Spesso, mentre leggo i blog “amici”(i pochi che mi sono rimasti) saltapicchiando sui vari argomenti, mi arrivano a flash dei rimandi a certe mie esperienze in materia e mi viene immediatamente la voglia di scrivere qualcosa sull’argomento!
Poi, per motivi vari, non lo faccio e il “flash”, così come era arrivato, svanisce .
Stavolta, però, non intendo sorvolare, anche perché, leggendo sul blog di Alidada la ricetta dei ravioli cinesi, volendo fare un recupero di una mia esperienza, mi sono accorta di aver bellamente bypassato, nel blog, un momento divertente e particolare: la Festa dei 60 anni del nostro amico francese François, ex marito della nostra amica Sylvette, che è appena venuta a trovarci, a giugno, con l’attuale marito..
Uhm…diciamo che la loro famille si è un po’ “allargata” in questi anni, ma noi abbiamo mantenuto ottimi rapporti con tutti e due e quindi ogni tot ci troviamo, o con l’una o con l’altro, soprattutto in occasione delle loro fantastiche feste!
Una di queste si è svolta nel luglio del 2013 in Piccardia, vicino ad Amiens, in un paesino piccolissimo, dove abita da qualche anno François, insieme all’attuale moglie cinese Jing M.
Di tutta quella divertentissima festa, durata ovviamente due giorni, come succede sempre da loro, organizzata nella Sala delle Feste del minuscolo paesino ( mi pare 300 abitanti o giù di lì) tra campi verdi, mucche bianche a gogò e fiori ovunque il momento topico ha coinciso con la preparazione casalinga dei famosi ravioli cinesi, che avrebbero costituito il piatto forte della cena!
Eravamo circa una sessantina alla festa, ma noi e gli amici più stretti, alloggiati in parte in casa loro e in parte presso delle gîtes nei paraggi, il pomeriggio del giorno precedente la festa, siamo stati coinvolti in un delirio collettivo per la realizzazione dei suddetti ravioli.
Già dal primo pomeriggio avevamo visto vari movimenti in giardino: sul tavolo campeggiava un macinacarne degno di una macelleria rionale e su un piatto erano comparsi enormi tocchi di maiale accatastati, mentre un paio di amici nerboruti dello Champagne si davano da fare per la macina.
Noi ci eravamo disinteressati di questa parte e vedevamo soltanto Jing saltare come una cavalletta dalla cucina al giardino con mezzelune, noti ortaggi vari, vedi zucchine, carote, cipolle e altri meno usuali, vedi cavolo nero, mazzi di coriandolo come piovesse!
Finita l’operazione di trituraggio, Jing, trasformatasi per l’occasione in un ufficiale dell’esercito di Mao, ci radunò intorno al tavolo del giardino ( eravamo circa una dozzina) e iniziò lo spiegone..
Noi ci guardavamo divertiti, un po’ ridacchiando e un po’ sbevazzando del sidro…
Lei era, invece, molto seria e concentrata e più volte richiamò l’attenzione con “C’est important ecc ecc”
Di volta in volta veniva messo l’accento sulla dimensione del tocco di pasta da agguantare, sullo spessore da dare, sulla posizione e la quantità del ripieno ( non capitasse mai che debordasse, sarebbe stato un disastro, perché il raviolo si sarebbe aperto nell’acqua…!!! e lì le déluge…!!!)
Insomma, a mano a mano che proseguiva nella spiegazione, avevamo smesso di ridacchiare, anche perché lei era serissima!!
Mentre ci spiegava la chiusura del raviolo, aveva un che di diabolico negli occhi.
Le erano diventati più a fessura del normale e diceva scandendo con un perfetto quarto tono cinese, mentre parlava in francese: “C’est important de le fermer AINSI !!” e intanto con le dite creava sul bordo una specie di ondulazione arricciata ( che sarebbe diventata di lì a poco il nostro incubo!)
Insomma, iniziammo a lavorare e, come una sentinella di Mao, dopo pochi minuti arrivò a visionare il tutto. Naturalmente quasi tutti i ravioli non andavano bene relativamente a quella maledettissima chiusura e ci toccò rifarli..
Mio marito venne preso di mira in modo particolare…Lei arrivava, visitava i suoi ravioli e poi “NO! “ e via rifare….;-)
Al terzo no!, mentre lei con aria afflitta gemeva “Alexandrò, ancora tu!!” lui coglieva la palla al balzo e, dichiarandosi pubblicamente un incapace in cucina, se la svignava a farsi gli affari suoi…
E noi di corvée…Insomma, ne preparammo 700.
Un delirio! Metà con la carne macinata e metà con le verdure…
Alla fine eravamo stremati…
Vennero poi bolliti in pentola, perché non era possibile cuocerli al vapore ( ci sarebbe voluto un anno lunare….).
La festa fu un successone e io e il marito avevamo preparato un paio di canzoni, scrivendone il testo ad hoc.
Io, sulla musica di una canzone di Brassens ( Le verger du roi Louis) tipo ballata medievale, avevo cucito un testo dove ripercorrevo tutta la storia trentennale della nostra amicizia con François e mio marito aveva invece riscritto “Et j’entends siffler le train“trasformandola in una storia molto divertente e un po’ noir, raccontata da una delle mucche ( la Vachette) del paese.
Inutile dire lo scroscio degli applausi, soprattutto su quella cantata dal marito, che per loro era una must ( paragonabile al nostro inossidabile “AZZURRO” 😉 e ben presto tutti si ritrovarono a cantare in sottofondo “Et j’entends siffler le train..”.
Ma non era finita lì…
Al mattino successivo Jing si presentò di nuovo con una palla di pasta …dicendo che occorreva farne ancora per il pranzo del mezzogiorno (le feste francesi durano due giorni, dicevo..) e noi, ormai ridotti ad una sparuta mezza dozzina…(gli altri non dormivano in casa e si sarebbero materializzati soltanto verso l’una per l’aperò…)…
Per farla breve, ne facemmo altri 300!
Ormai potevamo aprire un ristorante cinese…
Non dimenticherò mai, comunque, quel lavoro a cottimo!!! 😉 😉 😉
PS) Domenica prossima passeranno da noi per due o tre notti il nostro amico, Jing e la mamma di lei.
Hanno fatto un bel giro nell’Italia del Sud e saranno sulla via del ritorno:
Per l’occasione ricevo un msg whattsapp da mia figlia Alice “Quando arriva JingMing, puoi chiederle la ricetta di ravioli, che non me la ricordo più?”
Aiuto….non svegliamo il can che dorme, che magari si mette in mente di rifarli a casa mia!!!!
Scherzo, in realtà erano davvero buoni e con quella chiusura ermetica che ormai avevamo sulla punta delle dita, nessuno di loro si era gonfiato d’acqua!!

Jing ci spiega…..

Ingredienti vari ed eventuali…..
Inaspettato lavoro a cottimo del mattino seguente….

Mia figlia Alice addetta alla pasta!!
Io e il marito…