Perla del Mare scopre… il Braulio!

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E così il plotone franco-cinese è passato e i giorni, tutto sommato, sono volati!

Le mie perplessità sulla lingua si sono dimostrate inesistenti, visto che non sono stata sottoposta a nessun test, anzi, l’anziana cinese Perla del Mare, questa la traduzione del suo nome… ( praticamente una roccia!) si è limitata a sorridere, salvo esplodere in veri urli di gioia, non appena io tentavo di pronunciare mezza frase che, ovviamente, avevo rimuginato nella testa per almeno dieci minuti!

Avrà pensato che l’italiano è un popolo molto meditativo, altroché gli orientali…
Spesso, infatti, io restavo con lo sguardo in fissa sulla tovaglia, mentre intorno cicalavano in francese, e tentavo, facendo mulinare all’impazzata i neuroni nella memoria, di ritrovare qualche termine ad hoc!
Allora lei mi fissava e poi diceva “Ooohhh….!!” e si illuminava! 🙂

Abbigliata con un paio di pantaloni di cotone a pois, quasi da risaia, per intenderci e una camicia molle, sembrava uscita da quei documentari sulla Lunga marcia di Mao Tze Dong.
Mi è spiaciuto, però, non aver potuto conversare con lei, perché , lucida e attenta, penso  avesse molte cose da dire.

Ho appurato che ha avuto una vita abbastanza intensa: nata in zona Pechino, laureatasi in Fisica, Chimica e Scienze naturali, avendo sposato un Geologo, di cognome Bao, si trasferì con lui nella regione dello Xinjiang, pare la regione più arida della Cina, piazzata tra Tibet, Mongolia, Russia e Turkestan, che detiene il primato di avere la località che dista maggiormente dal mare, di tutta la Terra!
Si trova nel deserto Dzoosotoyn Elisen a 2648 km in linea d’aria dalla più vicina costa.
Loro si trasferirono lì, perché il padre era occupato in una azienda non so se petrolifera o addetta all’estrazione del gas . Lei, invece, fece l’insegnante.

Quando il padre andò in pensione, fecero ritorno  a Pechino. Ora che il padre è morto, lei sta un po’ dall’altra figlia, vicino a ShangHai, poi viene in Francia per circa 6 mesi e poi va dal figlio, che abita ancora su, diciamo pure….in cuxo ai lupi ( da come François mi ha descritto la Regione, non trovo altra definizione più calzante!!! 🙂 )
Un po’ ha tentato di parlare con la figlia e di farci tradurre alcune frasi: le è piaciuta molto l’architettura del sud ( suppongo parlasse del Barocco pugliese) ed è rimasta colpita dai paesini abbarbicati sulle montagne come pecorelle.

Ha anche detto che gli italiani sono un popolo molto intelligente e si capisce dallo sguardo, che è brillante ( Jing mi ha tradotto proprio così “brillant”!). 🙂

Ha 78 anni e devo dire che è riuscita a “reggere” tre incursioni terrificanti della figlia nei Centri commerciali, senza batter ciglio.
Io sono stata coinvolta nella prima e mi è bastato e avanzato: ne sono uscita accoppata dopo solo un paio d’ore!
In realtà Jing cercava un paio di scarpe sportive per sé e per la madre, più un altro paio normali e delle VALIGIE!!

Naturalmente, prima di entrare in qualsiasi negozio, mi chiedeva sospettosissima “Queste scarpe non sono cinesi, VERO?” “ Questa valigia non viene dalla Cina, VERO?”
Appurato che erano state fabbricate in Italia, è iniziata la sequela delle “prove”.

Nessuna la soddisfaceva, per cui, mentre io iniziavo a friggere e la madre, serafica, si aggirava tra le corsie, lei impazzava senza concludere nulla.
Alle valigie credevo di morire; alla fine l’ho convinta a rientrare a casa, visto che erano quasi le due e le ho suggerito di tornare nel pomeriggio con anche il marito, così almeno sarebbe stata più sicura sugli acquisti!
Suggerimento del tutto peloso, visto che alla fine lei faceva quello che voleva….ma dettato da un mio istinto di sopravvivenza!!!

Morale: sono usciti tutti e tre alle 15 e sono rientrati alle 21…Il giorno successivo di nuovo in pista!!
Alla fine hanno saccheggiato il negozio della Geox, hanno comperato 3 o 4 valigie Roncato, più un sacco per le scarpe e uno per certi vestiti.
Quando andiamo in Cina sembriamo dei clochards” diceva lei,  per giustificare gli acquisti “sempre con dei sacchetti di plastica attaccati al braccio!

All’andata lui ha rischiato una strage, perché gli è partito improvvisamente il portabagagli rigido che stava sul tetto dell’auto, zeppo all’inverosimile di oggetti di tutti i tipi, comprese piastre elettriche per cucinare, che, se avessero investito una macchina, l’avrebbero sfracellata….

Fortunatamente si trovava su un tratto della Salerno-Reggio Calabria, verso le due del pomeriggio, abbastanza deserto!

Il cassone in questione era vecchio di 30 anni e acquistato già usato e risparmio i commenti di mio marito, che, su queste cose, è di una precisione incredibile e non si è mai messo in viaggio, senza aver appurato che tutto fosse perfettamente a posto, fino allo sfinimento!! 😛

Oltretutto è arrivato con questa specie di coso legato con delle corde e sarebbe tornato in Francia così, se Jing non lo avesse convinto a comperarne uno nuovo qua da noi. E così è stato…

Io ridevo, perché lui aveva deciso di tornare dalla Svizzera e avrei proprio voluto vederlo, con quell’appendice pencolante, superare la dogana!

Una volta noi, con la nostra vecchia Matra Ranch che bruciava un po’ l’olio, abbiamo percorso tutta l’Italia, dalla Puglia a casa, senza che nessuno battesse ciglio.

Due giorni dopo l’arrivo, avevamo la necessità di andare nella vicina Svizzera per comperare la borraccia da hockey per la figlia.
Non avevamo fatto nemmeno 100 metri dopo la dogana, che ci affianca un poliziotto in motorino, ci ferma e abborda mio marito:
Scuzi lei, dove crede di andare con quel fumo nero ????

Noi gli abbiamo indicato il negozio di Chiasso, che era dall’altra parte della strada e lui “Cominci a parcheggiare là e mi dia la zua carta d’identità!

Insomma, l’ha tenuta in ostaggio!

Sono stati giorni piacevoli: l’anziana Perla del Mare ha anche provato, la prima sera, a mangiare gli gnocchi al radicchio, taleggio e noci che avevo preparato…
Dopo poche forchettate si è bloccata e da lì, tutte le sere, ha preferito la sua zuppetta di spaghetti integrali ( mi ero dimenticata di comperare quelli di soia….) che abilmente sguazzavano dentro un brodo di pomodorini e zucchine e che lei afferrava con maestria, con le sue bacchette!!
Dimenticavo, irrorava la zuppa con certe spezie che si era portata dalla Cina….che, chissà perché, mi rappresentano sempre intrugli misteriosi!
E poi, a completamento del tutto, una bella pinta di aceto nella zuppa.

