Matrimoni per amore/…/ne ho visti di ogni tipo/ di gente di ogni sorta…:-)

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Stavolta sono sull’aereo e sto tornando….

Tutto è filato via liscio come l’olio e anche il tempo è stato clemente, almeno il giorno del matrimonio.
Bella forza, siamo a Ibiza, mica in Brianza!!!

Errore! A casa mia faceva un freddo becco, ma questa settimana c’è stato sempre sole.
Qui, invece, abbiamo avuto di tutto in questi 5 giorni.
È mancata giusto la neve, che ha però sommerso mezza Spagna, arrivando copiosissima anche in località normalmente secche dell’Andalusia, come Alicante e Malaga!

Guardando il Canale 24, nel Residence, vedevo scene apocalittiche da Polo Nord, ma nulla di così catastrofico come quello che è successo, purtroppo, nel nostro Abruzzo!!!

Sì, anche lì strade bloccate e gente rimasta intrappolata al gelo in macchina di notte per 12 ore, senza acqua, né coperte, né soccorsi….
Risparmio gli insulti che durante le interviste di rito venivano rivolte ai soccorsi mancati, al govierno…, ma non mi pare di aver sentito parlare di vittime.
E loro non hanno zone sismiche, por suerte…

Ritornando allo scopo del mio viaggio, data l’assenza del marito influenzato, mi sono ritrovata da sola in un Residence molto confortevole come spazi.
60 mq molto razionali.

Micol, appena l’ha visto, ha deciso che a Palma, per i primi tempi, cercherà qualcosa di simile…
Caspita, se messi bene, sessanta mq sono più che sufficienti per ospitare anche qualcuno sul divano della sala!!!
Vero.
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Il giorno successivo è arrivata Alice, la sorella, che ha dovuto sorbirsi il doppio volo.
Naturalmente la lunga sosta a Barcellona le è servita per fare incursioni da Calzedonia e Desigual, per comprarsi il vestito per il matrimonio!!!
Io avevo fatto un salto al Centro commerciale qualche giorno prima, rimediando un saldo….
Lei mi ha battuta sul tempo: il giorno prima del matrimonio.

La sposa e lo sposo, da parte loro, credo …..che si siano distinti.
Entrambi hanno utilizzato la stessa “mise” che avevano sfoggiato a Natale a casa di mia cognata!! 😂😂😂
Anzi, poiché la giornata era iniziata con un vento freddo e una pioggerellina polverizzata quanto noiosa, Micol mi aveva chiesto in prestito un golf che mi faceva da scorta e la sorella si era impossessata del mio cappello di velluto nero con fiore, visto che io ne avevo provvidenzialmente portati due!!!!
Insomma, degli outfit originali

La Sala Consigliare era quella di Dalt Vila, cioè della Città alta, quella sulla Rocca murata, che domina Ibiza.
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Al mattino io e Alice ci siamo infilate nel bar-pasticceria Harinus, simbolo di Ibiza, che avevo anche immortalato lo scorso anno proprio qui nel blog. per fare colazione abbondante:
Non sia mai che poi le cose vadano per il lungo e mi venga il buco nello stomaco, che poi, magari non ho la forza di firmare e invalido il matrimonio!!!” delirava Alice, che faceva da testimone alla sorella.
Ma…. tra l’altro, non abbiamo il riso!!!
Oh mamma, pensi che sia ammesso anche in Comune? E si userà qui in Spagna? Non è che poi ci cacciano?
Sì, ma, a parte il riso….ma nemmeno un mazzolino di fiori, un piccolo bouquet, che poi lei dovrà lanciare….a te, OVVIAMENTE!!!
Ma daiiii…nemmeno per sogno, ci sono solo io, che senso ha….? Bella forza!! 🙂 🙂 :-)!!”
Insomma, alla fine, guarda il caso, ci siamo imbattute in un fiorista aperto, proprio sulla strada.

E anche lì, da morire…
Disculpe, querríamos algo de flores, que mi hermana se casa…!
Cuando?” domanda allarmato il fiorista, sbirciando la nostra mise e i cappelli in testa….
Entre una hora…

Alla fine gli abbiamo spiegato il tutto e abbiamo scelto un mazzolino di campanule viola (colore preferito di Micol) cui lui ha aggiunto velocemente delle rose bianche…
Ahahaha, non voglio nemmeno sapere se il viola è “bandito” dai bouquet…
Del resto, una che sceglie di sposarsi il 17, 01 del 17 alla cabala non deve farci molto caso!!! 🙂 🙂 🙂
Il fiorista ci ha fatto gli auguri per il matrimonio, concludendo con un “...aunque sea INFORMAL…”
Ci siamo fatti riconoscere anche da lui!!! 😉 😉 😉

 

Ci siamo incamminati tra gradini e ciottoli, coi piumini e i cappucci sollevati: il passeggino incagliava nella salita e, alla fine, il Nene è stato preso in spalletta dal Papy e troneggiava fiero, dall’alto sul gruppetto.
Eravamo in 5. Sei col bimbo!! 😁

Io fotografavo il gruppo e tra me e me ridevo…

Quando siamo arrivati, Sindaco e Segretaria hanno timidamente azzardato “ Dobbiamo aspettare qualcun altro….?” 😀

E’ poi iniziata la Cerimonia.
Il bimbo sedeva con loro, ma poi è stato provvidenzialmente recuperato dall’altra nonna, mentre io e Alice tentavamo di fare un filmino col cell..
Il sindaco ha letto bofonchiando sorridente alcuni articoli del Codigo espanol, chiedendo se erano venuti lì spontaneamente ecc ecc.
Alla risposta “sì” di entrambi ha chiesto se volevano scambiare gli anelli.
Lo “sposo” ha detto che al momento non li avevano…e il Sindaco, velocemente, ha commentato “Perfecto, perfecto!” e ha proseguito imperterrito.
( “perfecto” dde ché….ahahahahah!!).

E così li ha dichiarati “casadi”!
Poi hanno dovuto fare una foto con lui e la segretaria, “para l’Archivo”, con dietro la sfilza di bandiere giallo-rosse…

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Nota incredibile: io, che mi commuovo anche quando alle Olimpiadi sale la bandiera….o quando ai Mondiali danno la Coppa all’Italia, io, che ai matrimoni di chicchessia piango come una fontana e che avevo come problema quello di non devastarmi a quello delle mie figlie…..non ho versato una lacrima, ma ho riso tanto.
E ho anche capito che cosa non mi ha fatto scattare la “fontana”.

Mancava la musica.

E’ proprio quella che mi aziona la reazione: tipo jukebox, insomma…
Se fosse partito un pezzo qualsiasi qualcuna delle loro bands preferite, o,diomenescampi qualche pezzo gitano, suonato da Paco de Lucia, il chitarrista amato dal novio e che sarebbe stato anche particolarmente “in tema”, visto che lì, sotto la Rocca dove eravamo, vive ancora una delle più antiche comunità di gitani, lì, nel quartiere della Peña, arroccato sotto di noi, dove il padre dello sposo, Juan Antonio, detto Juanàn, da giovane, andava a farsi insegnare la chitarra dagli zingari…

Se fosse partito un accordo, sottolineo, mi sarei sciolta in modo indegno!!! 🙂 🙂 🙂

E infine siamo usciti e, sotto un bellissimo sole splendente, abbiamo fatto le foto dalla rocca!!

