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veloce aggiornamento:

Poiché, contrariamente a quanto si possa pensare, osservando distrattamente certe mie fotografie di piatti e preparazioni, io sono una cuoca del tutto improvvisata e spesso maldestra, ieri, sempre per sbolognare parte di quei melograni che, come si può vedere dalle foto, mi occupano in pianta stabile la cucina, mi sono lanciata nella crostata!

Essendo domenica, non ho potuto procurarmi la frolla surgelata. Alla bell’ e meglio ho trafficato con 180 gr. di burro ( una bomba!!!!:-0) e farine varie ; insomma, ho dovuto sgobbare come non mai e il risultato è stato del tutto deludente!

Il mio forno idiota, ( che prende troppo spesso delle iniziative), mi ha semibruciato parte del fondo. La crema pasticcera non s’ addensava mai e, alla fine, aveva un’ aria leggermente impazzita.

Ma il colpo di grazia lo ha sferrato la gelatina di melograni!

Non solo è rimasta liquida, ma cosparsa sulla frutta, è sbrodolata in un repellente rivolo color melanzana sopra la crema, formando una poltiglia tipo palude nel centro della torta…

Chiaro che le parti non bruciate hanno anche un buon sapore, ma la fatica immane non vale la candela. Intendiamoci, con la frolla al suo posto e la gelatina nel suo stato naturale, sarebbe stata una buona torta!

Comunque, eccola …>:-(

[ foto di Lilas ]

————————————————————————…Il verde melograno

da’ bei vermigli fior.

La mia collega M. ha un piccolo giardino abbinato al suo appartamento, un fazzolettino, dice lei, sufficiente, però,  per  farvi crescere un albero di melograno.

Ho sempre desiderato avere un pezzettino di terra, dove poter appunto, piazzare o fiori o alberi da frutta, magari uno solo, magari un melograno, cui sono legata da ricordi affettivi, appunto.

Ma niente da fare. 

Comunque non divaghiamo, delle mie aspirazioni parlerò un’ altra volta.

Il suo melograno pare essere in ottima salute e tutti gli anni, in ottobre, le sforna frutti a quintalate.

Venerdì me ne ha portato una borsa piena e pesantissima… Tempo zero, la mia cucina è stata invasa da quei botoli verde-giallastri. Eccola, qui sotto:

[ foto di Lilas ]

Nel frattempo avevo iniziato a sgranarne un paio, operazione piuttosto fastidiosa, perché i chicchi, brillanti e bellissimi, tendono a fiondarsi sul pavimento e te ne accorgi solo quando qualcuno li calpesta involontariamente e ti ritrovi chiazze tipo sangue…

A me è successo di peggio, visto che un intero melograno mi è caduto per caso e, dallo squarcio che si è immediatamente prodotto, nemmeno fosse di creta, ha iniziato a uscire una lenta bava rossastra…

" Madonna che senso!" è sbottata Alice che arrivava in quel momento, "sembra una ferita sanguinolenta!"

Lei è particolarmente allergica allo splatter e, dato che sta lavorando alla traduzione di testi per il doppiaggio e il sottotitolaggio, per la Legge di Murphy, nel mese di agosto le è toccato sottotitolare velocemente un film danese scelto per il Festival di Venezia, di un grosso regista d’ avanguardia ( grosso di fisico ;-D),  caratterizzato da scene in cui il danese ( che era anche attore) si mostrava nudo, prima di finire accoltellato e ricoperto di sangue, sul corpaccione molle e bianchiccio. Una scena disgustosa, cui non mi sono potuta sottrarre…

Lei aveva terminato il lavoro, solo perché, essendo agli esordi, non se l’ è sentita di rinunciare a questa proposta, temendo che la società di Londra che le ha commissionato il lavoro, la depennasse dal database dei collaboratori!!

Insomma, divago. ;-D

Riempita faticosamente una tazza di chicchi succulenti ( come avrebbero scritto nelle favole d’ antan), mi sono sbarazzata al volo dei ricordi e ho cercato il modo più veloce ed efficace per utilizzarli, trovando in Internet, a questo punto, il solito alleato formidabile.

Incredibilmente ho trovato ricette tanto stravaganti, quanto attraenti.

Per il momento mi sono dedicata al risotto.

Anticipo che è davvero uno spettacolo e vi piazzo al volo la ricetta.

Risotto antico.( licenza poetica…)

riso, 160 gr.

cipolla, q.b.

olio extravergine d’oliva, q.b.

vino bianco, q.b.

brodo vegetale, q.b.

melograno, 200 gr.

burro, 1 piccola noce

parmigiano grattato, q.b.

sale, pepe bianco, q.b.

Separate i chicchi dal melograno.( e questa, ripeto, è la parte pallosa del lavoro!)

Teneteli da parte. ( Perché le ricette devono scrivere certe ovvietà???)

Sminuzzate la cipolla.

Fatela stufare dolcemente con un filo d’olio.

Unite 1 mestolino d’acqua.

Fate svanire a fuoco dolce. ( L’ uso del verbo " svanire" è formidabile!!!)

Lasciate insaporire per qualche minuto.

Versate il riso nel fondo di cipolla .Fatelo tostare a fiamma alta.

Rimestate sempre.

Bagnate con il vino bianco.

Fate svanire.

Pestate nello schiacciapatate parte dei chicchi di melograno e ricavatene una tazza di succo:

Aggiungete il succo al riso e mescolate

Portare a cottura il risotto.

Aggiugete brodo di verdura bollente man mano che servirà.

Amalgamate i chicchi restanti di melograno un po’ prima  prima del temine della cottura.

Levate dal fuoco.

Insaporire con una macinata di pepe.

Mantecare con burro e parmigiano.

Servite caldo.

Allora, la ricetta prevedeva anche la variante con dei cubetti di speck. Io mi sono dimenticata di averne un pezzo, proveniente superbamente addirittura da Levico e non l’ ho messo. Comunque è risultato squisito  lo stesso.

Ovviamente ho dovuto omettere anche il pepe, che potrebbe costituire motivo di divorzio per il coniuge…

Insomma, risulta
to strepitoso!

[ foto di Lilas ]

Ad essere sinceri, i chicchi autentici sono qulli violacei, dall’aria un po’ "vissuta", che appaiono qua e là, vicino ai brandelli di cipolla cotta; che quelli rossi ( crudi) li ho aggiunti, per dar tono alla foto, ma si vede lontano un miglio che sono falsi come Giuda e con la preparazione non c’ incastrano un granché!! 😉

Domani vorrei tentare la crostata di melograno. So che per la dieta sarà un suicidio annunciato…ma mi attira non poco!! Oltretutto la dieta è proprio sull’ arenile di questi tempi.

Last, but not least, c’è la gelatina di melograno. Che non mi par vero……;-)

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