Mio marito allibiva, sostenendo che dopo una cena così, per lui si sarebbero aperte le porte del più vicino Ospedale, se non direttamente quelle dell’Inferno…!
Lei, sorridendo, faceva sgusciare gli spaghetti dalla brodaglia e poi trangugiava il brodo.
Sbocconcellava, però, a tutta birra, i bocconcini di grano duro, infischiandosene allegramente della figlia, che tentava di bloccarla sia sul mangiare, che sul bere…

Infatti, visto che era seduta di fianco al genero, che le versava pinte di vino rosso, lei beveva di gusto e iniziava a ridere… ;-).
Non parliamo , poi, di quando abbiamo offerto il Braulio: si è illuminata e solo l’intervento della figlia, ( chiamata da François “Generale Bao”) ha potuto evitare che la cosa degenerasse.

Abbiamo comunque cantato insieme una canzone popolare cinese, che io avevo imparato da loro qualche anno fa ed è stato molto bello poter per un attimo comunicare col canto!

Ovviamente, prima di partire, hanno fatto una gran spesa all’Ipercoop, incamerando tre bottiglie di Braulio!!

La prossima volta che verranno a trovarci, li porterò a Piona, sul ramo di Lecco dove, all’interno della stupenda Abbazia, c’è l’immancabile spaccio dei Frati, che vendono liquori potentissimi, quanto buoni!
Peccato che mi risulta non distillino più le Gocce Imperiali, un bicchierino delle quali  avrebbe riportato Perla del Mare per lo meno alla Dinastia dei Ming!! 😉

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La Cina è vicina…

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Prendo a prestito, come titolo, quello di un vecchissimo film di Bellocchio, di quando ero giovane!

In realtà dovrei specificare Franco-Cina…visto che i nostri amici che sono in pericoloso avvicinamento, sarebbero: un francese, la moglie cinese ( quella che dirigeva a bacchetta i ravioli Jao zì ) e sua mamma, che, da quando è rimasta vedova, passa sei mesi in Cina e sei mesi là in Piccardia, a casa loro.
Il mio amico non mastica una parola di cinese, almeno fino a due anni fa e non sembra minimamente intenzionato ad impararlo, perciò mi domando curiosamente come comunicherà con la suocera… ahahahah!

Hanno deciso di fare un lungo tour nel Sud dell’Italia, toccando la Calabria ( la nonna del francese era calabrese e lui voleva conoscere le sue origini). Giustamente.
Poi sono andati in Puglia e hanno soggiornato in un trullo…Hanno visitato  Matera e altre zone. Il tempo, però, che qui al Nord sta dando i numeri e sfodera un caldo impressionante, pare che al Sud sia stato brutto e che abbia spesso piovuto.

Una sera mi ha mandato un sms da Alberello, chiedendomi se conoscevo certi cantanti assolutamente mai sentiti nominare...almeno quassù, tali Valerio M., Nico D, ecc ecc ( non metto i cognomi, perché le vie dei blog sono infinite e non vorrei che mi sgamassero e si offendessero).
Oddio, in realtà lui ne parlava benissimo, dicendo che il Concerto era molto bello, ma che , alle prime gocce di pioggia, gli spettatori, purtroppo, se l’erano svignata come gatti arrosés.
Concludeva aggiungendo:
Les italiens n’aiment pas l’eau!”.

Beh, ‘nzomma…lui vive in quella tal zona della Francia del Nord che spesso contende alla Bretagna il primato dell’umidità!! Vai a dire ai pugliesi di stare ad un Concerto sotto la pioggia!!! 🙂 🙂 🙂

Comunque arriveranno domani.

Io comincio già a vergognarmi come una ladra, perché, dopo avere frequentato per 5 ( CINQUE !!!) anni un Corso serale per adulti, di cinese…..praticamente non so mettere insieme una frase di senso compiuto, se prima non ci penso una vita!
Vergogna! Vergogna!

Circa due anni fa ho anche sostenuto il primo esame HSK , con risultati persino soddisfacenti, ma con il passare del tempo le difficoltà sono aumentate e così, non studiandolo molto…..il profitto è stato deludente!

Dunque Jing Ming conosce perfettamente il francese, ma la madre no.Penso adesso di studiarmi a memoria tre frasi, giusto per non sprofondare…

Poi, se la “vecchietta” mi chiederà qualcosa, che esca dal seminato dei convenevoli

Come stai?”
“Io bene, e tu”
Bene, grazie!”
“Grazie!”

( Ni hao?)
( Ni hao, nine?)
( Hen hao, xiexie)
( Xiexie)

sarò fritta…!

In realtà diciamo che mi sono comportata come quegli studenti che facevano i compiti delle vacanze tre giorni prima dell’apertura dell’anno scolastico!
Dopo la lezione del mercoledì, arrivavo ad aprire il quaderno verso la domenica e studiavo un paio d’ore, poi, tutto il pomeriggio del martedì andava per gli esercizi.
Avrei dovuto dedicare mezz’ora al giorno, come da manuale…e sarebbe stato più proficuo….;-).

Ovviamente gli altri/e erano come me, tutti universitari alle prese con altri esami; a parte una ragazza autodefinitasi “secchiona” fin dal primo anno, che è stata l’unica a sostenere non solo il secondo livello, ma anche il terzo e il quarto e non mi stupirei se a ottobre passasse anche il quinto.

Lei, in effetti era in grado di conversare…
Una mosca bianca!

Ho una attenuante: io non devo inserire “Conoscenza della lingua cinese” in nessun curriculum vitae.
Io mi sono dedicata al Cinese con l’unico scopo di tenere in pista il cervello e allenare la memoria…

Bhe forse, pensandoci bene, proprio per quello, avrei dovuto studiare più di tutti gli altri!!! 🙂

Jiaozi (饺子)…

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Spesso, mentre leggo i blog “amici”(i pochi che mi sono rimasti) saltapicchiando sui vari argomenti, mi arrivano a flash dei rimandi a certe mie esperienze in materia e mi viene immediatamente la voglia di scrivere qualcosa sull’argomento!
Poi, per motivi vari, non lo faccio e il “flash”, così come era arrivato, svanisce .