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E’ stato anche lanciato il bouquet…che, per un pelo, non è volato dal parapetto, nelle azzurre onde del Mediterraneo!! 🙂
Alice lo ha raccattato lesta! 🙂

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Poi, allegro gruppetto, ci siamo indirizzati al mare, in Figueretes, per il pranzo.
Lo sposo si è spazzolato una “parillada di carne” grigliata.

( Ma dopo Berlino , come ha potuto diventare vegani..per un anno e passa….??? Ahahahahah)
Da parte mia una paella di pescado.

E la torta di nozze?
Non c’era, ovviamente e chi aveva avuto il tempo?
E così, con una porzione di Greixonera, torta tipica di Ibiza e un bicchierino di Hierbas ibizencas abbiamo concluso la splendida giornata, tra risate e viento del mar!

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Matrimonio en la Isla Blanca…

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Come mio solito, mi ritrovo a scrivere in un aeroporto, come al solito in anticipo feroce rispetto all’imbarco…;-)

Bene, almeno così potrò “aggiornare” gli eventi.

Vado a Ibiza, esattamente nove giorni dopo il rientro dei ragazzi e del nieto, perché dopodomani figlia e moroso …SI SPOSANO!! 😉

Dunque, finora non ne avevo parlato, non certo per “discrezione” genitoriale, bensì per il fatto che l’ho saputo un mese fa!!!
Anche loro, a dire il vero….;-)

Diciamo che i documenti al Consolato di Barcellona sono stati presentati almeno un anno fa, ma risposte non ne arrivavano, per cui si restava in paziente attesa e “quasi” ce ne stavamo dimenticando…
Ogni tot la figlia si intrufolava nell’Ufficio del vice console italiano de la Isla per avere “nuove”.
Ma non si batteva chiodo.
Il giorno prima della loro partenza per l’Italia a dicembre, finalmente la notizia.
Tutto fatto: potevano decidere la data.
Hanno scelto il 17-01-17 …che per la cabala non so se sia il massimo, con tutti quei “diciassette” in pole position, ma sarà senz’altro di buon auspicio,
Ne ho la certezza.
È vero che il meteo, che fino a oggi si attesta sui 16* di massima, pare che scenda a 7* giusto martedì, con l’accompagnamento di una brezza, suppongo gelida, segnalata da tre garrule tacche sulla manica a vento…..e giusto perché la figlia ha lasciato a casa mia, in Italia, il suo piumino invernale, dietro sollecito del moroso:
Á qué te sirve ..en la Isla??”
A che le sirve?????? Staremo a vedere..;-) 😉 😉

La cabala ( o il caso) ha anche fatto sì che mio marito non sia potuto partire…. 😦

Già, inaspettatamente il virus che lo aveva perseguitato durante le vacanze si è riattivato, con tracheite, tosse e anche febbre, per cui, alla fine, ha deciso che non voleva correre rischi e ha preferito rimanere a casa!

Inizialmente mi è venuto un gran magone e non volevo lasciarlo a casa da solo, anche perché lo vedevo coi brividi, in pieno malessere…
Ma ieri, dopo l’antibiotico, la febbre è scesa e lui mi ha spinto ad andare senza alcun dubbio.
Certo, devo dire che quella di martedì sarà una “cerimonia” mooolto mooolto informale. Più che altro una formalità burocratica: due firme e via !!

Infatti hanno deciso di velocizzare il tutto anche per togliere la figlia dal ruolo di “fantasma”.
Mi spiego: lei lì su la Isla è quasi invisibile, nel senso che ha un numero di identificazione che le rinnovano ogni tot…ma non può avere la residenza, perciò non può usufruire della Sanità pubblica, non può aprire un Conto in Banca ecc ecc

Si può pertanto capire la celerità con cui hanno organizzato questa formalizzazione…

Poi organizzeranno una fiesta, cui saranno invitati gli amici che saranno in grado di raggiungere l’Isola, più avanti, non si sa ancora quando, ma più avanti!….;-)
E dunque eccomi qua, a Linate, insieme alla solita “fauna” che staziona sempre in inverno, sotto il cartello IBIZA, che è sempre tutta un programma….;-)

Un’allegra vacanza col virus…

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Già, rieccomi !
Gli ibizenchi sono arrivati puntuali a metà dicembre, in quattro: insieme a figlia, novio e nieto si è presentato, ospite inaspettato quanto indesiderato, anche un virus che ha sfiorato innanzitutto il piccolo, probabilmente elemento di “trasporto” e successivamente ha messo completamente ko mia figlia e mio marito!
Mi sono salvata io e devo dire per fortuna, visto che ero quella preposta all’organizzazione e preparazione dei vari pranzi festivi!!

Purtroppo, in questo modo è saltato il pranzo del Prénatal...
Già, anche quest’anno, come qualche anno fa, il nostro Pranzo di Natale era stato organizzato in data diversa dalla convenzionale.

Alice lavorava proprio nei giorni natalizi, per cui si era deciso di anticiparlo al 21 Dicembre.
Tra l’altro era stato invitato a questo pranzo anche l’attuale “forse” moroso della figlia maggiore che avrebbe potuto assistere, per la prima volta, ad uno dei nostri Pranzi Ufficiali rigorosamente fuori data!!! 😉
Intendo dire, quello canonico, col Menu Buffo stampato a computer, con i sottopiatti di feltro dell’Ipercoop, i tovaglioli di carta natalizia…i piatti da portata scompagnati, visto che l’unico servizio degno di questo nome, bianco, coi bordi blu e oro, ereditato da mia mamma per i miei 40 anni, giace ancora imballato in garage dai tempi della ristrutturazione del nostro appartamento ( 2011) e non mi sono ancora decisa a farlo rientrare in casa, visto che occupa spazio ( con quella ZUPPIERA…AARGHH!!) e visto, soprattutto, che non l’ho mai usato…!! 🙂
Ai tempi di Carlo Codega pensavo che l’avrei “cavato” in occasione di pranzi formali con eventuali consuoceri…; ma il caso ha voluto che, per un motivo o per l’altro, questi pranzi non siano mai avvenuti, spesso per la lontananza dei consuoceri stessi ( data la propensione di Alice a scegliersi sempre morosi distanti, propensione che , di volta in volta, ha fatto naufragare le varie relazioni…) !

Insomma, il servizio giace .
Il Pranzo, perciò, è saltato e a Natale abbiamo interrotto la tradizione, molto semplice, che comporta ( a parte i soliti antipasti vari ed eventuali), il CAPPONE, cotto il giorno precedente e messo in balcone, affinché il grasso del brodo solidifichi e il giorno successivo, previa scrematura, sia possibile utilizzare il liquido per cuocere i tortellini.
Fortunatamente l’operazione non ha avuto luogo, perché alla Vigilia c’erano almeno 8°  e il grasso sarebbe rimasto bello unto con tutti i suoi occhi galleggianti!

