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la foto 4-1

MICOL si sforza di parlare spagnolo, mantenendo il suo accento italiano, così si capisce lontano un kilometro che non è nativa…;-).
I primi tempi il moroso la prendeva in giro, perché lei rispondeva in castellano con discreta velocità, senza problemi, ma inframmezzava i suoi discorsi con “comunque” oppure “insomma“, “vabbè“, cose così…;-)
Adesso, dopo tre anni, non lo fa più, ma, quando parla con noi, ovviamente in italiano, spesso dice “Vale!” e la cosa mi diverte.
Che poi non è proprio Vale, bensì quel Bale, con quel caratteristico mix tra V e B …
Che, alla fin fine, corrisponderebbe al nostro “Ok!” mutuato come tantissime nostre parole dall’Inglese ( americano..).

A questo proposito, bazzicando ormai abitualmente gli spagnoli, ho scoperto che, sulla pronuncia, sono quasi più nazionalisti dei francesi…oddio, forse più non saprei, comunque si avvicinano molto! “Gli spagnoli, spagnoleggiano” ho letto una volta e sono perfettamente d’accordo! 😉

Certo, magari non arrivano  pronunciare “lè Bitòl ” come mi sentii rispondere, nel lontano 1977, durante una vacanza a Montpellier…., da tale Jean Luc che voleva intortarmi, parlandomi dei suoi gruppi inglesi preferiti.
Per poco non mi ribaltai dalla sedia…BITO‘L, non si poteva sentire!!
Ma qui aprirei un capitolo infinito, per concludere, ad esempio, col fatto che la Francia è l’unico Paese che si ostina a chiamare SIDA’ l’Aids.
Ma in Spagna, ad esempio, Harry Potter è proprio ARRI, non con quella a/e che varia a seconda delle zone anglofone.

No, è scritto ARRI e si pronuncia ARRI, sentenzia il Chico, aquì somos en Espana.

Bale, ma non so perché sto rimarcando questa inutile annotazione..;-)
Anzi, a dire il vero intendo sottolineare che il non voler acquisire l’accento, da parte di Micol, non è casuale, bensì voluto.
Mi ha spiegato, infatti, che lei si sforza di diventare sempre più fluida nel parlare, ma che prova una specie di freno ad assumere le tonalità catalane ( o mallorqì) come sarebbe più esatto chiamarle.
Dato che si sente obbligata a  parlare in una lingua che non è la sua, almeno si aggrappa all’accento e questo mi fa tenerezza e la dice lunga sul legame che una persona mantiene con le proprie radici.
Anche se il cambio, in questo caso, relativamente alla location, VALE ( BALE…;-)) sicuramente la candela.
Per inciso, non azzardatevi a dare del “catalano” ad un ibizenco…!!! Potreste inimicarvelo all’istante.
Aquí no estamos en Catalunya, aquí somos Baleares !!

 

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