Stavolta, però, non intendo sorvolare, anche perché, leggendo sul blog di Alidada la ricetta dei ravioli cinesi, volendo fare un recupero di una mia esperienza, mi sono accorta di aver bellamente bypassato, nel blog, un momento divertente e particolare: la Festa dei 60 anni del nostro amico francese François, ex marito della nostra amica Sylvette, che è appena venuta a trovarci, a giugno, con l’attuale marito..
Uhm…diciamo che  la loro famille si è un po’ “allargata” in questi anni, ma noi abbiamo mantenuto ottimi rapporti con tutti e due e quindi ogni tot ci troviamo, o con l’una o con l’altro, soprattutto in occasione delle loro fantastiche feste!

Una di queste si è svolta nel luglio del 2013 in Piccardia, vicino ad Amiens, in un paesino piccolissimo, dove abita da qualche anno François, insieme all’attuale moglie cinese Jing M.
Di tutta quella divertentissima festa, durata ovviamente due giorni, come succede sempre da loro, organizzata nella Sala delle Feste del minuscolo paesino ( mi pare 300 abitanti o giù di lì) tra campi verdi, mucche bianche a gogò e fiori ovunque il momento topico ha coinciso con la preparazione casalinga dei famosi ravioli cinesi, che avrebbero costituito il piatto forte della cena!

Eravamo circa una sessantina alla festa, ma noi e gli amici più stretti, alloggiati in parte in casa loro e in parte presso delle gîtes nei paraggi, il pomeriggio del giorno precedente la festa, siamo stati coinvolti in un delirio collettivo per la realizzazione dei suddetti ravioli.

Già dal primo pomeriggio avevamo visto vari movimenti in giardino: sul tavolo campeggiava un macinacarne degno di una macelleria rionale e su un piatto erano comparsi enormi tocchi di maiale accatastati, mentre un paio di amici nerboruti dello Champagne si davano da fare per la macina.
Noi ci eravamo disinteressati di questa parte e vedevamo soltanto Jing saltare come una cavalletta dalla cucina al giardino con mezzelune, noti ortaggi vari, vedi zucchine, carote, cipolle e altri meno usuali, vedi cavolo nero, mazzi di coriandolo come piovesse!
Finita l’operazione di trituraggio, Jing, trasformatasi per l’occasione in un ufficiale dell’esercito di Mao, ci radunò intorno al tavolo del giardino ( eravamo circa una dozzina) e iniziò lo spiegone..
Noi ci guardavamo divertiti, un po’ ridacchiando e un po’ sbevazzando del sidro…

Lei era, invece, molto seria e concentrata e più volte richiamò l’attenzione con “C’est important ecc ecc”
Di volta in volta veniva messo l’accento sulla dimensione del tocco di pasta da agguantare, sullo spessore da dare, sulla posizione e la quantità del ripieno ( non capitasse mai che debordasse, sarebbe stato un disastro, perché il raviolo si sarebbe aperto nell’acqua…!!! e lì le déluge…!!!)
Insomma, a mano a mano che proseguiva nella spiegazione, avevamo smesso di ridacchiare, anche perché lei era serissima!!
Mentre ci spiegava la chiusura del raviolo, aveva un che di diabolico negli occhi.
Le erano diventati più a fessura del normale e diceva scandendo con un perfetto quarto tono cinese, mentre parlava in francese: “C’est important de le fermer AINSI !!” e intanto con le dite creava sul bordo una specie di ondulazione arricciata ( che sarebbe diventata di lì a poco il nostro incubo!)
Insomma, iniziammo a lavorare e, come una sentinella di Mao, dopo pochi minuti arrivò a visionare il tutto. Naturalmente quasi tutti i ravioli non andavano bene relativamente a quella maledettissima chiusura e ci toccò rifarli..

Mio marito venne preso di mira in modo particolare…Lei arrivava, visitava i suoi ravioli e poi “NO! “ e via rifare….;-)
Al terzo no!, mentre lei con aria afflitta gemeva “Alexandrò, ancora tu!!” lui coglieva la palla al balzo e, dichiarandosi pubblicamente un incapace in cucina, se la svignava a farsi gli affari suoi…
E noi di corvée…Insomma, ne preparammo 700.
Un delirio! Metà con la carne macinata e metà con le verdure…

Alla fine eravamo stremati…
Vennero poi bolliti in pentola, perché non era possibile cuocerli al vapore ( ci sarebbe voluto un anno lunare….).

La festa fu un successone e io e il marito avevamo preparato un paio di canzoni, scrivendone il testo ad hoc.

Io, sulla musica di una canzone di Brassens ( Le verger du roi Louis) tipo ballata medievale, avevo cucito un testo dove ripercorrevo tutta la storia trentennale della nostra amicizia con François e mio marito aveva invece riscritto “Et j’entends siffler le train“trasformandola in una storia molto divertente e un po’ noir, raccontata da una delle mucche ( la Vachette)  del paese.
Inutile dire lo scroscio degli applausi, soprattutto su quella cantata dal marito, che per loro era una must ( paragonabile al nostro  inossidabile “AZZURRO” 😉 e ben presto tutti si ritrovarono a cantare in sottofondo “Et j’entends siffler le train..”.
Ma non era finita lì…
Al mattino successivo Jing si presentò di nuovo con una palla di pasta …dicendo che occorreva farne ancora per il pranzo del mezzogiorno (le feste francesi durano due giorni, dicevo..) e noi, ormai ridotti ad una sparuta mezza dozzina…(gli altri non dormivano in casa  e si sarebbero materializzati soltanto verso l’una per l’aperò…)…

Per farla breve, ne facemmo altri 300!
Ormai potevamo aprire un ristorante cinese…

Non dimenticherò mai, comunque, quel lavoro a cottimo!!! 😉 😉 😉

 

PS) Domenica prossima passeranno da noi per due o tre notti il nostro amico, Jing e la mamma di lei.
Hanno fatto un bel giro nell’Italia del Sud e saranno sulla via del ritorno:
Per l’occasione ricevo un msg whattsapp da mia figlia Alice “Quando arriva JingMing, puoi chiederle la ricetta di ravioli, che non me la ricordo più?”

Aiuto….non svegliamo il can che dorme, che magari si mette in mente di rifarli a casa mia!!!!
Scherzo, in realtà erano davvero buoni e con quella chiusura ermetica che ormai avevamo sulla punta delle dita, nessuno di loro si era gonfiato d’acqua!!

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Jing ci spiega…..

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Ingredienti vari ed eventuali…..CAM00881.jpg

Inaspettato lavoro a cottimo del mattino seguente….

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IMG_0832.JPGMia figlia Alice addetta alla pasta!!

img_0819Io e il marito…

 

Passata è la tempesta…..

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Il Piccinino, (Pequenito o Nene per gli spagnoli) è ripartito..lasciando dietro di sé un devasto fenomenale!
Sembra impossibile che un esserino così piccolo possa trasformare in dieci giorni la vita delle persone. Ma succede proprio così…Lo so, sembrano ovvietà sesquipedali, ma per me è la prima volta e non posso che constatare. 🙂

Prima volta? Ma….e le due figlie??? Oltretutto una dietro l’altra, al punto che avevano i pannolini entrambe per un bel lasso di tempo, con tutto quello che ne consegue??