Ad ogni modo mi sono sbizzarrita con un albero di Natale di sfoglia, che ho trovato su Pinterest ed è risultato facile, divertente e gustoso!

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Chiaramente i vari malanni ci hanno costretti in casa per gran parte delle vacanze, per cui abbiamo fatto poco o niente, tranne giocherellare con i regali di Natale, che hanno allegramente invaso la sala…
Il triciclo è stato subito portato in garage, perché ancora inutilizzabile dal bimbo; il cavallo a dondolo ( fortemente voluto dal marito) è stato abbastanza usato, ma non troppo.
In compenso il bimbo ha manifestato subito la sua tendenza “tecnica”, agitandosi intorno al banchetto da lavoro, con pinze, martello e tenaglie  e sfoderando un esilarante piglio da self-mad-man… 🙂

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Caliamo un velo pietoso sulle ansie di mio marito che, non appena il bambino si avvicinava ad un mobile con in mano un oggettino qualsiasi di plastica o legno, iniziava ad andare in fibrillazione…( che palle!!)
Manco avessimo mobili Luigi XVI in casa!!
Alle ruote delle automobiline ha creato un giro di scotch gommato, ma nemmeno quello lo lasciava tranquillo…>:-(.

Ha messo protezioni di vario tipo su tutte le ante e i cassetti a vista….( anche se all’interno, invece di veleno per topi, vi erano solo dei contenitori di plastica per frigo!!!).

Vabbè, lasciamo perdere, perché mi sono abbastanza incavolata, ma ho capito che non poteva farci nulla: gli scattava l’ansia così, in automatico!! 😉

Ormai è chiaro, dopo una settimana di convivenza, con le sue abitudini stravolte, inizia a fibrillare. Figuriamoci dopo 20 giorni e per giunta con un malanno addosso che lo ha abbastanza devastato! Febbrone a 39.5 e continui problemi di tosse ecc ecc-

Ad ogni modo, a parte le intemperanze del consorte, queste settimane sono state davvero fantastiche!
Il bimbo non parla ancora, farfuglia discorsi astrusi…;-), però riconosce le vocali sulla lavagnetta e riconosce i numeri!!
In particolare dice DOS, TRES e SEIS. Poi tutti gli altri sono sempre dos, tres ahahahah!!

In questo periodo ho trascurato il blog, perché le giornate erano pienissime e non sono nemmeno riuscita a leggere i blog amici, ma recupererò tutto!

Domani loro rientrano ad Ibiza, ma c’è una sorpresa che mi attende e il 15 gennaio: ho già pronto il biglietto per volare là, nella Isla Blanca col marito, che spero si dia una calmata!!! 😉

( Fortunatamente non conosce il mio blog, per cui nemmeno sa che lo scrivo…..ahahahah)

PS) Faccio questo aggiornamento stamattina, giorno della Befana.
Il bimbo ieri sera era nervoso e agitato, non riusciva a dormire e, alle 00.30 ha fatto una enorme vomitata, ovviamente sul letto e su sua madre….
Aveva anche un po’ di febbre, ma la guardia medica, sbadigliando,  ci ha detto che, con un po’ di tachipirina non avrà nessun problema a prendere l’aereo oggi pomeriggio…

Insomma, con i bimbi il viaggio è sempre un terno al lotto…

Ah, stanotte, dopo aver pianto e vomitato, una volta cambiato ha voluto scendere a terra, ha fatto una corsa nel corridoio e mi si è piazzato davanti alla lavagnetta, tracciando cerchi col gessetto e sibilando: dos, très, sèis, A, O, U…….!!!

:-O  :-O :-O

 

 

 

 

 

 

Vai e vieni…

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Rieccomi! Non ce la faccio più a star dietro ai cambi di rotta  che arrivano dalle Pitiuse! :-0
Che cosa sono le Pitiuse? Ma Ibiza e Formentera!!

Già, perché le Baleari, di solito accomunate dal nome della Comunidad autonoma de Las Islas Baleares, è formata da quattro isole principali di cui due, Maiorca e Minorca, chiamate Baleari o Gimnesie e le altre : Ibiza e Formentera, dette le Pitiuse ( isole dei pini).

Non ero nemmeno ritornata dal mio breve pellegrinaggio in quel di Ibiza, per dare una mano alla figlia e, contemporaneamente, per dire un mesto addio alla Isla Blanca ( date le ultime decisioni prese dal duo strategico, che cento ne pensa e poi una ne fa, fortunatamente), che ricevo una telefonata della figlia, che mi preannuncia che nel frammentre hanno rielaborato la loro decisione e hanno modificato i termini…

Praticamente due mine vaganti.
A dire il vero la mina principale penso sia mia figlia, dato che è lei che si trova, al momento, nella posizione più difficile, come spiegavo nel post precedente.
Anche lui è irrequieto, ma ovviamente al momento ha un buon lavoro e, in fondo, si trova a casa sua e sente un po’ la responsabilità di aver portato lui la ragazza nella sua isola.
E a dire il vero, non è stato proprio un brutto andare, diciamocelo una buona volta!!! 🙂

Per sintetizzare, pensa e ripensa, avrebbero deciso di anticipare a questa primavera il loro obiettivo a lunga gittata, che era quello di trasferirsi fra qualche anno a Palma de Mallorca.

Inizialmente la figlia era restìa, per timore di ritrovarsi di nuovo completamente isolata in un posto nuovo, col bimbo ancora piccolo e magari un altro ipotetico, senza alcun parente o amico. Per quello aveva almanaccato l’idea di trasferirsi in Italia, qua nelle nostre zone per due o tre anni.
Ovviamente, dopo essersi rilassata da noi e avere visto le cose con un po’ più di oggettività,  ha pensato che questo doppio trasloco sarebbe stato un delirio e che, se dovevano trasferire masserizie altrove, tanto valeva farlo in una botta sola, nell’isola vicina dove puoi caricare la macchina e, con la nave, in poche ore sei arrivato.

Sinceramente, mentre ero con lei a Ibiza, mi sono davvero trattenuta, lo giuro!
Eravamo passate dal bigio autunnale e i piumini di Malpensa, alle maniche corte e al cielo terso su un mare incantato e io, che avrei voluto dirle semplicemente:

“Ma sei matta a pensare di venire da noi col bimbo???” (oppure “Chiamateli! Chiamateli!! come diceva una vecchia ed esilarante pubblicità di qualche anno fa…), e invece, con aria profondamente zen, mi azzardavo a dirle, non più di una o due volte in tutto:
“Sei proprio sicura, vero?” mentre la brezza lambiva le onde verdazzurre…

Insomma, tutto è bene quel che finisce bene e io, inutile negarlo, sono strafelice.
Ovvio che mi sarebbe piaciuto avere il bimbo vicino, vederlo crescere giorno per giorno, ma, sinceramente, sedei avesse sempre abitato qui, non ci sarebbero stati problemi, ma vederla ritornare, oltretutto per pochissimi anni, lasciando un posto sicuramente migliore, proprio non lo concepivo!
Intanto sta cercando un appartamento in affitto, ma io, prima di vedere un contratto di locazione firmato, mi aspetto di tutto dai due!!!

