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Dunque, sollecitata da spin, aggiorno velocemente sull’alimentazione in quel di Ibiza…!

Iniziata la gravidanza, la figlia ha preso subito appuntamento con una dietologa, per avere lumi sul veganesimo in gravidanza. Premetto che lei non è mai stata “talebana” in questo tipo di alimentazione e che già da una paio di mesi lei e il novio avevano reintrodotto le uova….
Evidentemente il mio discorso sulle uova felici da galline felici aveva fatto un minimo di breccia. Così, cercando rigorosamente uova bio, si erano riconvertiti…

Non ho potuto non pensare a quei carciofini fritti anemici del Pranzo di Pasqua vegano e a quella “Torta franata senza uova ” del compleanno di Alice….! Vabbé… 😉

La dietologa convenzionata con l’assicurazione privata ( che in Spagna pare sia un must), che arrivava da Madrid una volta al mese, aveva un provvidenziale buco libero, per cui la visita è stata immediata.

Sunto: non ci sarebbero controindicazioni reali a seguire una dieta vegana in gravidanza, se uno poi si attrezza di integratori ad hoc che sostituiscano la benedetta vitamina B12 e altre carenze.
Data questa premessa, la dottoressa ha però fatto rilevare che studi attuali ecc ecc avrebbero messo in relazione la carenza di alcuni amminoacidi che si trovano solo nelle carni, con un leggero ritardo nello sviluppo che si viene a creare dopo alcune generazioni. In questi studi viene riportato come alcune  popolazioni che attualmente sono meno civilizzate, siano prevalentemente vegetariane da millenni…( vedi alcune amazzoniche o della Nuova Zelanda).

Sto semplificando e minimizzando ma il succo era questo.

Senza demonizzare nulla, anzi, con molta serenità, lei ha consigliato di introdurre almeno due o tre volte alla settimana carne bianca (se proprio non si riesce a mangiare la “rossa”) e pesce.
La figlia non ha avuto dubbi e il giorno successivo io ero al mercato coperto a imbarcare orate. Abbiamo cominciato da lì,  poi è seguito, in successione il pesce spada grigliato e il tortino di patate, pomodori e alici!! 😉

Al momento era rimasto in sospeso il pollo, sebbene facesse in bella mostra, in un banchetto un pollo PAYESO ( paesano)  che io chiamavo payaso, garantito ruspante e felice! Cioè sgambettante sotto i mandorli e i fichi isolani, con le zampe a raspare la terra rossa…!

Nel frattempo il novio proseguiva imperterrito con lenticchie, azuchi, lupini e affini…
poiché il suo lavoro alla reception notturna gli impediva di prendere il sole, era anche un po’ “ingiallito”……
Aggiungi il fatto che, con gli strani orari che faceva, aveva anche perso un po’ la misura di quello che mangiava. Secondo me gli mancavano fortemente le proteine e ingeriva troppi carboidrati ( spesso si accontentava della pasta, condita con qualche intruglio di soja o col pesto….!).
E poi, nonostante i carboidrati, era troppo magro!
Insomma, io a lui non dicevo nulla, ma con mia figlia convenivo che si stava alimentando in modo del tutto squilibrato!
Devono averne parlato e alla fine, una sera, lui mi ha fatto un discorso.

E’ partito dal presupposto che, al termine della stagione lavorativa, era stato organizzata una cena in un ristorantino sul mare per tutto il personale. Piatto unico: pesce!
In particolare il pezzo forte era il famoso bouilli , un mix di San Pietro, scorfano, pesci isolani di roccia ecc ecc bolliti, con in accompagnamento un riso cucinato col brodetto dei suddetti…
Io l’avevo provato a Pasqua, a Cala San Vicente ed era davvero speciale!
Nessuna possibilità di avere altri tipi di piatti.
Il novio si è interrogato sull’argomento e con la figlia hanno deciso di dare uno stop al veganesimo.
Diciamo che al momento la sospensione  è stata determinata da due motivi: sicuramente la gravidanza in primis, ma anche una certa consapevolezza che in Spagna e in Ibiza ancor di più, questa scelta ti impone delle restrizioni piuttosto faticose nella vita sociale…

Non voglio farla lunga, ma mi spiego meglio. Quando i due erano a Berlino, sono passati al veganesimo con una certa facilità: Berlino è molto avanti sull’argomento e ti agevola in tutti i sensi, a partire ovviamente anche dal discorso economico.
Trovi supermercati bio ad ogni angolo di strada, con prezzi naturalmente molto convenienti, data la concorrenza…
Il bio non è di nicchia come qui da noi ( e anche in Spagna!!) che entri nel negozio ed è come se fossi in gioielleria…..Pacchetto di biscotti a 6 euro ecc ecc

Ritornati in Ibiza, perciò, hanno dovuto fare i conti con due aspetti: quello economico e quello sociale.
Ad ogni pié sospinto si sono sentiti in dovere di portare giustificazioni con chichessia per la loro scelta; nelle varie pizzerie o trattorie non “mirate” ( soprattutto nelle più economiche) spesso non hanno trovato alimenti adatti e si sono ritrovati a mangiare focacce o piatti di verdure, mentre gli altri trovavano ogni tipo di scelta.
La goccia è stato un matrimonio di un cugino cui hanno partecipato a settembre.

Avendo avvisato mesi fa che loro avrebbero mangiato “vegano”, si sono ritrovati un menu ad hoc. E fin qui nulla di particolare, visto che il Ristorante, di ottima qualità, aveva preparato una serie variegata di piatti gustosi.

Al tavolo con alcune coppie di amici dello sposo, però, la conversazione si era fatta monotematica.
Ma perché non mangiate carne? Ma che cosa vi ha fatto fare questa scelta?Pero porqué, pero por quien  …??”
Ma possibile che al tavolo con persone più o meno sconosciute, non si possa intavolare un argomento di conversazione che esuli dal fatto che tu hai nel piatto delle polpettine di ceci e non una salsiccia????????” mi aveva relazionato Micol, fortemente infastidita! “Siamo adulti, di buona cultura, io vengo dall’Italia, abbiamo vissuto all’estero, Edimburgo, Berlino….possibile che tu non abbia nessun tipo di curiosità su di me, se non quella di interrogarmi sui miei ceci nel piatto????

Conclusione: al momento hanno deciso di continuare, in linea di massima, con una alimentazione prevalentemente vegetariana, con introduzione di pesce a casa e di concedersi pure piatti extra quando sono in situazioni sociali!

Inutile aggiungere che dopo due giorni eravamo alla “Gallega” a mangiarci il pulpo affogato e altre delizie!! 😉

 

Ah, Micol si è inoltre immediatamente riconvertita al parmigiano abbondante sul riso… abbandonando quella specie di sciaperia slavata con cui si era nutrita in luglio, quando non riusciva a cucinare…
Al momento il novio evita…
Ah beh, lui non è italiano e quindi l’abbondante grattugiata di grana, probabilmente non gli ricorda la cucina di casa sua!!!! 😉

 

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