Ricordi persi nella notte dei tempi e, molto PROBABILMENTE, ricordi cassati, eliminati, RIMOSSI ahahah!!
Non è vero, qualcuno di loro rimane indelebile,  quelli madornali, diciamo, ma il quotidiano, quello chi se lo ricorda…?

Insomma, Aidan è nell’età più difficoltosa: è bello come il sole ( e qui lasciatemi fare la nonna nonnesca!!) , ancora non parla, del resto ha 17 mesi e mi dicono che i maschietti, in genere, si esprimono più tardi delle bimbe…Lui , poi, è “quasi trilingue”, per cui mi aspetto di sentirlo parlare come dio comanda verso i 3 o 4 anni!! 😉

Fisicamente veste i 2 anni e mezzo, perché si è snellito, trotterellando come un tombolotto per tutto il giorno, ma gli è rimasto il suo “panzone“… Perciò i pantaloncini della sua misura gli tirano e bisogna abbondare… 😉
Cammina tutto impettito, con la spalle diritte filando dalla sala alla cucina e, chiaramente, non puoi perderlo di vista nemmeno un istante!
Non sia mai che si faccia male dai nonni italiani!!! ORRORE!!
Ma, essendo ancora piccino, comunica tutto, ma a gesti e sfodera quelle ingenuità davvero tenere.
Tipo: si imbufalisce perché voleva agguantare qualcosa di proibito…basta che dal divano tu fai suonare uno dei suoi libretti sonori che lui, smette e arriva trotterellando come i trentatré trentini…
Praticamente ti senti il Pifferaio Magico nei suoi confronti!! 🙂 🙂 🙂

Lo abbiamo portato al Centro Commerciale, mentre facevo la spesa e lui ha scoperto questo nuovo e strano ambiente…
A Ibiza non esiste, perché i negozietti si susseguono senza soluzione di continuità per tutta la città con concentrazioni diaboliche nel centro e nelle vie del Porto.
Poi a Como, ha potuto vedere che anche lì c’era l’acqua ma…sorprendentemente non fa rumore, come quella di casa sua, che un pochino lo spaventa…
E’ uno strano isolano, al momento teme l’acqua e preferisce arrampicarsi su ogni gradino che trova..

In centro alla nostra cittadina è stata una lotta, perché, camminando nella via principale pedonale, si andava però ad infilare in certe traverse acciottolate, prive di qualsiasi negozio, dove pensi che vadano a far pipì cani e forse qualche ubriaco notturno…E s elo toglievi tentava di sedersi per terra…bleah!

Nel complesso, però si è dimostrato un bimbo tranquillo e sveglio.
Ci ha tenuti ben allegri! 😉

Il giorno prima della sua partenza, io, che di solito mi sveglio presto e godo sempre di un paio d’ore di autonomia, finché non arriva il marito, ero sul divano a bere il mio caffè tutta sola e pensavo che il giorno successivo il bimbo e la figlia se ne sarebbero andati..
Ovviamente mi è scattato il solito momento-magone e quasi piangevo… e mi immaginavo la scena all’aeroporto e, sebbene piccolo, non avrei voluto farmi vedere piangente dal Nene!!!
NON E’ SUCCESSO NULLA DI TUTTO QUESTO!!

In realtà, arrivati a Orio al Serio, mentre aprivo il bagagliaio per prendere il passeggino, ho visto che era tutto vuoto…
Mancava il trolley di Micol.
Momento di panico.

Non c’era tempo per tornare a casa a recuperarlo, perciò ci siamo guardati in faccia increduli e, appurato che i documenti e i biglietti erano nello zainetto, siamo entrati sbalorditi, domandandoci come poteva essere successo !!

Presto detto: io ero presa dal recuperare la chiavetta USB dove avevo copiato tutte le innumerevoli foto/ video fatte al bimbo e scaricate in mattinata; Micol aveva in spalla il sacco con lo zainetto, la borsona con le cose del bimbo e in braccio IL BIMBO; mio marito, di solito, quando partiamo, precisissimo nel fare il giro della casa per vedere se qualcuno ha dimenticato qualcosa, stava cercando le chiavi della macchina..
Le ha trovate e in quel momento io ho azionato il pulsante delle tapparelle.
La sala è diventata in penombra e nessuno ha visto il trolley lì, vicino all’ingresso, per terra…
Insomma, all fine abbiamo riso e il bimbo almeno porterà con sé il ricordo di tre matti che si sganasciavano guardandosi in faccia!

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” Ah, dato che devi spedirmi la valigia, allora infila anche nel pacco i quattro barattoli di vetro con le conserve che mi ha dato la Sciumi!!”
Della serie “Già che sei in piedi…” !!

Già, perché la sua amica le aveva regalato quattro pesanti barattoli con marmellate e peperoni sott’olio, che proprio non sapevamo dove mettere.
Così è stato fatto e il trolley, ieri mattina, è partito per Ibiza con Mail Box Etc….

Non ho ancora appurato i commenti del compagno di Micol, vedendola arrivare senza valigia…
Pero, estais todos LOCOS? Por suerte no habeis olvidado el NENE !!”

No… Ale è gentile e ci adora: non PENSERA’ MAI una cosa così dei suoi suoceri….!! 🙂 🙂 🙂

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Verboten !!

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La Casa dei Lillà si sta trasformando in un quartier generale della Wehrmacht….!

Prima dell’arrivo del peque ci eravamo illusi, io e il consorte, di averne previste le mosse, facendo piazza pulita di tutti i soprammobili dei piani bassi, mettendo una specie di barriera in polistirolo, allegramente rivestita di carta parati a farfalle, per non dare l’idea di Guantanamo…sia mai che il piccolo, poi, potesse subire dei traumi, spostando dalla cucina ( ambiente ad alto rischio pericolo) tutto ciò che potesse costituire un rischio incolumità…

Il separé che non separa...

Il separé che non separa…

Che dici, mettiamo un cancellato nel varco della cucina?
Ma nooo, basta spostare le robe a tiro!!”

Allora, casa mia, da tempo immemorabile, ha la cucina senza pareti divisorie e solo un muretto la separa dalla sala. La scelta venne fatta negli anni ’80, quando la piccola Alice, la maggiore, avendo iniziato a gattonare come un razzo a sei mesi, usciva dal mio raggio di vista, mentre io ero ai fornelli…
Così, immediatamente, decidemmo di levare il muro, per renderla visibile… bypassando anche alcune perplessità riguardanti la puzza di pesce o broccoli, che avrebbe infestato tutto l’ambiente.
L’incolumità della piccola va ben oltre qualsiasi pestilenza, che può essere neutralizzata dalle portefinestre o dalla cappa di aspirazione!