😉

 

 

 

 

L’adorabile “tifone” delle Baleari…

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È arrivato e per due settimane ha sconvolto la casa! 😉

Tutto ha vorticato intorno a lui, ai suoi sorrisi e alle sue bizze. È nella fase del “no” e del simpaticissimo lancio degli oggetti dal seggiolone…
È bellissimo e caracolla per la casa accoppando tre adulti in una botta sola.

Il marito, in un momento di catastrofismo, commenta”Forse era meglio se i nipotini arrivavano 10 anni fa, PANT! Sarei stato maggiormente attrezzato!”

La figlia, dal canto suo, ha avuto modo di rilassarsi e di pronunciare frasi tanto bizzarre, quanto preoccupanti.
Mi spiego.
E’ arrivata a Malpensa con al seguito: passeggino, sacca del bimbo rimpinzata all’inverosimile (che ho provveduto a prenderle subito) che pareva contenere piombo, trolley e, naturalmente, bimbo di 19 mesi e 14 kg, che tentava di sgusciarle da tutte le parti!
Fuori il diluvio universale…
Entra in macchina piacevolmente soddisfatta e commenta:” Uh… Aidan, guarda la bella pioggiona italiana!!!”

Da lì, per quindici giorni , è stato il delirio.

Di fronte ad una mattinata di quelle brianzole autunnali da spararsi, mentre in macchina andiamo all’Ipercoop, mi commenta:
Vedi, questa bella nebbiolina grigia, in fondo ti dà l’idea dell’autunno, ti fa capire che c’è la stagione di mezzo! Non come a Ibiza, che a dicembre sei in giro ancora a mezze maniche!”
E io ad ascoltare ammutolita….
Poi prosegue, nel suo personale delirio crescente:”…e le foglie rosse e gialle??? Ma lo sai che là non esiste il cambio di colore??? O sono pini e allora restano uguali, oppure ulivi o mandorli!!! Tutto verde. Vedi, mancano i colori autunnali, cavoli!”

Alla fine non le ho nemmeno più risposto…

Il punto mi è ormai chiaro.
Vive in un posto che, dal punto di vista climatico è splendido, col mare a cinque minuti, calette stupende a mezz’ora di macchina, un lungomare piastrellato per andare col passeggino, lungo kilometri e kilometri….ma si sente sola.

Conosce pochissime persone, perché la gente isolana è abbastanza chiusa e gli altri arrivano in massa in estate, ma poi se ne vanno…
Ha provato a intrufolarsi in varie situazioni, quando era incinta:
pilates per gestanti, ma, finito il corso la gente di dileguava; piscina per future mamme: erano in tre e nemmeno tanto socievoli!
Gruppo di trecking domenicale: un paio di belle escursioni e sia morta lì; Coro di Ibiza: erano quasi tutte persone di una certa età….
E credo di essermi dimenticata tutta una serie di associazioni naturistiche, green qualcosa, ah, il Corso di ceramica di San Jordi, dove ognuno di immergeva nelle proprie creazioni e il più partecipato era l’insegnante, il bravissimo Tugnèt che, dopo una settimana, visto il suo tratto nel creare e dipingere un vaso, aveva sentenziato
Pero chica, eres una ARTISTA!!!
E a questo punto lei gli aveva parlato dei suoi studi artistici alle Superiori e soprattutto dei suoi cinque anni di Accademia a Brera…

Insomma, se a tutto questo si aggiungono altri problemi legati a certe dinamiche familiari con alcuni parenti, al fatto che al momento, per motivi eventuali vari, troppo privati per finire su un blog, vivono con la suocera che, abituata a star sola, adora il bambino, ma si sente un po’ limitata nella propria libertà e non lo nasconde, per tutti questi motivi, anche se con molta fatica, riesco a capire perché abbiano scelto, al momento, di spostarsi nella nostra zona.

Sì, perché il succo di questa incursione autunnale è questo: dato che il Chico doveva assentarsi per una settimana a Barcellona, in occasione di una Fiera, lei è il bimbo sono arrivati qui per due settimane, poi rientreranno a Ibiza per un mese e mezzo e a metà Dicembre verranno tutti qui a “far Natale”.
Dopodiché, probabilmente, lei e il bimbo rimarranno e il Chico li raggiungerà a marzo/ aprile, indicativamente, in base anche a quello che nel frattempo sarà riuscito a trovare.

Il brodo si allunga, ma non si può negare che questo è l’aspetto che ha fatto impallidire la sottoscritta e il marito.
Morale: ho deciso di ritornare a Ibiza con la figlia, per aiutarla nel viaggio, darle una mano, mentre lei sgombera un paio di stanze di casa loro, dove dovranno entrare degli inquilini e, non ultimo, per “salutare” la Isla Blanca, dove, molto probabilmente non tornerò tanto presto…e non nego che la cosa mi rattrista non poco…!

Nota positiva:
Non è tornata all’alimentazione vegana e il bimbo, il secondo giorno, già si divorava uno spiedino… come da documentazione! 🙂

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Marito e figlia, in una delle magnifiche viuzze del nostro quartiere, con sullo sfondo, il magnifico tempo brianzolo autunnale, mentre ci dirigiamo velocemente ad un Baby Bazar dell’usato, a comperare stivali di gomma antipioggia per il bimbo….!!!!

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AIDAN bardato per il clima autunnale, passa dai piedini nudi ai provvidenziali stivali antipioggia!!! 😦

Malpensa, arriviamoooo !!!! ;-)

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Ci siamo!
Domattina si va in Malpensa ad accogliere gli ibizenchi. Con noi ci sarà anche la figlia veneziana, che è riuscita, come al solito, ad ottimizzare tutto, unendo l’arrivo della sorella e del nipotino con il compleanno della sua ex-collega Sara che tutti gli anni, da Londra, dove attualmente lavora da un paio d’anni, rientra in Brianza per festeggiare il compleanno con gli amici di sempre!!! 🙂

Oggi ultimi preparativi.

Ieri, come al solito, il marito ha ingaggiato una lotta senza quartiere col divano, i coprimaterassi impermeabili e i teli di copertura.
Essendo nati per ricoprire un materasso regolare, chiaramente non si confacevano alle forme bizzarre di un divano coi poggiatesta ecc ecc.
Dopo tutto un pomeriggio, alla fine il divano è di nuovo insalamato e il Peque potrà farci di tutto!!

Ho  un dubbio: voglio appurare se la figlia si è nuovamente indirizzata sulla cucina vegana.
Dico questo perché circa tre anni fa, durante un loro soggiorno di sei mesi a Berlino, lei e il moroso avevano maturato l’idea di passare da una dieta onnivora, e, aggiungo io, particolarmente anche carnivora, ad una dieta vegana, facendo un balzo, a mio parere, davvero eccessivo.
Motivazione? Sicuramente di tipo etico, salviamo il pianeta e tutto quelle che ne consegue. Pare avessero visto dei documentari orrorifici sui pulcini o l’allevamento dei polli in gabbie lager.
Io e il marito avevamo tentato di convincerli che, magari, un passaggio al vegetarianismo sarebbe stato più opportuno, ma niente.
Vegan davanti a tutto.

