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Quello che maggiormente sorprende e anche diverte, quando si viaggia, è ascoltare i discorsi degli altri.

In questo viaggio specifico dovrei dire “delle altre”.

Io non so se è il mio modo un po’ particolare di vestirmi o i capelli mechati sul biondo, che spesso mi fa scambiare per una straniera, perché non è la prima volta che la gente mi si rivolge in inglese o mi scambia per una inglese.
Non so se devo compiacermi o preoccuparmi, ma fa istès, la cosa mi diverte.
Partendo per il viaggio, per dirla tutta, avevo calcato in testa un cappellino bordeaux cui avevo aggiunto, sul lato sinistro, una spilla a fiore grigia e nera.
Avevo visto che ci stava benissimo anche una veletta a pois neri, ma ho evitato: non era abbigliamento da viaggio…Nemmeno la REGINA MADRE se lo sarebbe permesso ahahahah.

Dico questo perché i discorsi spiattellati da due ragazze italiane, incuranti del fatto che io fossi seduta di fianco in aereo e origliassi inconsapevolmente, mi ha fatto supporre che mi avessero scambiata per una inglese…;-).
Andavano registrate!
Hanno chiacchierato ininterrottamente per tutto il viaggio MI- BARCELLONA, toccando ogni sfumatura dello scibile umano.
Esordio:
A: “Guarda, io, tempo zero, mi abbiocco e mi risveglio all’arrivo!
B: “Ma dai? Beata te….

Inutile specificare che A ha iniziato a blaterare a raffica e, a dir tanto, FORSE, all’altezza di Marsiglia, si deve essere assopita per sì e no cinque minuti.
Nell’ordine è riuscita a raccontare di un cero tizio, Davide, che non le manda più messaggi da un po’, certo, lei lo ha sfanculato più volte, ma prima lui le scriveva comunque…

B: “Ma….tipo?
A:”Ma niente…caxxate, io ti amo ancora, ti penso….”

Poi ha virato sul famigliare.
A: Mio papà mi fa “Cerca di sfruttare questa vacanza come una conquista personale!” “Papi, sto via due giorni…” “Non è la quantità, ma la qualità….” Hai presente? 😉

Comunque di questo “Papi” parlava in tono molto affettuoso, ma anche della mamma che, da discorsi successivi, sembrava essere vissuta in una famiglia di sei fratelli, che se le cantavano di brutto, si facevano neri a parole, ma, caxxo, parlavano e risolvevano le questioni!!
Non come il marito di sua sorella che, quando qualcosa non gli sta bene, glielo scrive su whattsapp….ma ti rendi conto? Uno arriva a 32 anni e fa così?

E da lì è scaturita un’invettiva sui ragazzi e uomini di oggi che non si sanno più prendere le responsabilità nemmeno di litigare vis-à-vis…

A questo punto il discorso si è fatto personale.
A: Vedi, io un uomo così non potrei mai sopportarlo. Noi siamo ANCHE ragazze che si portano dietro un bagaglio importante (ha detto proprio così ed è stato l’unico discorso accennato e non spaparanzato che ha fatto). Io voglio un uomo cui poter raccontare tutto, con cui poter ridere di tutto, anche della storia del panino nel cesso….Mica puoi farlo con tutti. Non ti capirebbero…”
Inizio a sospettare qualcosa legato all’anoressia.

Dopo altre considerazioni sugli uomini, si va sulla salute- estetica e lì arriva la conferma.
A: Sembro chiara, ma ho dei pelazzi sotto il mento, che la metà bas.tano. Pochi e grossi!! Sai, probabilmente, anche se ho regolarizzato l’alimentazione, qualcosa si è sballato. Poi, uno schifo, ne ho due qui, tra il seno…carenza di estrogeni.

B: io, invece, mi sono portata dietro delle dermatiti allergiche….Quando poi ho fatto la maschera della Botte*a Verde, non ti dico..Inguardabile.
A: anche a me la B.V. dà dei problemi…E dire che, quando mi spalmo la N*vea, che sarà petrolio allo stato puro, non mi succede niente!!!!

Si tocca anche il sociale, parlando di Olga, la badante ucraina del nonno, che arriva alle 8.40 e alle 9.20 fa già la pausa caffé, perché si è svegliata alle 5.30. Che caxxo ti svegli alle 5.30, se hai il pullman alle 7.30 ??? Boh, valle a capire, magari a casa loro usa così.

La costante di tutti i loro molteplici discorsi era, comunque, il “taglio” psico-qualcosa.
Riuscivano a infilare termini come “elaborare” “senso di colpa” “è un atteggiamento volto a..” “Certe paranoie rivelano che…” e sinceramente quelli maggiormente indicativi me li sono dimenticati, in quel vortice di chiacchiere…

Poi, all’Aeroporto di Barcellona, me le sono viste passare di fianco: piccolette, una un po’ tondina, con il loro zainetto in spalla, trotterellavano verso l’uscita. Sorprendentemente
sembravano due ragazzine delle medie…..
Andavano, per due giorni a fare la loro conquista personale…..Mi hanno fatto molta tenerezza!

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