Ovviamente né le une, né l’altra sono mai riuscite, in tempi brevi, nel loro intento, ma mi consolo perché la mia amica che ha una porta scorrevole in legno massiccio e mattonelle di vetro dipinte, quando frigge o mette in forno elementi ittici, si fa sgamare a distanza…

Cucina con VARCO...

Cucina con VARCO…


Inutile sottolineare come ben presto ci siamo resi conto che le risorse del pargolo sono infinite.
In men che non so dica si è arrampicato sul divano (divano in pelle grigio perla, acquistato in primavera, dopo i soliti 8 mesi canonici di ricerche da parte del marito, che non concepisce acquisti che non si trascinino una serie infinita di “puntate” in tutti i Centri mobili della Brianza…:-) ).

Due giorni prima dell’arrivo il divano è stato insalamato tra teli impermeabili anti-pipì, e teli di cotone fiorati, trattenuti da corde a scomparsa…
Data la struttura un po’ bizzarra dei divani moderni, per giunta angolari, è stato impossibile trovare dei copridivani già confezionati…Una fatica immane che il consorte, molto preciso, si è accollato!!! E’ lui, infatti, il tecnico di casa… ;-).

Divano insalamato...

Divano insalamato…

Tempo zero, comunque, il piccino, facendo campo-base sulla spalliera del divano e tentando di scavalcarlo con una gamba, ha arraffato un vaso e una scatolina che conteneva i miei pochi ori e solo con un balzo felino siamo riusciti a levarglieli dalle dita diventate arpioni!
Il divisorio in polistirolo si è rivelato ridicolo: ha tentato di sbatacchiarlo di qua e di là e, fortunatamente non è riuscito…Poi, senza pensarci due minuti, lo ha spinto lateralmente, creandosi un varco per passare…
NO COMMENT!

In cucina, logicamente, non si è accontentato di entrare e tentare di aprire i cassetti che, per fortuna, sono troppo “duri” per lui, ma si è andato a intrufolare nell’unico angolo, impossessandosi come un ratto, di una bottiglia di vetro dell’aceto e di una di plastica contenente una appiccicosissima crema di balsamico, brandendo la quale è schizzato in sala, verso il divano…e c’è voluto del bello e del buono per riuscire a togliergliela dalle grinfie!!

L'ANTRO delle streghe...

L’ANTRO delle streghe…

Forse un nonnina classica non utilizzerebbe certi termini per parlare delle dita del piccino, ma, GIURO, non mi vengono altre parole….PANT!!! 🙂 🙂 🙂

Il marito è sul piede di guerra e pensa di separare la cucina ( ma non sa bene come..). Occorre però cercare di non urtare la suscettibilità della figlia…Viene da noi una vita all’anno e ci mancherebbe che ripartisse con l’idea che i genitori vogliono traumatizzare il bimbo…:-D
Inoltre vive praticamente scaricandosi certi ebook sulle strategie educative dei pargoli, perciò dobbiamo anche scontrarci con quelle…
Che se penso che mio marito, quando io ero incinta, andava in birreria a Como, nell’ora del pasto, leggendosi il libro “Sarò madre” sotto gli occhi allibiti degli altri commensali…ora mi vien da pensare “Legge del contrappasso!!”

In realtà io ho avuto due bimbe, una dietro l’altra, e, sembra uno stereotipo, ma i maschi, se devo giudicare il mio pequeñito…sono proprio diversi!!! 🙂

Via dalla pazza folla…

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Arriva Aidan fra una settimana! E qui, nel Quartier dei Lillà fervono lavori che neanche a Ibiza nel mese di Marzo…
Questa volta Micol ha deciso che è arrivato il momento di sloggiare dalla Isla e venire da noi col bimbo per una decina di giorni. Uno si domanda: ma proprio in agosto devi lasciare una delle mete più ricercate del Mediterraneo, per venire in un paesotto della Brianza privo di qualsiasi attrattiva degna di nota?

In realtà lei tenta di sfuggire alla calura infernale e alla massa di turisti che ingolfa l’isola in agosto!! 
C’è da dire che da un mesetto circa lei e il moroso, in “sfratto volontario”da casa loro, ( per motivazioni che qui adesso non starò a spifferare) sono piazzati a casa della suocera.
L’appartamento è al quarto piano ( senza ascensore, ma questo ormai è un must…) e ha una terrazza bella ventilata. Da una parte il mare e dall’altra Dalt Vila, la città vecchia, che biancheggia sulla collina. Sotto il balcone i resti di un cimitero fenicio, che sbucano tra l’erbetta di un prato…
Si starebbe anche bene sulla terrazza, ma la suocera sta facendo certi lavori a uncinetto, che deve consegnare in tempi brevi: col bimbo in casa “tempi brevi” è un’espressione buffa, visto che ad ogni piè sospinto lui trotterella verso la abuela e tenta di impossessarsi del gomitolo, che lei prontamente deve tentare di mettere in salvo…Insomma, un’impresa.

Così a Micol non resta altro che uscire col bimbo in cerca di qualche Parco giochi, dove lui possa svolgere le sue attività fisiche! Mattina e pomeriggio, perciò si esce.
Il caldo incombe!

Io sono stata da loro per qualche giorno a metà luglio! A dire il vero il mio viaggio lo avevo programmato da aprile e tutto avrei immaginato, tranne che di essere ospitata in casa della suocera.
Non per niente, anzi, lei è gentilissima, ma, avendo la casa occupata dai due ragazzi, dal nipotino e avendo ormai da un mese e più anche un inquilino (un simpatico ragazzo toscano che lavora li in estate), non mi pareva il caso di aggiungermi alla compagnia cantante.

Avevo già sbirciato qualche stanza nei paraggi, ma alla fine, essendo pochi giorni, mi sono adattata al divano della sala…In fondo è bello al mattino vedere arrivare il piccolo con la faccia da sonno, caracollando nel corridoio. A distanza, anche breve, si perdono tanti momenti!
Ho dormito là tre notti e sono bastate e avanzate!! 😉

La prima notte la abuela mi aveva avvisata di non spaventarmi se, nella notte, avessi visto ballare delle luci tipo fuoco fatuo, perché l’inquilino aveva  annunciato che sarebbe tornato tardi e quindi, entrando, si sarebbe fatto strada con la luce del cellulare…
Vabbè. In fondo, quando ero stata  anni fa a Stoccolma a trovare Alice,  ero sistemata anche là su un divano, in piena sala e circolavano due italiani, una francese e un argentino…! Nonostante l’età, mi è rimasto un grande senso di adattamento….
Mio marito sarebbe morto.
Infatti lui non è venuto e, se si fosse deciso, avrebbe subito prenotato un hotel sul mare!!. 😀

Insomma, la prima notte non ho affatto sentito il rientro del giovanotto, in compenso mi sono svegliata alle 4 con un frastuono impressionante! Da tutte le finestre e dalla portafinestra del terrazzo entrava una bufera di aria inimmaginabile!! Tende svolazzavano, plastiche frusciavano, sul terrazzo qualcosa cadeva e, a completare l’opera, il tintinnio martellante di uno spezzaincantesimi di bambù che pencolava da un gancio della porta del terrazzo…
Notte di tregenda.
La seconda il vento si era placato, per cui faceva un caldo notevole, nonostante le finestre aperte…Alle 5 vengo svegliata da una zanzara ed è stata la fine.
Non ho più chiuso occhio.
Stessa storia la terza notte.

