milanesi in Largo Gemelli, di fronte alla Cattolica…. Io ovviamente vi partecipavo, tenendomi un po’ ai lati, verso le fontane. Ad un certo punto, non so nemmeno il come e nemmeno il perché le voci al megafono diventarono più concitate, si vide un’onda di studenti iniziare a muoversi e, all’improvviso si udirono squilli di tromba e dei carabinieri a cavallo fecero irruzione nella piazza. Una carica, mi fu spiegato successivamente. La massa dei ragazzi iniziò un fuggi fuggi improvviso e io mi ritrovai a correre come una pazza imboccando appunto la galleria che sfociava in via Carducci.

Di quel giorno ricordo solo il gran cuore in gola, la paura e poi le foto dove si vedevano studenti e polizia menarsele di santa ragione. Ci furono una sessantina di fermati e schedati. Fu l’unica manifestazione diciamo “violenta” nella quale venni coinvolta. Avevo 20 anni esatti e il solo pensiero della faccia di mio padre, se fossi rimasta coinvolta in qualche cosa, mi fece agire sempre con molta più prudenza! 😉
Insomma, questa scena mi è rimbalzata prepotentemente mentre, ormai arzilla sessantaseienne, mi dirigevo al mio esame HSK 1!

Nei giorni precedenti avevo cercato di “seminare” il mio quasi coetaneo, il Sciur R. che è un gran signore, molto gentile, ma ha un difetto di fondo: è iperansioso. Guai averlo di fianco; mi basto e avanzo da sola, in tema di ansia!! 😉
Durante l’anno lo evito perché, non appena arrivi in classe e mediti di berti qualcosa alla macchinetta, già lui ti assilla sull’esercizio tale e sul talaltro; mentre il prof chiama per correggere le frasi, lui non bada alla correzione, ma memorizza più o meno quando toccherà a lui e ti sfianca chiedendoti info sulla frase successiva e ti fa perder la correzione…Insomma, peggio dei bambini delle Medie 😉 ;-). Spesso, poi, il lao-shì ( prof), mangiata la foglia, “salta” ( come facevo io) e quindi resta fregato!!

I cinesi sono molto organizzati e nell’aula esistevano già i posti prestabiliti, segnalati da un cartellino. Ovvio che io mi sono ritrovata esattamente di fianco al sciur R. in questione. Devo ammettere, però, che è stato ineccepibile, anche perché, siccome eravamo piazzati al primo banco ( !!??), avevamo una specie di guardiano esattamente sopra di noi, che ci fissava con quello sguardo impenetrabile che solo gli orientali riescono a sfoderare.
Ho notato con piacere che non ero la “nonna d’Italia” e che, a parte una maggioranza di studenti universitari, c’erano anche dei 40/ 50/ 60enni..Evidentemente a Milano i pensionati si dedicano anche al Cinese! 😉

Insomma, diciamocela, un po’ di tensione l’ho davvero provata, soprattutto nella prova di ascolto. Mi sono data una spiegazione, per il primo banco: avranno guardato la data di nascita e avranno detto “Questi due mettiamoli davanti, che magari non ci sentono bene!” Ahahahah!
Dopo un mese, comunque, è arrivato il diploma, direttamente da Pechino! Anzi.. 北京!!

Punteggio: 176/200. Direi dignitoso, visto che la sufficienza era 120. Soprattutto realizzando che a casa io studio molto poco… Bene, non mi serve a nulla, però è una bella soddisfazione!! 😉

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