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Nel senso che, alla fine, ci siamo decisi a sfidare la cabala e le leggi della Natura e abbiamo comunque prenotato un aereo per l’Isla.
Anzi due, visto che in inverno, fino alla fine di aprile circa, i voli diretti sono fulminati.
Ovvio, se uno vuole fare turismo invernale su un’isola, non sceglierà sicuramente il Mediterraneo, ma provvederà, almeno, ad allungarsi alle Canarie, dove troverà, comunque, 10 gradi in più…..!

E così, doppia tratta: Milano – Barcellona e, a seguire, Barcellona – Ibiza.
Gli orari coincidono, pur partendo a metà pomeriggio…
Ovviamente l’ansiosa che è in me aveva anche meditato di partire col volo del mattino, ma, sinceramente, svegliarsi nel cuore della notte, per poi rimanere 10 ore nell’aeroporto catalano e arrivare di notte mi sembrava eccessivo…

Ovvio che così saremo un po’ tirati, anche perché avremo sicuramente un trolley da stiva ( siamo in due ed è inverno….) e dovremo fare la fila al banco, ma confido nel fatto che tutta questa ressa ad accalcarsi per andare alle Baleari a fine febbraio, non dovrebbe esserci!!!
Se non hai una figlia che deve partorire, che ci vai a fare? 😉

A vedere le stradine della Marina  deserte coi negozietti chiusi, ma che tristezza!!
Sarà chiusa anche La Gallega, quindi neanche le tapas superdivine!

Certo, una cosa molto interessante c’è in febbraio, adesso che ci penso e spero di poterla vedere.
La fioritura dei mandorli, che trasformano l’interno in modo fiabesco ( così assicura il novio ), anche per il contrasto con la terra argillosa, estremamente rossa dei campi.


http://www.ibiza-spotlight.es/image/winter/almonds05.jpg

Scegliere una data è stato abbastanza complicato, ma, alla fine, ci siamo orientati sul 24 di febbraio. Il termine è fissato per il 5 di marzo, per cui godiamo di una settimana di anticipo…
Se poi il nascituro deciderà di uscire anzitempo, beh, dovremo rifare il tutto…Proprio per quello ho approfittato dei prezzi ancora bassi.

Il nome ha dato qualche problemino, perché la scelta “celtica” si è rivelata irta di difficoltà. Innanzitutto per quanto riguarda il suono: nomi duri, zeppi di “K” “H” “Y” e, cosa da non sottovalutare, talvolta con significati bizzarri.

Per fare un esempio “Accalon”, oltre ad essere orribile, significa anche “amante di Morgan Le Fay“. Ma da morire! 😉

“Amhuinn”, oltre a sembrare un termine napoletano….vuol dire “Vite del fiume Ontano” !

Insomma, di delirio in delirio sono approdati ad Aidan, che, oltre che avere un suono piacevole, significa Fuoco, fiamma, dio del fuoco.
Un piccolo piromane, insomma.
Oppure un caratterino focoso….Staremo a vedere ;-).
Ovviamente mi devo abituare a pronunciarlo.

Ah, chapeau alla Spin  che, in prima battuta, nei commento al post precedente, l’ha azzeccato al volo…..!!! 😉
Pensavo di fare la misteriosa fino all’ultimo, ma così mi ha spiazzata…

Ora non resta che attendere. Intanto speriamo che il freddo, che ha colpito anche l’isola, vada attenuandosi perché, ovviamente, la casa non  ha il riscaldamento, come tutti i palazzi degli anni ’70!
Si viaggia con stufette e so già che il secondo giorno, passata la prima notte, il marito sarà  in missione in qualche negozio di elettrodomestici.
Lui è notoriamente un freddoloso e dubito che la stufetta possa compensare…

Dal punto di vista organizzativo qualche problema lo incontrerà la sorella, visto che febbraio a Milano è denso di appuntamenti, Milano moda ecc ecc e non so quanto tempo prima potrà chiedere dei giorni.
E prenotare all’ultimo significa spendere un patrimonio, con questi 4 aerei ( due all’andata e due al ritorno!!)
Del resto lei frigge e giustamente vuole essere presente! 😉
Insomma, la distanza inizia a sentirsi.

Io, notoriamente quella del bicchiere mezzo pieno, mi consolo pensando che, se la maggiore non avesse interrotto anni fa la sua relazione col chico argentino, per veder l’eventuale nipote avremmo dovuto attraversare l’Atlantico !!! :-0
E che sarà mai arrivare alle Pitiuse?
Praticamente il giro dell’orto, avrebbe detto mia mamma !! 😉

 

 

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