Non è stato comunque un problema, visto che sono abituata a dormire poco, nonostante a casa mia ci siano le zanzariere e il condizionatore!

In compenso col bimbo è stata una pacchia. Non mi ha riconosciuta subito, in aeroporto, dato che negli ultimi tre mesi mi aveva vista solo nello schermo del PC e ritrovarsi questa nonna in carne e ossa ( poche), deve averlo un po’ disorientato…
” Pero porqué la nonna no està en la pantalla?” avrà pensato..;-).

Portarlo in giro mi ha creato problemi di “fottoni” non indifferenti.
Spiego: non ho intorno a me bimbi piccoli da 30 anni e cioè da quando lo erano le mie figlie. Con lui si andava a spasso nel Paseo Maritimo, che è bello ventilato e folcloristico. Peccato che non abbia parapetti verso il mare, dove sono ancorati yacht di tutte le dimensioni e bandiere…
Il bimbo, pur avendo a disposizione un larghissimo marciapiede, virava sempre a un metro dal bordo, con mia figlia praticamente addosso, ma io proprio non ce la facevo a guardarli…
Ansia ansia, panico panico…:-O

Poi, quando si decideva a puntare verso le panchine più interne, l’unico problema era fare attenzione che non pestasse nulla di spiacevole, visto che a Ibiza nonostante i numerosi cartelli, purtroppo il problema dei proprietari di cani maleducati è frequente!!
Poiché lui calza sandalini Geox, molto traspiranti in quanto forniti di miliardi di buchini nella suola….il disastro sarebbe stato totale!! 🙂 🙂 🙂

Insomma, per sfuggire al caldo la figlia ha deciso di fare lei una puntata qua e ne siamo felicissimi. Ovvio.

Nel frattempo stiamo tentando di rendere inoffensiva la casa e di non far sentire troppo al peque la mancanza della terrazza della abuela
Io ho un balcone infelicissimo: bislungo all’infinito, ma piuttosto stretto: abbiamo comunque messo un tappeto di erba artificiale ( vabbé), abbiamo comperato una piscinetta bebè e abbiamo creato una fila di vasi fioriti;  faremo attenzione a che non si pappi i fiori dei gerani, che mi risultano essere velenosi!!
Staremo a vedere!! 🙂

Ecco qua il balcone “truccato” !!!

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E anche quest’anno è finita! Elisir, con successo, va in soffitta.

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Oggi piove e, dopo una settimana di Sahara (ieri pomeriggio 35° sul balcone ombroso della cucina, esposto a NORD) questa pioggia farà bene almeno ai miei poveri vasi, visto che per qualche giorno sarò a Ibiza e dubito che il marito annaffierà, tutto preso dalla sistemazione di garage e cantina, nel disperato tentativo di ELIMINARE COSE, per far spazio ad altre già in arrivo!

Sì, perché, nel frattempo, la figlia maggiore ha cambiato città e si è trasferita, per lavoro,  a Venezia. Per il momento è piazzata in un appartamento provvisorio che le ha fornito la Società, ma  deve cercarsene uno stabile, almeno per fine settembre.
Nemmeno a sottolineare che, intanto, la maggior parte delle masserizie tornano a casa ( nostra!) a far compagnia a quella serie di elementi di varia natura e genere che non sono mai usciti di qua..Vedi APPUNTI DI SVEDESE o GLOTTOLOGIA dell’Università e amenità simili.

Quando avrò una CASA MIA e STABILE, li porto via…promesso!” mi dice sempre con aria divertita.
Sono quasi vent’anni che me lo dice, ma, avendo fatto terra bruciata di tutti i vari morosi, in questi anni, dubito che arriverà mai quel dì!! 😉
Per carità, non è certo stato per leggerezza che le sue storie, alla fine, sono state da lei interrotte. Diciamo, una serie di circostanze ha fatto sì che fossero sempre storie più o meno a distanza e quindi destinate ad esaurimento..

Ma non intendo cacciare il naso nelle questioni sentimentali della figlia, che il discorso si allargherebbe!! 🙂

Ah, la verbosità…parto dai fiori non annaffiati e finisco nei massimi sistemi!

Elisir d’amore, dunque, è andato in scena per quattro spettacoli e il pubblico è arrivato numerosissimo. L’Arena era zeppa e non solo di amici e parenti!
La critica è stata benevola e ha apprezzato anche le idee estrose della regista: tipo far entrare il dottor Dulcamare in Harley Davidson o similare sul palco, sgasando per tutta l’Arena!

Dilcamara

Noi ci siamo divertiti un sacco e, naturalmente, non sono mancate momenti esilaranti:

Uno per tutti.

Un nostro Corista ( tenore secondo) molto ligio, sempre in prima fila, sempre a chiedere lumi ai Maestri, durante l’anno, con lo spartito in mano ecc ecc, dopo l’unica esibizione fatta in teatro, al coperto, decide di scrivere un post su facebook.

Premessa: noi non avevamo mai fatto una prova generale in Teatro, visto che la regista sosteneva che non fosse necessario.
La sera di sabato 3 luglio, però,il tempo minacciava pioggia e il METEO SVIZZERO (qua a Como considerato più attendibile dell’ORACOLO DI DELFI) parlava di un probabilissimo temporale alle h 22.00.
Aggiungiamo che c’era la partita Italia – Germania…e che una eventuale vincita della nostra Nazionale avrebbe dato il via a caroselli infernali di auto nelle vie adiacenti all’Arena,proprio verso mezzanotte, momento in cui, nello spettacolo, per il resto piuttosto rumoroso e agitato, scattava il momento CLOU della LACRIMA FURTIVA.
Tenore accorato in una scenografia suggestiva di cavalletti di pittura ricoperti di drappi bianchi illuminati da una soffusa luce blu…

Dulcamara

Detto fatto, niente rischi. Lo spettacolo si sarebbe fatto in Teatro.