Notare che il moroso ha sempre preferito la carne persino al pesce ( evidentemente la sua parte francese supera quella isolana…) e mia figlia, in Settembre, non si è mai persa la Festa dei Crotti, su in Valtellina, con grigliate, bresaole e montagne di taleggio e tomini freschi, fusi ecc ecc
Per questo ero dubbiosa.

In realtà, invece, la cosa fu presa molto seriamente e in casa loro iniziarono a prosperare sacchetti di ceci, lenticchie, quinoa, amaranti e tutto quel becchime nobile e costosissimo che si trova nei negozi bio.
Lì a Ibiza ce ne sono un paio davvero benforniti e, oltretutto, abbastanza vicini a casa loro, per cui il gioco era stato facile.
Un po’ meno farci la spesa; tre cazzilli nel sacchetto e, come niente, ti ritrovavi a sganciare cifre assurde…

Personalmente ero impensierita dalla novità ma, essendo una loro scelta, me ne guardavo bene dall’interferire, anzi, dato che a casa loro cucinavo io, nei miei soggiorni isolani, mi ero procurata libri di cucina vegana e imbastivo cose!
Quello che mi lasciava perplessa era il fatto che, per integrare la famigerata vitamina B12, assolutamente assente nell’alimentazione vegana, dovessero ricorrere a pastiglie acquistate in farmacia! Mentre sarebbe bastato un rosso d’uovo per sopperire al tutto.
Ma l’uovo no! E’ un prodotto animale, vade retro!!

Il momento più tristanzuolo aveva coinciso con il compleanno dell’altra figlia!

Eravamo riusciti, miracolosamente, a far coincidere la nostra presenza là sull’Isola.
Il compleanno fu festeggiato con una specie di obbrobrio travestito da torta, che io cercai di imbastire in modo artigianale.
A riparlarne mi viene ancora la tristezza…

Ecco, ne parlavo qua:
https://ljac48.wordpress.com/2014/08/13/1-flash-back-aprile/

Tra l’altro, riguardando le fotografie e la faccia di mia figlia maggiore davanti a quella specie di crosta secca, giuro, non la riconosco!!

Quando un’espressione val più di mille parole.

Insomma, poi, successivamente, quando la hija restò incinta, il veganesimo fu abbandonato.
E perché adesso mi ritorna questo dubbio?

Ecco, qualche mese fa , dato che doveva ricevere un documento importante da Barcelona e non aveva l’occasione di consultare quotidianamente il computer, mi aveva pregato di guardare la sua casella di posta!

beh, un paio di settimane fa, sbirciando, ho visto che si è iscritta ad un Corso online di Cucina Vegana, ( OHIBO’) organizzato da quelle Associazioni, fornite di nomi altisonanti e pretenziosi, tipo Nutrizione Superiore ( superiore dde ché);-).

Ora, appurato che l’abuso di carne fa male, che è meglio evitare la rossa ecc ecc, teorie su cui io sono perfettamente d’accordo, intendiamoci, resto sempre convinta che mangiare un po’ di tutto, privilegiando frutta e  verdura sia sempre meglio!

Intanto domani preparerò del branzino con valeriana e avocado, una spruzzata di semi di chia a miracol mostrare e vediamo la reazione!! 😉

 

 

Driinnnnn….!!!

Ricevo una telefonata dalla hija ibizenca.
Praticamente non riesco a far nulla, perché per tutto il giorno sto col bimbo che non mi molla…
Speravo nell’aiuto della nonna, ma, non appena il piccolo la interrompe nei suoi lavori di uncinetto, lei un po’ ci gioca, ma poi lancia subito messaggi trasversaliTranquilo, que tu mamà ahora te trae al Parque!!’…..e così vengo catapultata psicologicamente fuori di casa due volte al giorno, mattina e pomeriggio.
In pratica ormai conosco tutti i Parchi della città e, col caldo che ancora impazza, ti dirò, non è il massimo…”

Il discorso-fiume prosegue con il fatto che non è più riuscita a fare nulla con la ceramica, che non può nemmeno approfittare di quando el Nene dorme, perché allora la suegra viene presa da un improvviso desiderio di ciciarare e comincia a disquisire sulle correnti del Mediterraneo e su come era bella la Isla quando lei, a 6 anni, è arrivata lì dalla Francia e allora non esistevano le Discoteche e non c’era la massificazione urbanistica degli anni ’70 e bla e bla e bla.
E la figlia soccombe… 🙂

Tra l’altro, di carattere, lei è un tipo molto paziente e disponibile, per cui, se si è azzardata a lamentarsi è perché, evidentemente, non ne può più!

A questo punto col moroso hanno deciso che, col bambino,  verrà in Italia per due settimane in Ottobre!
Almeno si rilassa.
Siamo molto contenti, ma il marito, detto Gufo dalle figlie,  ha subito commentato “Lei si rilassa e per noi ricomincia la buriana!” 🙂
E cioè: rimettere su tutto il divano nuovo i teli bianchi col rovescio impermeabile, che non sia mai che il peque faccia pipì e poi quelli colorati di cotone, per non far sembrare la sala un Ospedale da campo e, dato che i divani non hanno una forma regolare, bisogna mettere corde elastiche a gancio, che nemmeno le vele di una goletta del Settecento!!!
E se ne occupa lui.

Poi di nuovo seggiolino in macchina, seggiolone da recuperare in cantina e protezioni al letto ecc ecc ecc ecc
Ahahahah, sembrano i preparativi di una battaglia!

Ho avvisato la figlia che qui, ormai da almeno tre settimane, NON PIOVE, anzi, c’è un bel sole e, statistiche alla mano, la sua venuta potrebbe coincidere con quelle giornate lombarde uggiosissime, dove, se ti svegli col cielo bigio, umido e la pioggerella noiosa e insistente, stai certo che alle 7 di sera chiuderai le tapparelle col cielo bigio scuro, umido e a seguire la pioggerella
Non come al mare, che magari impazzano vento e pioggia battenti, ma poi si schiarisce abbastanza facilmente.
Qui può durare 40 giorni.
E lo dico a ragion veduta: un anno, quando ancora insegnavo, iniziò la pioggia il 1^ di maggio e terminò il 10 di giugno.
Gli studenti erano incattiviti e solo l’imminente chiusura dell’anno scolastico, li aveva placati.
Una cosa orrenda.
Inutile aggiungere che, successivamente sbottò un caldo da Inferno, proprio mentre dovevano studiare per la Maturità….oppss..Esame di Stato!!! 😉

Nel frattempo il marito sta “fabbricando” uno scaffale alto tre metri, che avrebbe dovuto essere una cosa semplicissima e, ovviamente, sta creando problemi INASPETTATI (ahahahah).

