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La Casa dei Lillà si sta trasformando in un quartier generale della Wehrmacht….!

Prima dell’arrivo del peque ci eravamo illusi, io e il consorte, di averne previste le mosse, facendo piazza pulita di tutti i soprammobili dei piani bassi, mettendo una specie di barriera in polistirolo, allegramente rivestita di carta parati a farfalle, per non dare l’idea di Guantanamo…sia mai che il piccolo, poi, potesse subire dei traumi, spostando dalla cucina ( ambiente ad alto rischio pericolo) tutto ciò che potesse costituire un rischio incolumità…

Il separé che non separa...

Il separé che non separa…

Che dici, mettiamo un cancellato nel varco della cucina?
Ma nooo, basta spostare le robe a tiro!!”

Allora, casa mia, da tempo immemorabile, ha la cucina senza pareti divisorie e solo un muretto la separa dalla sala. La scelta venne fatta negli anni ’80, quando la piccola Alice, la maggiore, avendo iniziato a gattonare come un razzo a sei mesi, usciva dal mio raggio di vista, mentre io ero ai fornelli…
Così, immediatamente, decidemmo di levare il muro, per renderla visibile… bypassando anche alcune perplessità riguardanti la puzza di pesce o broccoli, che avrebbe infestato tutto l’ambiente.
L’incolumità della piccola va ben oltre qualsiasi pestilenza, che può essere neutralizzata dalle portefinestre o dalla cappa di aspirazione!

Ovviamente né le une, né l’altra sono mai riuscite, in tempi brevi, nel loro intento, ma mi consolo perché la mia amica che ha una porta scorrevole in legno massiccio e mattonelle di vetro dipinte, quando frigge o mette in forno elementi ittici, si fa sgamare a distanza…

Cucina con VARCO...

Cucina con VARCO…


Inutile sottolineare come ben presto ci siamo resi conto che le risorse del pargolo sono infinite.
In men che non so dica si è arrampicato sul divano (divano in pelle grigio perla, acquistato in primavera, dopo i soliti 8 mesi canonici di ricerche da parte del marito, che non concepisce acquisti che non si trascinino una serie infinita di “puntate” in tutti i Centri mobili della Brianza…:-) ).

Due giorni prima dell’arrivo il divano è stato insalamato tra teli impermeabili anti-pipì, e teli di cotone fiorati, trattenuti da corde a scomparsa…
Data la struttura un po’ bizzarra dei divani moderni, per giunta angolari, è stato impossibile trovare dei copridivani già confezionati…Una fatica immane che il consorte, molto preciso, si è accollato!!! E’ lui, infatti, il tecnico di casa… ;-).

Divano insalamato...

Divano insalamato…

Tempo zero, comunque, il piccino, facendo campo-base sulla spalliera del divano e tentando di scavalcarlo con una gamba, ha arraffato un vaso e una scatolina che conteneva i miei pochi ori e solo con un balzo felino siamo riusciti a levarglieli dalle dita diventate arpioni!
Il divisorio in polistirolo si è rivelato ridicolo: ha tentato di sbatacchiarlo di qua e di là e, fortunatamente non è riuscito…Poi, senza pensarci due minuti, lo ha spinto lateralmente, creandosi un varco per passare…
NO COMMENT!

In cucina, logicamente, non si è accontentato di entrare e tentare di aprire i cassetti che, per fortuna, sono troppo “duri” per lui, ma si è andato a intrufolare nell’unico angolo, impossessandosi come un ratto, di una bottiglia di vetro dell’aceto e di una di plastica contenente una appiccicosissima crema di balsamico, brandendo la quale è schizzato in sala, verso il divano…e c’è voluto del bello e del buono per riuscire a togliergliela dalle grinfie!!

L'ANTRO delle streghe...

L’ANTRO delle streghe…

Forse un nonnina classica non utilizzerebbe certi termini per parlare delle dita del piccino, ma, GIURO, non mi vengono altre parole….PANT!!! 🙂 🙂 🙂

Il marito è sul piede di guerra e pensa di separare la cucina ( ma non sa bene come..). Occorre però cercare di non urtare la suscettibilità della figlia…Viene da noi una vita all’anno e ci mancherebbe che ripartisse con l’idea che i genitori vogliono traumatizzare il bimbo…:-D
Inoltre vive praticamente scaricandosi certi ebook sulle strategie educative dei pargoli, perciò dobbiamo anche scontrarci con quelle…
Che se penso che mio marito, quando io ero incinta, andava in birreria a Como, nell’ora del pasto, leggendosi il libro “Sarò madre” sotto gli occhi allibiti degli altri commensali…ora mi vien da pensare “Legge del contrappasso!!”

In realtà io ho avuto due bimbe, una dietro l’altra, e, sembra uno stereotipo, ma i maschi, se devo giudicare il mio pequeñito…sono proprio diversi!!! 🙂

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