Io e l'altra figlia, la TIA, mentre li aspettiamo....

Io e l’altra figlia, la TIA, mentre li aspettiamo….

Odio la macchina...Che oggetto strano!

Odio la macchina…Che oggetto strano!

 

E così sono arrivati, figlia, novio e bimbo e, nel giro di dieci giorni, sono ripartiti…

 Incredibilmente sono riusciti a fare tutto quello che avevano programmato e il tempo è stato decisamente clemente: bellissime giornate, tutto sommato nemmeno tanto fredde!
Il bimbo, manco a dirlo, è uno spettacolo! Ovviamente è nella fase in cui sta seduto ben piantato sul sedere e gattona ovunque, riuscendo a scovare, con occhio di falco, anche quei dettagli che, in una preventiva spazzolata di tutti gli eventuali “pericoli”, potevano essere sfuggiti agli occhi di noi “umani”.

A Como

A Como…

A Como

A Como

Premetto: prima del loro arrivo avevamo coperto tutte le prese ecc ecc, tolto velocemente piante grasse, vasi pencolanti, qualsiasi orpello, insomma, che fosse piazzato a livello-neonato.
Ovviamente la prima sera, come un razzo, fila dalla sala verso la cucina e solo con un balzo felino  riesco a bloccarlo mentre, con la mano, sta agguantando una bottiglia di vodka antidiluviana che sporgeva da un portabottiglie che non avevamo nemmeno preso in considerazione…Alla salute!! Cominciamo bene… 😉

Chiaramente è nella fase in cui VUOLE mettersi in piedi e così ogni sgabello, divano, mobile che sia alla sua portata viene arpionato, nel tentativo di alzarsi. In genere gli riesce ma, dopo pochi secondi in cui svetta vittorioso, basta un nonnulla per farlo tracollare. Ovviamente, cadendo, la testa è la prima che rischia, per cui bisogna stargli dietro come un’ombra…!
Prenderlo in braccio si è rivelata un’impresa biblica, perché sfiora i 12 kili e pesa come un piombo!! 😛
La facilità con cui Micol, che è sempre più magra, riesce a tenerlo nel marsupio per ore, secondo me, sfida le leggi della fisica…

Non sto a descrivere l’emozione che mi dava, al mattino, vederlo arrivare in sala gonfio di sonno…;-). Diciamo “al mattino”, anche se, in realtà, prima delle 11/ 11.30 la figlia non compariva, per cui tutto veniva spostato “in avanti” e, come al solito, si andava a mangiare alle 3,  con i soliti incredibili orari spagnoli!!

Mia cognata mi aveva passato, per l’occasione, una serie di “giochi” delle sue nipotine, tipo palestrina di colori e rumori, che sprigionavano sonorità elettroniche da discoteca sfegatata.
Un’altra ha regalato una chitarrina della Ch*cco, anch’essa fonte di sonorità allucinanti, compreso un distorsore di suoni…Chiaramente il bimbo non era in grado di suonarle, ma non mancava qualche adulto che si lanciasse: sua madre, per esempio!!! 😉

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Probabilmente è ancora troppo piccolo, ma penso si sia fatto l’idea che i nonni italiani siano due pazzi furiosi, che vivono in una specie di Luna Park molto divertente e, soprattutto RUMOROSO !! 😉

Ha imparato a dire una parolina, né mama né papy, bensì DADA’, che, con un’interpretazione azzardata potrebbe voler dire AIDAN, visto che è il nome che sente ripetere più frequentemente.
Ottimo, una bella affermazione di sé non fa mai male, per sviluppare una buona autostima…;-) 😉

Alla partenza mi sono commossa? Beh, sì, perché negarlo…Anzi, a dire il vero, il momento-lacrima è scattato la mattina del giorno precedente, quando MIcol me l’ha mollato in braccio sul divano ed è tornata a dormicchiare un po’…
Ho realizzato che per alcuni mesi non avrei più potuto vederlo così, col suo pigiamino bianco e mi è venuto un magone tremendo. Ero da sola, ma l’ho subito ricacciato da dove era venuto!!
Odio i magoni…..sic !

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Ovviamente il giorno successivo, a Bergamo, me li son visti scivolare al Gate, ma son riuscita a salutarli velocemente, apparentemente “normale”.
Ma è lo scotto da pagare alla distanza!
Vabbé, godiamoci i momenti piacevoli: a Bergamo Alta, dove siamo andati in mattinata, essendo Halloween, il bimbo sfoggiava pantofoline di lana arancio e cappellino uguale con picciolo verde..Le ha fatte la nonna paterna, bravissima nell’uncinetto, insieme ad una specie di copertina, sempre arancio, che messa sul marsupio e stretta in alto e in basso, creava una specie di rigonfio: una zucca in piena regola! 🙂
Purtroppo non ho foto complete con il panno-zucca perché, per l’occasione a Bergamo ci saranno stati 25° e, anche solo per fare una foto, non era il caso di bollire il neonato!!!

HASTA LUEGO….. 😉

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