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Già, sono qui di nuovo che scrivo dalla Isla Blanca.

Sono arrivata ieri sera alle 10.00, dopo aver passato le solite ore interminabili all’ Aeropuerto El Pratt di Barcellona.
La noia dell’attesa è stata però interrotta da un fottone incredibile. Poiché ero partita da casa con 3 gradi di temperatura ( e, per inciso, a Barcellona ce n’erano 20.7 alle 7 di sera….), ero ovviamente bardata all’inverosimile.

Arrivo al controllo per trasferirmi al volo per Ibiza, riempio due vassoi di plastica con le mie masserizie e in più, logicamente, il trolley e la solita borsa rimpinzata “a scoppio”.

Sono da sola e, per trasbordare dal nastro ad uno dei tavoli, evitando di mollare nel nulla una delle mie appendici (se avisan los seniores pasejeros de non quedàr sus équipajes ecc ecc = passeggeri storditi, se mollate le valigie sono cavoli vostri!!!), per evitare tutto ciò, con la destra branco il trolley, tenendomi stretto il piumino sotto l’ascella e infilandomi l’anello scaldacollo dentro il braccio e con la sinistra metto un vassoio sopra l’altro e li trasporto verso il tavolo, infilzandomeli sul fianco, per non farli cadere.

Mi dilungo su questa descrizione per chiarire com’è che, alla fine della fiera, terminata la rivestizione, io abbia riconsegnato le due scodelle blu, rigorosamente una sopra l’altra…..dimenticandomi di svuotare quella sottostante, che conteneva l’inutile sacchetto con quattro liquidi e IL MIO IPAD !!!
Intendo dire questo, su cui sto scrivendo, INCINTO di una quantità di foto di Aidan non ancora scaricate perché, guarda caso, quel tontolo del Mac, da quando è stato resettato, ultimamente mi riconosce il cell Android in bluetooth e disconosce il tablet Apple, che è figlio suo!!

Me ne sono accorta, per una botta di fortuna, mentre ero al bar, intenta a scofanarmi croissant e cortado.
Decido di scrivere qualcosa e non vedo il tablet.
Era qui, era là, era su, era giù.

Non era da nessuna parte.
Filo come un razzo a ritroso e inizio la pantomima con una delle controllore..
Disculpe, antes hé olvidado mi tablet en ….( come caspita si chiama quel maldido vassoio di plastica blu ?) en la CAJA AZUL“, frenetizzo, indicando la pigna lì accanto.
E aggiungo inutilità a mia discolpa “Sabes, les habìa puestas una debajo de la otra…….“.

Insomma, alla fine, nell’ufficio oggetti smarriti, fra due sciarpe e un braccialetto vedo il mio tablet.
Me lo fanno aprire, mi fanno digitare il codice di accesso e…voilà, incubo finito.

Allora, a dicembre qui ho rischiato di perdere il volo per Ibiza, gingillandomi per ore interminabili in un terminal sbagliato. Stavolta ho dimenticato il tablet…..
Questa doppia tratta mi rincitrullisce oltre misura!!
È chiaro.

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