Perciò abbiamo un armadio davanti alla porta di ingresso e varie scatole disseminate ovunque.

Sabato, per mettere il carico, è arrivata, dopo un mese, l’altra figlia , la Veneziana, portandosi via una serie di vestiti autunnali e invernali, ma rilasciandomi una quantità variegata di masserizie, che vanno dai vestiti estivi alle tazze, ai piumoni, alla yogurtiera…….cose che chissà mai quando, dovrà riportare a Venezia, ma che al momento sono parcheggiate insieme alle due chitarre, all’amplificatore, ad una serie infinita di scatole e scatoloni, ai faldoni con gli appunti di Svedese dell’Università, agli appunti del Corso di traduzione e sottotitoli di film, insomma, tutto ciò che non le serve più a nulla, ma che passa sotto il titolo “Gli intoccabili!”!!

Ecco, prima che arrivi il pequeno DEVE sparire tutto!!!
E il marito, che dovrebbe terminare al volo lo scaffale, oggi è di nuovo LeRoy Merlin, perché è subentrato un nuovo IMPREVISTO !!! ( Imprevisto????? AHAHAHAHAHAH!!!)

E arridaje! 😉

PS) Comunque arriva il Peque a sorpresa e io sono elettrizzata all’idea!!!! 😉 😉 😉

Perla del Mare scopre… il Braulio!

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E così il plotone franco-cinese è passato e i giorni, tutto sommato, sono volati!

Le mie perplessità sulla lingua si sono dimostrate inesistenti, visto che non sono stata sottoposta a nessun test, anzi, l’anziana cinese Perla del Mare, questa la traduzione del suo nome… ( praticamente una roccia!) si è limitata a sorridere, salvo esplodere in veri urli di gioia, non appena io tentavo di pronunciare mezza frase che, ovviamente, avevo rimuginato nella testa per almeno dieci minuti!

Avrà pensato che l’italiano è un popolo molto meditativo, altroché gli orientali…
Spesso, infatti, io restavo con lo sguardo in fissa sulla tovaglia, mentre intorno cicalavano in francese, e tentavo, facendo mulinare all’impazzata i neuroni nella memoria, di ritrovare qualche termine ad hoc!
Allora lei mi fissava e poi diceva “Ooohhh….!!” e si illuminava! 🙂

Abbigliata con un paio di pantaloni di cotone a pois, quasi da risaia, per intenderci e una camicia molle, sembrava uscita da quei documentari sulla Lunga marcia di Mao Tze Dong.
Mi è spiaciuto, però, non aver potuto conversare con lei, perché , lucida e attenta, penso  avesse molte cose da dire.

Ho appurato che ha avuto una vita abbastanza intensa: nata in zona Pechino, laureatasi in Fisica, Chimica e Scienze naturali, avendo sposato un Geologo, di cognome Bao, si trasferì con lui nella regione dello Xinjiang, pare la regione più arida della Cina, piazzata tra Tibet, Mongolia, Russia e Turkestan, che detiene il primato di avere la località che dista maggiormente dal mare, di tutta la Terra!
Si trova nel deserto Dzoosotoyn Elisen a 2648 km in linea d’aria dalla più vicina costa.
Loro si trasferirono lì, perché il padre era occupato in una azienda non so se petrolifera o addetta all’estrazione del gas . Lei, invece, fece l’insegnante.

Quando il padre andò in pensione, fecero ritorno  a Pechino. Ora che il padre è morto, lei sta un po’ dall’altra figlia, vicino a ShangHai, poi viene in Francia per circa 6 mesi e poi va dal figlio, che abita ancora su, diciamo pure….in cuxo ai lupi ( da come François mi ha descritto la Regione, non trovo altra definizione più calzante!!! 🙂 )
Un po’ ha tentato di parlare con la figlia e di farci tradurre alcune frasi: le è piaciuta molto l’architettura del sud ( suppongo parlasse del Barocco pugliese) ed è rimasta colpita dai paesini abbarbicati sulle montagne come pecorelle.

Ha anche detto che gli italiani sono un popolo molto intelligente e si capisce dallo sguardo, che è brillante ( Jing mi ha tradotto proprio così “brillant”!). 🙂

Ha 78 anni e devo dire che è riuscita a “reggere” tre incursioni terrificanti della figlia nei Centri commerciali, senza batter ciglio.
Io sono stata coinvolta nella prima e mi è bastato e avanzato: ne sono uscita accoppata dopo solo un paio d’ore!
In realtà Jing cercava un paio di scarpe sportive per sé e per la madre, più un altro paio normali e delle VALIGIE!!

Naturalmente, prima di entrare in qualsiasi negozio, mi chiedeva sospettosissima “Queste scarpe non sono cinesi, VERO?” “ Questa valigia non viene dalla Cina, VERO?”
Appurato che erano state fabbricate in Italia, è iniziata la sequela delle “prove”.

Nessuna la soddisfaceva, per cui, mentre io iniziavo a friggere e la madre, serafica, si aggirava tra le corsie, lei impazzava senza concludere nulla.
Alle valigie credevo di morire; alla fine l’ho convinta a rientrare a casa, visto che erano quasi le due e le ho suggerito di tornare nel pomeriggio con anche il marito, così almeno sarebbe stata più sicura sugli acquisti!
Suggerimento del tutto peloso, visto che alla fine lei faceva quello che voleva….ma dettato da un mio istinto di sopravvivenza!!!

Morale: sono usciti tutti e tre alle 15 e sono rientrati alle 21…Il giorno successivo di nuovo in pista!!
Alla fine hanno saccheggiato il negozio della Geox, hanno comperato 3 o 4 valigie Roncato, più un sacco per le scarpe e uno per certi vestiti.
Quando andiamo in Cina sembriamo dei clochards” diceva lei,  per giustificare gli acquisti “sempre con dei sacchetti di plastica attaccati al braccio!

All’andata lui ha rischiato una strage, perché gli è partito improvvisamente il portabagagli rigido che stava sul tetto dell’auto, zeppo all’inverosimile di oggetti di tutti i tipi, comprese piastre elettriche per cucinare, che, se avessero investito una macchina, l’avrebbero sfracellata….

Fortunatamente si trovava su un tratto della Salerno-Reggio Calabria, verso le due del pomeriggio, abbastanza deserto!

Il cassone in questione era vecchio di 30 anni e acquistato già usato e risparmio i commenti di mio marito, che, su queste cose, è di una precisione incredibile e non si è mai messo in viaggio, senza aver appurato che tutto fosse perfettamente a posto, fino allo sfinimento!! 😛

Oltretutto è arrivato con questa specie di coso legato con delle corde e sarebbe tornato in Francia così, se Jing non lo avesse convinto a comperarne uno nuovo qua da noi. E così è stato…

Io ridevo, perché lui aveva deciso di tornare dalla Svizzera e avrei proprio voluto vederlo, con quell’appendice pencolante, superare la dogana!

Una volta noi, con la nostra vecchia Matra Ranch che bruciava un po’ l’olio, abbiamo percorso tutta l’Italia, dalla Puglia a casa, senza che nessuno battesse ciglio.