Naturalmente è venuto un po’ meno bene delle altre sere all’aperto: il Coro è stato impreciso in alcuni punti (non si vedeva il Maestro, affossato nella buca e i monitor, a seconda della posizione in cui ti trovavi, risultavano coperti da angoli delle tende delle Quinte…)
Il mattino successivo, sulla pagina Facebook del nostro Coro, peraltro pubblica, compare uno scritto che esordisce così ” Non mi sono mai vergognato così tanto di far parte di questo Coro. Al termine ho raccolto i miei quattro stracci e me la sono svignata alla chetichella, intercettando i commenti di due spettatori che dicevano “un’opera da parrocchia!” e via sullo stesso tono.
Il tutto compariva scritto da tale Enrica, sconosciuta ai più.
Al termine dello scritto, però, l’autore specificava in corsa di non essere Enrica, bensì il marito.
Ovviamente se ne deduceva che lui, non essendo iscritto a fb, stava utilizzando la pagina della moglie.

Il primo commento è stato il mio che, tenendo buone alcune sue osservazioni, gli facevo però notare che aveva sbagliato iil mezzo (non usi una pagina pubblica, quando hai a disposizione una riunione apposita dove non si creano i soliti equivoci delle discussioni sul web…su cui noi vecchi appartenenti ai Forum di prima generazione, sappiamo come siano sempre dietro l’angolo l’equivoco, il fraintendimento ecc ecc ecc) e poi, soprattutto la forma “Mi sono vergognato” era un’espressione davvero inadeguata, tenendo conto delle difficoltà che avevamo avuto…
Insomma, gli ho dato una risposta pacata e anche diplomatica.

Naturalmente da lì in avanti “LE DELUGE”….!!
Tipi e TIPE più fumentini di me hanno tagliato corto” Senti, ENRICA, puoi anche raccattare i tuoi quattro stracci e andartene fuori dalle balle di questo Coro!!” è stata ls risposta più pacata….
E’ intervenuto anche il Direttore del Coro che ha sentenziato ” SI DEVONO VERGOGNARE SOLO I LADRI E CHI NON FA IL PROPRIO DOVERE, non persone che hanno lavorato seriamente ecc ecce ecc”

Insomma, tra chi sosteneva che la figlia pianista che aveva assistito all’Opera non era assolutamente d’accordo, chi aveva il parente che aveva visto sia lo spettacolo in Arena, che quello in interni, che sosteneva essere migliore, la polemica si è gonfiata a dismisura.
Nota esilarantissima, tutti a inveire contro questa Enrica!! 😀
Ad un certo punto il malcapitato specifica che non solo il suo discorso non era stato capito, ( ma va’????) ma che la gente nemmeno si era accorta che lui ed Enrica erano la stessa persona !!

Frase sibillina che, non solo non ha chiarito nulla, ma ha ingenerato altri equivoci.
Il giorno successivo, dietro le quinte, alcune persone seriamente desiderose di chiarimenti, mi domandavano “Ma chi è questa ENRICA? Ma è un transessuale..? Ha detto che lei e lui sono la stessa persona….”

GIURO, erano serie e preoccupate!!!!!

Insomma, alla fine della storia un tenore ha proposto di portare dello spumante e seppellire le caxxate in una bella bevuta, perciò abbiamo preparato l’ultimo spettacolo tra brindisi e bicchieri pieni che nemmeno CAVALLERIA RUSTICANA e TRAVIATA messe insieme !!!

BRINDISI ELISIR

Scherzi a parte, l’opera ha avuto successo, la critica locale ci ha premiati e anche il critico di Repubblica ne ha parlato bene.
Alla fine siamo dilettanti…e siamo 214. Non è un gruppo di facile gestione…
A proposito, ci è capitato di leggere la critica alla Traviata messa in scena all’Arena di Verona.
L’allestimento veniva definito “da parrocchia!!” ( si vede che va di moda quest’anno il parrocchia-mood!!) e il CORO opaco e disinteressato. Ovviamente un Coro di professionisti.

Beh, di noi tutto si può dire, ma non che siamo OPACHI !! ( Sul Palco non si può non vederci!!!) 😀

CavallettiElisir

 

 

Elisir d’amore, alias La classe morta di Kantor !!! :-) :-)

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Giugno, come ormai negli ultimi tre anni, da quando sono entrata a far parte del Coro del Teatro Sociale di Como, si sta trasformando in una kermesse indiavolata...

Dato che i registi scelti per le rappresentazioni in genere sono persone di un certo livello, che nel frattempo allestiscono spettacoli a Venezia, a Roma ecc ecc, dedicano a noi la seconda parte del mese. Ed essendo persone serie, ci si ficcano nel vero senso della parola.
Quest’anno non è da meno: prove continue e incessanti dalle 19 alle 23, “quasi” tutti i giorni, sempre con la testa voltata al cielo di Como, che fino a tre giorni fa, rispettando ormai la media di tutti gli anni, ci rallegrava con piogge improvvise e discese a picco della temperatura.
Ah sì, proviamo in esterni, perché le rappresentazioni saranno in Arena e non in Teatro. Già, perché far agire 214 persone del Coro nello spazio di un palcoscenico sarebbe impresa abbastanza titanica….

Anche quest’anno si riproducono le stesse dinamiche di gruppo, che si possono riassumere nella corsa sfrenata dei coristi ad avere diritto alla prima fila (per farsi vedere da amici e parenti durante le rappresentazioni…!!!)
Ora, essendo in 214 e non avendo a disposizione né Alexander Platz, né la Piazza Rossa, è facile capire come l’impresa non sia semplice….
E da lì scaturiscono strategie pensate  a tavolino da novelli Von Klausevitz, sgomitate improvvisate sul palco, fughe in avanti, insulti nel retropalco, mugugni a pioggia…;-)

Alcuni “fortunati” sono stati prescelti dalla regista per qualche parte “particolare” e riescono ad avere sul palco momenti di gloria a beneficio del parentado che si scatenerà in foto ricordo o filmini sicuramente spappolati, perché prodotti per lo più da cellulari traballanti!

Per “Cavalleria Rusticana”, tre anni fa, eravamo seduti su dei gradoni in legno, che permettevano a tutti di essere “in vista”.
Lo scorso anno, per “Pagliacci”, i nostri interventi erano “tra il pubblico”…ci muovevamo molto, per cui tutto filava liscio.
Quest’anno, per “Elisir d’amore” siamo invece sul Palco canonico, diciamo, ma ne facciamo di ogni.
La regista ha trasferito, inoltre, la scena, dal paesino basco ottocentesco, in una Scuola d’Arte anni ’80.
E da lì ne consegue che le contadine e i soldati di Belcore sono diventati studenti…

Ora, dato che l’età dei partecipanti al Coro va dai 18 ai ( credo) 85 anni e che la media si attesta sicuramente sopra i 60….la trasformazione in studenti muniti di zainetto e cappellino ha creato veri momenti preventivi di ilarità, oltre che qualche disappunto….:-).