Due giorni dopo l’arrivo, avevamo la necessità di andare nella vicina Svizzera per comperare la borraccia da hockey per la figlia.
Non avevamo fatto nemmeno 100 metri dopo la dogana, che ci affianca un poliziotto in motorino, ci ferma e abborda mio marito:
Scuzi lei, dove crede di andare con quel fumo nero ????

Noi gli abbiamo indicato il negozio di Chiasso, che era dall’altra parte della strada e lui “Cominci a parcheggiare là e mi dia la zua carta d’identità!

Insomma, l’ha tenuta in ostaggio!

Sono stati giorni piacevoli: l’anziana Perla del Mare ha anche provato, la prima sera, a mangiare gli gnocchi al radicchio, taleggio e noci che avevo preparato…
Dopo poche forchettate si è bloccata e da lì, tutte le sere, ha preferito la sua zuppetta di spaghetti integrali ( mi ero dimenticata di comperare quelli di soia….) che abilmente sguazzavano dentro un brodo di pomodorini e zucchine e che lei afferrava con maestria, con le sue bacchette!!
Dimenticavo, irrorava la zuppa con certe spezie che si era portata dalla Cina….che, chissà perché, mi rappresentano sempre intrugli misteriosi!
E poi, a completamento del tutto, una bella pinta di aceto nella zuppa.

Mio marito allibiva, sostenendo che dopo una cena così, per lui si sarebbero aperte le porte del più vicino Ospedale, se non direttamente quelle dell’Inferno…!
Lei, sorridendo, faceva sgusciare gli spaghetti dalla brodaglia e poi trangugiava il brodo.
Sbocconcellava, però, a tutta birra, i bocconcini di grano duro, infischiandosene allegramente della figlia, che tentava di bloccarla sia sul mangiare, che sul bere…

Infatti, visto che era seduta di fianco al genero, che le versava pinte di vino rosso, lei beveva di gusto e iniziava a ridere… ;-).
Non parliamo , poi, di quando abbiamo offerto il Braulio: si è illuminata e solo l’intervento della figlia, ( chiamata da François “Generale Bao”) ha potuto evitare che la cosa degenerasse.

Abbiamo comunque cantato insieme una canzone popolare cinese, che io avevo imparato da loro qualche anno fa ed è stato molto bello poter per un attimo comunicare col canto!

Ovviamente, prima di partire, hanno fatto una gran spesa all’Ipercoop, incamerando tre bottiglie di Braulio!!

La prossima volta che verranno a trovarci, li porterò a Piona, sul ramo di Lecco dove, all’interno della stupenda Abbazia, c’è l’immancabile spaccio dei Frati, che vendono liquori potentissimi, quanto buoni!
Peccato che mi risulta non distillino più le Gocce Imperiali, un bicchierino delle quali  avrebbe riportato Perla del Mare per lo meno alla Dinastia dei Ming!! 😉

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La Cina è vicina…

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Prendo a prestito, come titolo, quello di un vecchissimo film di Bellocchio, di quando ero giovane!

In realtà dovrei specificare Franco-Cina…visto che i nostri amici che sono in pericoloso avvicinamento, sarebbero: un francese, la moglie cinese ( quella che dirigeva a bacchetta i ravioli Jao zì ) e sua mamma, che, da quando è rimasta vedova, passa sei mesi in Cina e sei mesi là in Piccardia, a casa loro.
Il mio amico non mastica una parola di cinese, almeno fino a due anni fa e non sembra minimamente intenzionato ad impararlo, perciò mi domando curiosamente come comunicherà con la suocera… ahahahah!

Hanno deciso di fare un lungo tour nel Sud dell’Italia, toccando la Calabria ( la nonna del francese era calabrese e lui voleva conoscere le sue origini). Giustamente.
Poi sono andati in Puglia e hanno soggiornato in un trullo…Hanno visitato  Matera e altre zone. Il tempo, però, che qui al Nord sta dando i numeri e sfodera un caldo impressionante, pare che al Sud sia stato brutto e che abbia spesso piovuto.

Una sera mi ha mandato un sms da Alberello, chiedendomi se conoscevo certi cantanti assolutamente mai sentiti nominare...almeno quassù, tali Valerio M., Nico D, ecc ecc ( non metto i cognomi, perché le vie dei blog sono infinite e non vorrei che mi sgamassero e si offendessero).
Oddio, in realtà lui ne parlava benissimo, dicendo che il Concerto era molto bello, ma che , alle prime gocce di pioggia, gli spettatori, purtroppo, se l’erano svignata come gatti arrosés.
Concludeva aggiungendo:
Les italiens n’aiment pas l’eau!”.

Beh, ‘nzomma…lui vive in quella tal zona della Francia del Nord che spesso contende alla Bretagna il primato dell’umidità!! Vai a dire ai pugliesi di stare ad un Concerto sotto la pioggia!!! 🙂 🙂 🙂

Comunque arriveranno domani.

Io comincio già a vergognarmi come una ladra, perché, dopo avere frequentato per 5 ( CINQUE !!!) anni un Corso serale per adulti, di cinese…..praticamente non so mettere insieme una frase di senso compiuto, se prima non ci penso una vita!
Vergogna! Vergogna!

Circa due anni fa ho anche sostenuto il primo esame HSK , con risultati persino soddisfacenti, ma con il passare del tempo le difficoltà sono aumentate e così, non studiandolo molto…..il profitto è stato deludente!

Dunque Jing Ming conosce perfettamente il francese, ma la madre no.Penso adesso di studiarmi a memoria tre frasi, giusto per non sprofondare…

Poi, se la “vecchietta” mi chiederà qualcosa, che esca dal seminato dei convenevoli

Come stai?”
“Io bene, e tu”
Bene, grazie!”
“Grazie!”

( Ni hao?)
( Ni hao, nine?)
( Hen hao, xiexie)
( Xiexie)

sarò fritta…!

In realtà diciamo che mi sono comportata come quegli studenti che facevano i compiti delle vacanze tre giorni prima dell’apertura dell’anno scolastico!
Dopo la lezione del mercoledì, arrivavo ad aprire il quaderno verso la domenica e studiavo un paio d’ore, poi, tutto il pomeriggio del martedì andava per gli esercizi.
Avrei dovuto dedicare mezz’ora al giorno, come da manuale…e sarebbe stato più proficuo….;-).

Ovviamente gli altri/e erano come me, tutti universitari alle prese con altri esami; a parte una ragazza autodefinitasi “secchiona” fin dal primo anno, che è stata l’unica a sostenere non solo il secondo livello, ma anche il terzo e il quarto e non mi stupirei se a ottobre passasse anche il quinto.

Lei, in effetti era in grado di conversare…
Una mosca bianca!

Ho una attenuante: io non devo inserire “Conoscenza della lingua cinese” in nessun curriculum vitae.
Io mi sono dedicata al Cinese con l’unico scopo di tenere in pista il cervello e allenare la memoria…

Bhe forse, pensandoci bene, proprio per quello, avrei dovuto studiare più di tutti gli altri!!! 🙂

Jiaozi (饺子)…

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Spesso, mentre leggo i blog “amici”(i pochi che mi sono rimasti) saltapicchiando sui vari argomenti, mi arrivano a flash dei rimandi a certe mie esperienze in materia e mi viene immediatamente la voglia di scrivere qualcosa sull’argomento!
Poi, per motivi vari, non lo faccio e il “flash”, così come era arrivato, svanisce .

Stavolta, però, non intendo sorvolare, anche perché, leggendo sul blog di Alidada la ricetta dei ravioli cinesi, volendo fare un recupero di una mia esperienza, mi sono accorta di aver bellamente bypassato, nel blog, un momento divertente e particolare: la Festa dei 60 anni del nostro amico francese François, ex marito della nostra amica Sylvette, che è appena venuta a trovarci, a giugno, con l’attuale marito..
Uhm…diciamo che  la loro famille si è un po’ “allargata” in questi anni, ma noi abbiamo mantenuto ottimi rapporti con tutti e due e quindi ogni tot ci troviamo, o con l’una o con l’altro, soprattutto in occasione delle loro fantastiche feste!

Una di queste si è svolta nel luglio del 2013 in Piccardia, vicino ad Amiens, in un paesino piccolissimo, dove abita da qualche anno François, insieme all’attuale moglie cinese Jing M.
Di tutta quella divertentissima festa, durata ovviamente due giorni, come succede sempre da loro, organizzata nella Sala delle Feste del minuscolo paesino ( mi pare 300 abitanti o giù di lì) tra campi verdi, mucche bianche a gogò e fiori ovunque il momento topico ha coinciso con la preparazione casalinga dei famosi ravioli cinesi, che avrebbero costituito il piatto forte della cena!

Eravamo circa una sessantina alla festa, ma noi e gli amici più stretti, alloggiati in parte in casa loro e in parte presso delle gîtes nei paraggi, il pomeriggio del giorno precedente la festa, siamo stati coinvolti in un delirio collettivo per la realizzazione dei suddetti ravioli.

Già dal primo pomeriggio avevamo visto vari movimenti in giardino: sul tavolo campeggiava un macinacarne degno di una macelleria rionale e su un piatto erano comparsi enormi tocchi di maiale accatastati, mentre un paio di amici nerboruti dello Champagne si davano da fare per la macina.
Noi ci eravamo disinteressati di questa parte e vedevamo soltanto Jing saltare come una cavalletta dalla cucina al giardino con mezzelune, noti ortaggi vari, vedi zucchine, carote, cipolle e altri meno usuali, vedi cavolo nero, mazzi di coriandolo come piovesse!
Finita l’operazione di trituraggio, Jing, trasformatasi per l’occasione in un ufficiale dell’esercito di Mao, ci radunò intorno al tavolo del giardino ( eravamo circa una dozzina) e iniziò lo spiegone..
Noi ci guardavamo divertiti, un po’ ridacchiando e un po’ sbevazzando del sidro…

Lei era, invece, molto seria e concentrata e più volte richiamò l’attenzione con “C’est important ecc ecc”
Di volta in volta veniva messo l’accento sulla dimensione del tocco di pasta da agguantare, sullo spessore da dare, sulla posizione e la quantità del ripieno ( non capitasse mai che debordasse, sarebbe stato un disastro, perché il raviolo si sarebbe aperto nell’acqua…!!! e lì le déluge…!!!)
Insomma, a mano a mano che proseguiva nella spiegazione, avevamo smesso di ridacchiare, anche perché lei era serissima!!
Mentre ci spiegava la chiusura del raviolo, aveva un che di diabolico negli occhi.
Le erano diventati più a fessura del normale e diceva scandendo con un perfetto quarto tono cinese, mentre parlava in francese: “C’est important de le fermer AINSI !!” e intanto con le dite creava sul bordo una specie di ondulazione arricciata ( che sarebbe diventata di lì a poco il nostro incubo!)
Insomma, iniziammo a lavorare e, come una sentinella di Mao, dopo pochi minuti arrivò a visionare il tutto. Naturalmente quasi tutti i ravioli non andavano bene relativamente a quella maledettissima chiusura e ci toccò rifarli..

Mio marito venne preso di mira in modo particolare…Lei arrivava, visitava i suoi ravioli e poi “NO! “ e via rifare….;-)
Al terzo no!, mentre lei con aria afflitta gemeva “Alexandrò, ancora tu!!” lui coglieva la palla al balzo e, dichiarandosi pubblicamente un incapace in cucina, se la svignava a farsi gli affari suoi…
E noi di corvée…Insomma, ne preparammo 700.
Un delirio! Metà con la carne macinata e metà con le verdure…

Alla fine eravamo stremati…
Vennero poi bolliti in pentola, perché non era possibile cuocerli al vapore ( ci sarebbe voluto un anno lunare….).

La festa fu un successone e io e il marito avevamo preparato un paio di canzoni, scrivendone il testo ad hoc.

Io, sulla musica di una canzone di Brassens ( Le verger du roi Louis) tipo ballata medievale, avevo cucito un testo dove ripercorrevo tutta la storia trentennale della nostra amicizia con François e mio marito aveva invece riscritto “Et j’entends siffler le train“trasformandola in una storia molto divertente e un po’ noir, raccontata da una delle mucche ( la Vachette)  del paese.
Inutile dire lo scroscio degli applausi, soprattutto su quella cantata dal marito, che per loro era una must ( paragonabile al nostro  inossidabile “AZZURRO” 😉 e ben presto tutti si ritrovarono a cantare in sottofondo “Et j’entends siffler le train..”.
Ma non era finita lì…
Al mattino successivo Jing si presentò di nuovo con una palla di pasta …dicendo che occorreva farne ancora per il pranzo del mezzogiorno (le feste francesi durano due giorni, dicevo..) e noi, ormai ridotti ad una sparuta mezza dozzina…(gli altri non dormivano in casa  e si sarebbero materializzati soltanto verso l’una per l’aperò…)…

Per farla breve, ne facemmo altri 300!
Ormai potevamo aprire un ristorante cinese…

Non dimenticherò mai, comunque, quel lavoro a cottimo!!! 😉 😉 😉

 

PS) Domenica prossima passeranno da noi per due o tre notti il nostro amico, Jing e la mamma di lei.
Hanno fatto un bel giro nell’Italia del Sud e saranno sulla via del ritorno:
Per l’occasione ricevo un msg whattsapp da mia figlia Alice “Quando arriva JingMing, puoi chiederle la ricetta di ravioli, che non me la ricordo più?”

Aiuto….non svegliamo il can che dorme, che magari si mette in mente di rifarli a casa mia!!!!
Scherzo, in realtà erano davvero buoni e con quella chiusura ermetica che ormai avevamo sulla punta delle dita, nessuno di loro si era gonfiato d’acqua!!

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Jing ci spiega…..

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Ingredienti vari ed eventuali…..CAM00881.jpg

Inaspettato lavoro a cottimo del mattino seguente….

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IMG_0832.JPGMia figlia Alice addetta alla pasta!!

img_0819Io e il marito…