Poiché come Coro abbiamo anche una pagina Facebook, i commenti si sono sprecati e devo dire che il più esilarante è stato quello di un nostro collega maschio che, saputo in ottobre delle intenzioni della Regìa, ha commentato che il tutto gli ricordava la “Classe morta” di Tadeusz Kantor, che aveva avuto il bene di vedere in un Teatro di Milano una ventina di anni prima….
Pare che sia uno dei capolavori del ‘900 e, data la mia ignoranza, non conoscendo l’opera, non  avevo apprezzato la finezza del commento, finché un giorno, andando su Youtube, me ne sono vista dei tocchi…DA CREPARE!!!
In realtà si tratta di una classe di vecchi-bambini  che agiscono al confine tra la vita e la morte, in un limbo tra realtà e sogno, come recita “la trama”….

Le scene sono impressionanti, perché questi vecchi ritornano nella loro classe di un paesino della Polonia, trascinando sulle spalle manichini dalla faccia di cera, simbolo di quello che erano stati in gioventù…

Insomma, per ovviare a questo pericolo, la regista Rosetta, estremamente coinvolta e piena di energie positive, ci fa indossare delle T-short bianche ( per inciso le HO SEMPRE ODIATE e non le indossavo nemmeno a 18 anni!!), jeans neri e alcune maglie che abbiamo dovuto colorare noi, per mimare l’Aula di disegno.

Al momento mi fermo qui, che il discorso si farebbe troppo lungo, ma lo riprenderò di sicuro. Non sia mai che mi dimentichi di certi particolari…o di certi personaggi!!

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Eccomi nel Laboratorio, con la mia maglietta dipinta …….

Breve momento amarcord…

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Quando scrivevo sul mai dimenticato splinder, agli albori del mio blog, esattamente più o meno 13 anni fa, non sapendo come funzionasse questa strana forma di comunicazione, mi ero ripromessa di pubblicare poesie di mio gradimento o brevi recensioni dei film o libri preferiti o riproduzioni di quadri.

Un blog quasi “impegnato“, insomma.

E qui dovrebbe scattare la risata omerica.

Già, perché dopo aver iniziato con qualche quadro dei Preraffaelliti, mia antica passione e una o due poesie di Baudelaire (ma non sono nemmeno tanto sicura e forse me lo sono immaginato), le mie “ciance” hanno preso una piega del tutto differente e più consona al mio carattere ;-).
Quella veste seriosa, infatti, poco mi si addiceva.
Devo anche dire che la mia professione mi aiutava non poco: insegnavo in un Istituto Superiore della zona, in particolare un Istituto Tecnico Industriale a indirizzo Meccanico e la frequentazione quotidiana con quelli che io affettuosamente chiamavo i miei “grezzetti” era una miniera di spunti.

Così, pian piano, il blog perse gli auspicati e inadatti blasoni e si trasformò in un reportage di quadretti scolastici più o meno vivaci.
Ovviamente, pezzo forte erano le gite scolastiche…Ma ne riparlerò in altro momento.

A questo si aggiungevano le immancabili pagine sulle figlie e le loro varie attività!

Allora su splinder c’era uno scambio intensissimo : si passavano davvero ore a seguire le “storie”degli altri e, naturalmente, a rispondere ai numerosissimi commenti alle proprie.
A volte mi domando come diamine facessi a seguire il tutto, mentre organizzavo il lavoro scolastico, correggevo pigne infinite di verifiche e mi dedicavo a varie attività, per rendere le lezioni più vive e accattivanti!

Dopo l’affondamento della piattaforma splinder,  moltissime cose sono cambiate.

I blog si sono ridotti, la maggior parte ha chiuso: personalmente, dei miei numerosi “amici” di allora, solo due sopravvivono e una non scrive più da alcuni mesi!!

Ma io ho sempre detto che, pur con qualche momento di stasi, avrei proseguito nei miei raccontini di vita vissuta, perché un domani, nella Casa di riposo, rigorosamente con wifi incorporato ( le figlie sono superavvisate!), rileggerò il tutto e mi farò dei bei film mentali..;-).

 

 

 

 

 

¡Vale!

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la foto 4-1

MICOL si sforza di parlare spagnolo, mantenendo il suo accento italiano, così si capisce lontano un kilometro che non è nativa…;-).
I primi tempi il moroso la prendeva in giro, perché lei rispondeva in castellano con discreta velocità, senza problemi, ma inframmezzava i suoi discorsi con “comunque” oppure “insomma“, “vabbè“, cose così…;-)
Adesso, dopo tre anni, non lo fa più, ma, quando parla con noi, ovviamente in italiano, spesso dice “Vale!” e la cosa mi diverte.
Che poi non è proprio Vale, bensì quel Bale, con quel caratteristico mix tra V e B …
Che, alla fin fine, corrisponderebbe al nostro “Ok!” mutuato come tantissime nostre parole dall’Inglese ( americano..).

A questo proposito, bazzicando ormai abitualmente gli spagnoli, ho scoperto che, sulla pronuncia, sono quasi più nazionalisti dei francesi…oddio, forse più non saprei, comunque si avvicinano molto! “Gli spagnoli, spagnoleggiano” ho letto una volta e sono perfettamente d’accordo! 😉

Certo, magari non arrivano  pronunciare “lè Bitòl ” come mi sentii rispondere, nel lontano 1977, durante una vacanza a Montpellier…., da tale Jean Luc che voleva intortarmi, parlandomi dei suoi gruppi inglesi preferiti.
Per poco non mi ribaltai dalla sedia…BITO‘L, non si poteva sentire!!
Ma qui aprirei un capitolo infinito, per concludere, ad esempio, col fatto che la Francia è l’unico Paese che si ostina a chiamare SIDA’ l’Aids.
Ma in Spagna, ad esempio, Harry Potter è proprio ARRI, non con quella a/e che varia a seconda delle zone anglofone.

No, è scritto ARRI e si pronuncia ARRI, sentenzia il Chico, aquì somos en Espana.

Bale, ma non so perché sto rimarcando questa inutile annotazione..;-)
Anzi, a dire il vero intendo sottolineare che il non voler acquisire l’accento, da parte di Micol, non è casuale, bensì voluto.
Mi ha spiegato, infatti, che lei si sforza di diventare sempre più fluida nel parlare, ma che prova una specie di freno ad assumere le tonalità catalane ( o mallorqì) come sarebbe più esatto chiamarle.
Dato che si sente obbligata a  parlare in una lingua che non è la sua, almeno si aggrappa all’accento e questo mi fa tenerezza e la dice lunga sul legame che una persona mantiene con le proprie radici.
Anche se il cambio, in questo caso, relativamente alla location, VALE ( BALE…;-)) sicuramente la candela.
Per inciso, non azzardatevi a dare del “catalano” ad un ibizenco…!!! Potreste inimicarvelo all’istante.
Aquí no estamos en Catalunya, aquí somos Baleares !!